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		<title><![CDATA[Cemlab - Aggiornamenti]]></title>
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		<description><![CDATA[In questa pagina vengono pubblicati novità e aggiornamenti sulla materia della valutazione dei campi elettromagnetici artificiali.]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Fri, 17 Sep 2021 07:32:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[La scuola parentale e i suoi vantaggi]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029">L'<a href="https://www.miur.gov.it/istruzione-parentale" target="_blank" class="imCssLink">istruzione parentale</a> può risultare in una valida alternativa alla frequenza di una scuola pubblica e presenta diversi vantaggi, specialmente nella situazione politico-sanitaria che ci viene imposta e che stiamo vivendo tutti noi e, in particolare i bambini e ragazzi in età scolare. <div><br></div><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/libro_la_scuola_parentale.jpg"  width="207" height="289" />Tale metodo formativo è oggetto del libro di <span class="fs11lh1-5"><b>Cecilia Fazioli</b></span> dal titolo <span class="fs11lh1-5"><i><a href="https://www.terranuovalibri.it/libro/dettaglio/cecilia-fazioli/la-scuola-parentale-9788866815792-236512.html" target="_blank" class="imCssLink">La scuola parentale. Come farla diventare una vera opportunità formativa per bambini e ragazzi</a>, Terra Nuova Edizioni</i></span><span class="fs11lh1-5">, lettura molto interessante e consigliata, che fornisce spunti e informazioni pratiche ai genitori per intraprendere questo percorso e anche ai candidati insegnanti per rendersi disponibili a tale tipo di missione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Un aspetto che non deve essere sottovalutato da tutti i genitori e dalle altre persone coinvolte è che, grazie a tale forma di insegnamento, si può risparmiare a bambini e ragazzi di andare a capitare, loro malgrado, in un ambiente elettromagnetico insalubre per buona parte della loro giornata, peraltro senza che questa condizione ambientale venga realizzata dai diretti interessati e dai loro cari. Anche l'insorgenza di <a href="https://europaem.eu/attachments/article/124/EUROPAEM_EMF_Guideline_2016_Italiano_8_2_2018.pdf" class="imCssLink">sintomi</a> tipici in scolari sensibili, come ad esempio mal di testa, pressione alle tempie, mancanza di concentrazione può non essere messa in relazione immediatamente e direttamente con l'esposizione a campi elettromagnetici in tali ambienti, per mancanza di informazioni e quindi di sani sospetti su questa forma di pressione ambientale invisibile.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-4 fright" src="https://www.cemlab.it/images/2021_misura_scuola_1727.jpg"  width="339" height="254" /><span class="fs11lh1-5">Ma quali sono le sorgenti che espongono a radiazioni elettromagnetiche i frequentatori delle scuole pubbliche e quanto è pesante l'esposizione? Di dati ufficiali pubblici non se ne trovano quasi mai, e quando si trovano sono quasi sempre di utilità nulla perchè i metodi di misura utilizzati servono a verificare la conformità ai limiti espositivi di legge, verifiche dall'esito negativo quasi scontato, con i vigenti limiti di immissione della legge italiana. In sintesi, non forniscono informazioni numeriche utili. Quello che invece appare essenziale appurare in dettaglio, con strumenti di misura adeguatamente sensibili, è il fondo elettromagnetico presente, che è direttamente condizionato dalle sorgenti elettromagnetiche prossime, in un determinato locale, che sia un banco all'interno di una determinata aula o una certa posizione in un corridoio.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/2021_srb_scuola.jpg"  width="344" height="258" /><span class="fs11lh1-5">Leggevo qualche giorno fa un <a href="https://www.newspuglia.it/ambiente-puglia/4385-vincitorio-ai-sindaci-pugliesi-allontanate-i-tralicci-dalle-scuole.html" target="_blank" class="imCssLink">appello</a>, in un giornale locale della Puglia, sull'allontanamento dalle scuole di tralicci contenenti antenne radianti. Molti però non sanno che, attualmente nella stragrande maggioranza di scuole pubbliche, le sorgenti elettromagnetiche che condizionano maggiormente il fondo elettromagentico ambientale risultano posizionate all'interno delle scuole, solo raramente all'esterno. Anche io pensavo che le cause fossero all'esterno, fino a quando mi sono reso conto della realtà, effettuando rilievi strumentali direttamente presso le scuole pubbliche, qualche anno fa. </span><span class="fs11lh1-5">Dentro le scuole, una grande quota di immissioni elettromagnetiche deriva dai terminali wireless introdotti all'interno dagli scolari e dagli insegnanti, che seppure silenziati per quanto concerne i telefoni, continuano a emettere onde elettromagnetiche pulsate proprio vicino a chi assorbe le radiazioni. L'altra grande quota di immissioni elettromagnetiche deriva dall'infrastruttura di rete wireless della scuola. </span></div><div><img class="image-3 fright" src="https://www.cemlab.it/images/2021_wlan_ap_3765.jpg"  width="359" height="269" /><span class="fs11lh1-5">Gli access point (AP) wireless-LAN (WLAN) presenti sono quasi sempre dispositivi molto potenti, non paragonabili ai dispositivi Wi-Fi domestici di qualche tempo fa, che possedevano una capacità massima di trasmissione dati di 34 Mbps. Gli AP presenti nelle scuole, spesso installati nei corridoi, sono apparati con capacità trasmissive di 300 Mbps o superiori, che trasmettono permanentemente (anche in assenza di traffico dati - per inciso, nessuno si preoccupa di spegnerli quando non utilizzati neanche per motivi di risparmio energetico) sia nella banda dei 2.4 GHz che in quella dei 5 GHz.