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Guida CEM per la valutazione del rischio nei luoghi di lavoro in inchiesta pubblica

CEMLAB
Pubblicato da ing. Davide Maria Palio in Ambienti di lavoro · Lunedì 08 Giu 2020
Tags: CEIguidarischiocampielettromagneticiCEMlavoratori
E' ancora per pochi giorni (fino al 19 Giugno 2020) in fase di inchiesta pubblica la "Guida CEM Guida alla valutazione dell’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed  elettromagnetici (CEM) fra 0 Hz e 300 GHz nei luoghi di lavoro" C.1259 redatta dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). Si possono inviare commenti sulla bozza C.1259 pubblicata al CEI tramite un modello prelevabile al seguente link.

Come dichiarato nella sua premessa, la guida "integra i contenuti della norma CEI EN 50499 <<Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici>>, con la disciplina sulla protezione dalle esposizioni ai CEM ai sensi della legislazione nazionale vigente, proponendo un approccio applicativo semplificato per la valutazione dei rischi associati da parte di tutti i soggetti, interni ed esterni, coinvolti nell’organizzazione e gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, inclusi coloro che non hanno specifiche conoscenze e competenze tecniche in materia di CEM."

Nel paragrafo 5 "Cenni sui CEM", a proposito della valutazione degli effetti a lungo termine, si può leggere:
"La direttiva 2013/35/UE [14], recepita nel TUS (Testo Unico per la Sicurezza) attraverso il D.Lgs.159/2016 [2], fa riferimento esclusivamente agli effetti acuti [enfasi aggiunta] associati all’esposizione ai CEM poiché attualmente non si dispone di prove scientifiche accertate dell’esistenza di un nesso causale fra l’esposizione ai CEM ed i possibili effetti a lungo termine, compresi i possibili effetti cancerogeni. Qualora emergessero dati scientifici accertati in merito a possibili effetti a lungo termine, la Direttiva sarà oggetto di una revisione che riguardi tali effetti."

Eppure esiste una sempre più consolidata giurisprudenza italiana che ha riconosciuto come malattia professionale l'utilizzo lavorativo del telefono cellulare come probabile causa dell'insorgenza di tumori alla testa sull'utilizzatore. Ma per gli estensori della guida CEI, evidentemente quello che stabiliscono le sentenze italiane non fa testo e non suggerisce neanche la citazione di un approccio di tipo prudenziale all'interno della guida. Seppure in ambito protezionistico, come sa bene chi si occupa di sicurezza, nel caso di scenari con potenziali rischi si opera sempre a favore di sicurezza con azioni prudenziali, mettendo in atto misure di contenimento del rischio.

Nello stesso stile, il termine "minimizzazione" dell'esposizione non è contemplato nella guida, se non come sintetico richiamo alla norma di legge che si applica alla popolazione generale, che la prevede.

Un altro aspetto che non è per niente preso in considerazione è quello dell'esistenza di sintomi di varia natura in soggetti sensibili, a fronte di esposizioni a campi di entità molto inferiore di quella dei valori di azione previsti, descritti nella letteratura scientifica in molti articoli e che riguardano persone in tutti i paesi del mondo. Non si fa menzione di questo problema, neanche a livello di informazione per il lettore (qui una pubblicazione del governo inglese che ne parla).

Un datore di lavoro informato e attento nei confronti dei lavoratori usa criteri molto più restrittivi di quelli previsti dalle norme CEI/CENELEC/IEC per valutare l'esposizione a campi elettromagnetici, elettrici e magnetici e mette in pratica una minimizzazione di tutte le esposizioni evitabili. Un buon riferimento su cui fare affidamento è la guida "Options to minimize your exposure to static, ELF, and RF electromagnetic fields".





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recensione
ANNUNZIATA PATRIZIA DIFONTE
Venerdì 19 Giu 2020
Ritengo che vadano presi in seria considerazione i soggetti affetti da Elettroipersensibilità ai fini della tutela lavorativa e che si approfondisca la conoscenza della patologia da parte dei medici di Medicina generale e di Medicina del lavoro .Come medico della Associazione Italiana Elettrosensibili evidenzio il numero sempre più crescente di soggetti elettroipersensibili tra cui numerosi insegnanti ( esposti a reti wifi, lim,registro elettronico in connessione wireless) ,studenti, ingegneri, e impiegati che lavorano in ambienti soprattutto open space ,per la presenza di reti wifi e l'utilizzo di telefoni cellulari.I problemi di salute si evidenziano per esposizione a livelli di campo elettromagnetico inferiore ai livelli ritenuti tutelanti e che dovrebbero essere compresi tra i "lavoratori particolarmente sensibili ai CEM"o ipersuscettibili.
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