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Il decreto italiano sui requisiti acustici passivi degli edifici compie venti anni

CEMLAB
Pubblicato da in Ambienti di vita · 6 Dicembre 2017
Tags: DPCM5.12.97
Il DPCM del 5 Dicembre 1997 sui requisiti acustici passivi che un edificio deve possedere ha appena compiuto venti anni. Esso regolamenta tuttora i requisiti acustici minimi che una unità abitativa deve possedere, se costruita dopo il 20 Febbraio 1998. I vincoli posti in essere riguardano quattro aspetti, ciascuno con il proprio descrittore fisico:
- isolamento al rumore tra differenti unità immobiliari
- isolamento dai rumori provenienti dall'esterno
- isolamento dal rumore da calpestio tra ambienti abitativi
- isolamento dai rumori di impianto a funzionamento continuo e discontinuo

L'orecchio umano è un organo di senso estremamente sensibile, potendo percepire dei livelli di pressione sonora di appena 20 milionesimi di Pascal a 1000 Hz, una pressione infinitesimamente piccola. La pressione sonora dei suoni udibili dall'orecchio umano è circa compresa nell'intervallo 20 microPascal - 20 Pascal. Il rapporto tra pressioni massima e minima udibile è quindi dell'ordine di un milione. Pressioni superiori a 200 Pascal provocano la rottura del timpano. La pressione statica esercitata da 2 cm di colonna d'acqua corrisponde a 200 Pascal. Una pressione dinamica di soli 2 cm di colonna d'acqua può portare alla rottura del timpano, mentre staticamente la stessa pressione è appena percettibile.

La potenza sonora di una sorgente acustica, ovvero l'energia emessa dalla sorgente in onde di pressione sonore nell'unità di tempo, assume valori molto diversi a seconda della sorgente sonora:
-- un bisbiglio corrisponde a circa un miliardesimo di watt
-- una conversazione corrisponde a circa un decimo di milliwatt (media di lungo periodo)
-- una voce sostenuta corrisponde a circa un milliwatt (media di lungo periodo)
-- un martello perforatore corrisponde a circa un watt.

Non servono potenze relativamente importanti per trasportare informazioni e discomfort tramite i suoni e le nostre orecchie. Volendo fare un raffronto tra la potenza media radiata tramite campi elettromagnetici di un singolo access point WLAN domestico e una potenza sonora di uguale entità propagata dalle onde sonore, la tipologia di sorgente sonora di potenza comparabile è proprio il martello perforatore.

Come sappiamo bene, nel nostro paese (come del resto in molti altre nazioni in questo periodo storico) non abbiamo alcuna normativa che protegga gli ambienti abitativi privati dalle emissioni di campi elettromagnetici delle varie sorgenti di campo elettromagnetico esterne o localizzate in unità abitative vicine. Il fatto che non abbiamo organi di senso che ci aiutino a rilevare i campi elettromagnetici, come avviene per i suoni con le nostre orecchie, non vuol dire però che i flussi di energia radiante di questo sottovalutato agente fisico non ci raggiungano lo stesso (anche nelle nostre abitazioni, ma non solo) e non provochino effetti sulla nostra salute.

[1] DPCM 5.12.1997 - Requisiti Acustici Passivi degli Edifici








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