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Le regole di spartizione delle frequenze della tecnologia 5G secondo AGCOM

CEMLAB
Pubblicato da in Tecnologia ·
Tags: 5G
AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) lo scorso 26 Febbraio ha aperto una consultazione pubblica per le regole e le procedure della gara di vendita delle licenze d'uso della tecnologia 5G, che si terrà in Italia nel giro di qualche mese. La consultazione, della durata di 30 giorni, ha lo scopo di raccogliere pareri e osservazioni da parte dei partecipanti alla gara sui contenuti della proposta di gara formulata da AGCOM. Il testo della consultazione pubblica può essere letto nell'appendice B [4] della loro delibera 89-18-CONS del 26 Febbraio 2018 [2].

"Con la presente delibera è avviata una consultazione pubblica volta ad  acquisire commenti, elementi di informazione e documentazione  concernenti le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo  delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e  26.5-27.5 GHz per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche al  fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G, secondo quanto  previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1026 e  seguenti." (abstract delibera 89/18/CONS)

Il riguardo che il governo e AGCOM mostrano con tale consultazione pubblica nei confronti dei gestori di telecomunicazioni, per indire una gara secondo le loro precise esigenze, non trova un riscontro nell'attenzione che gli stessi enti dovrebbero riservare a chi ha sollevato giustificate preoccupazioni di salute pubblica circa l'introduzione di una nuova tecnologia di irradiazione sulla popolazione senza alcuna garanzia sull'innocuità della stessa, come ha recentemente fatto ISDE Italia [6], chiedendo una moratoria sulla sperimentazione tecnologica della tecnologia 5G, a cui non è stata fornita alcuna risposta nel merito. Una analoga richiesta di moratoria è stata formulata alla Commissione Europea e sottoscritta da oltre 200 scienziati e dottori di oltre 35 nazioni e ha ricevuto una risposta negativa [7].

In Italia, la proposta di gara prevede l'assegnazione di lotti di frequenze in tre bande: 700 MHz, 3.7 GHz e 27 GHz, per una durata di 19 anni e con obblighi di coperture minime (e conseguenti irraggiamenti) dell'80% della popolazione entro determinati tempi.
La banda da 700 MHz, attualmente occupata da canali TV, dovrà essere sgombrata per fare posto alla nuova tecnologia. E' una banda di frequenze considerata di pregio in quanto entra facilmente all'interno delle case, attraversando i muri, che presentano attenuazione relativamente bassa. La banda dei 26 GHz è quella delle onde millimetriche, per la loro lunghezza d'onda, che consente l'implementazione di applicazioni ad altissimo bit rate con alto consumo di banda.

"Al momento, l’Italia risulta essere il primo Paese in Europa chiamato a definire procedure di assegnazione delle bande “pioniere” con l’obiettivo di favorire una tempestiva transizione verso i sistemi 5G, in linea con quanto sopra descritto in merito agli obiettivi dell’Action plan della Commissione e alle più recenti indicazioni in ambito comunitario." (tratto da Allegato B delibera 89/18/CONS, punto 39, pag. 13)

Perché tutta questa fretta nella spartizione delle frequenze? La legge di bilancio 2018 richiede (art. 1 comma 1028) che entro il 30 Settembre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico provveda all'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze menzionate sopra per l'utilizzo con tecnologia 5G (quindi gara conclusa entro tale data). La stessa legge di bilancio (art. 1 comma 1045) richiede che dall'operazione di concessione di tali frequenze devono derivare proventi in misura non inferiore a 2.5 miliardi di euro. E' bene evidenziare che gli standard e le specifiche della tecnologia 5G non sono neanche lontanamente finalizzati e non lo saranno prima della fine del 2019 (punto 21 Allegato B delibera 89/18/CONS).

Leggendo i quarantadue quesiti oggetto di consultazione, contenuti nell'allegato B, non si può fare a meno di osservare che nessuno di essi pone attenzione all'aspetto della protezione della popolazione dall'esposizione delle nuove emissioni a microonde e di come AGCOM e i gestori pensino di fare fronte a questo delicato aspetto. La legge istitutiva dell'agenzia [8], art. 1 comma 15, assegna alla stessa di vigilare sui tetti di radiofrequenze compatibili con la salute umana, quindi l'osservazione non è fuori luogo. Di segno contrario alla cura di tale aspetto protezionistico sono le prescrizioni richieste a carico dei gestori nello schema di provvedimento di gara proposto (allegato B), che impongono delle velocità di download minime da garantire (ad esempio art. 11 comma 4 "la fornitura del segnale radioelettrico utile ai fini dell’instaurazione e del mantenimento di una connessione di rete in grado di assicurare il funzionamento di servizi di trasmissione dati per utente consumer alla velocità nominale minima di 30 Mb/s, calcolato al livello strada dell’edificio o dell’abitazione dell’abitante da coprire, in un lato a scelta, e maggiorato di 10 dB."). Nell'art. 19 (Obblighi comuni degli aggiudicatari) si legge, al comma 7: "Per l’effettivo esercizio degli impianti gli aggiudicatari sono tenuti al rispetto delle vigenti norme in materia urbanistica, antinfortunistica, paesaggistica, ambientale, di igiene del lavoro, nonché al rispetto dei valori limite del campo elettromagnetico, provvedendo ad acquisire a propria cura, per ciascuno dei suddetti aspetti, ove previsto, le autorizzazioni da parte delle Autorità competenti.". Nello schema proposto si sono dimenticati di citare il rispetto del valore di attenzione di 6 V/m, attualmente vigente e più restrittivo del valore limite, che è invece citato.

Della corposa letteratura scientifica che documenta effetti biologici e sanitari da esposizione a microonde, mi ha recentemente colpito un articolo di review scritto da scienziati cinesi del Bejing Institute of Radiation Medicine "Recent advances in the effects of microwave radiation on brains" [9], e la documentata mancanza di prove certe, visto che come scritto nelle conclusioni, il più grande problema negli studi esaminati è che usano parametri differenti, come frequenza, modulazione, densità di potenza e tempo d'irradiazione, concludendo che ulteriori studi dettagliati devono essere compiuti. Nel frattempo, la popolazione inconsapevole farà da cavia.

[1] AGCOM, Wikipedia
[2] Delibera AGCOM 89-18-CONS del 26 Febbraio 2018
[3] Delibera AGCOM 89-18-CONS, appendice A
[4] Delibera AGCOM 89-18-CONS, appendice B
[5] Legge di bilancio 2018, del 27 Dicembre 2017, n. 205 (estratto)
[6] ISDE Italia, Richiesta di moratoria per le sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale
[7] 5G Appeal "Scientists and doctors warn of potential serious health effects of 5G" (italiano)
[8] Legge n. 249 del 31 Luglio 1997
[9] "Recent advances in the effects of microwave radiation on brains", Zhi et al. (open access)




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