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-5" src="https://www.cemlab.it/images/2021_wifi_scuola_1690.jpg"  width="820" height="615" /></div><div><br></div><div><img class="image-6 fright" src="https://www.cemlab.it/images/2021_misura_dentro_aula.jpg" alt="misura esposizione a campi elettromagnetici presso scuola" title="misura CEM scuola" width="348" height="261" /></div><div><span class="fs11lh1-5">Per i frequentatori delle scuole pubbliche impestate da AP con tecnologia WLAN, il consiglio prudenziale che si può dare è di informare i responsabili degli <a href="http://wifiinschools.org.uk/30.html" target="_blank" class="imCssLink">effetti sulla salute</a> derivanti da esposizione a campi elettromagnetici e, nell'ottica di ridurre l'esposizione, di identificare gli apparati presenti, possibilmente di misurare l'esposizione a campi elettromagnetici tramite strumenti di misura tascabili, e soprattutto di provare a stazionare quanto più lontano possibile da questi apparati. Infatti, ci possono essere differenze espositive notevoli nella stessa aula, in posti di seduta diversi. Praticamente nessun insegnante ha mai correlato le differenze di attenzione e di apprendimento tra i suoi alunni alla specifica posizione dell'aula e ai banchi da loro occupati, ma farebbe bene a considerarlo. Una esposizione a radiazioni elettromagnetiche </span><span class="fs11lh1-5">di ordini di grandezza superiori</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">si ha tipicamente nei corridoi dove sono installati gli AP, anche se questo non viene realizzato da chi transita in questi luoghi (il seguente breve video mostra il suono prodotto dal segnale WLAN su uno strumento di misura in alta frequenza in banda larga - Gigahertz Solutions HF50B. L'audio prodotto evidenzia la componente in bassa frequenza dominante - 10 Hz - del segnale WLAN).</span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.cemlab.it/images/europaem_edited_640px.jpg" alt="EMF Guideline 2016 for the prevention, diagnosis and treatment of EuropaEM EMF-related health problems and illnesses" title="EuropaEM - estratto da linea guida " width="640" height="661" /><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://www.cemlab.it/video/wlan_in_azione_4016.mp4">https://www.cemlab.it/video/wlan_in_azione_4016.mp4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 05:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il 5G sta testando i limiti della fiducia ]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><i>Riporto di seguito la traduzione integrale dell'interessante nota scritta dal <a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/cv-june-2020/" target="_blank" class="imCssLink">Dr. </a><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/cv-june-2020/" target="_blank" class="imCssLink">Dariusz Leszczynski</a>, "<a href="https://blogbrhp.medium.com/5g-is-testing-the-limits-of-trust-8180d578e140" target="_blank" class="imCssLink">5G is testing the limits of trust</a>".</i></span></div><hr><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/icnirp_240px.jpg"  width="240" height="156" /><span class="fs11lh1-5">Nel 2020, la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) ha pubblicato </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.icnirp.org/en/publications/article/rf-guidelines-2020.html" target="_blank" class="imCssLink">linee guida di sicurezza</a></span><span class="fs11lh1-5"> aggiornate per l'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RF-EMF) emesse da dispositivi e reti di comunicazione wireless, come telefoni cellulari o stazioni base di telefoni cellulari. </span><span class="fs11lh1-5">Questa pubblicazione ha sostituito le linee guida ICNIRP 1998 RF-EMF. </span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Queste linee guida, raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono state adottate dalla maggior parte dei paesi in tutto il mondo, diventando parte del loro quadro normativo per la radiofrequenza. Gli Stati Uniti utilizzano le linee guida IEEE / ICES e FCC, ma cercano di "armonizzarsi" con le linee guida ICNIRP.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Sicurezza secondo ICNIRP </b></div><div>Il principio fondamentale alla base di queste linee guida sulla sicurezza è che, secondo l'ICNIRP, gli unici effetti sulla salute provati indotti da questo tipo di esposizione alle radiazioni sono quelli che si verificano quando la temperatura del tessuto umano viene aumentata di oltre 1 grado Celsius - i cosiddetti effetti termici.<span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div>Quando la temperatura del tessuto umano non aumenta di oltre 1 grado Celsius, l'ICNIRP considera la radiazione innocua per la salute umana. A loro avviso, l'intensità delle radiazioni emesse dai dispositivi wireless che soddisfano le linee guida di sicurezza dell'ICNIRP non è sufficiente a causare un aumento della temperatura nei tessuti umani con effetti dannosi per la salute. Inoltre, secondo la revisione scientifica dell'ICNIRP, non ci sono effetti comprovati che si verificano senza un tale aumento della temperatura. </div><div><br></div><div>Dato che ICNIRP ritiene che solo gli effetti termici dell'esposizione alle radiazioni possano causare effetti sulla salute, ICNIRP ha progettato linee guida di sicurezza per proteggere gli utenti da qualsiasi effetto termico che potrebbe influire sulla salute. Secondo l'ICNIRP, la prevenzione degli effetti termici in base ai limiti di sicurezza attualmente utilizzati è sufficiente per proteggere la salute di tutti gli utenti.<br></div><div><br></div><div>Tuttavia, esiste un lungo elenco di effetti biologici osservati sperimentalmente negli animali o nelle cellule coltivate in laboratorio, che sono stati indotti da esposizioni a radiazioni a radiofrequenza a livelli ben al di sotto degli attuali limiti di esposizione fissati dall'ICNIRP. Gli scienziati temono che se tali effetti non termici dovessero verificarsi negli utenti, potrebbero portare a effetti sulla salute. </div><div><br></div><div>Secondo la comprensione della scienza da parte dell'ICNIRP, questi effetti non termici non dovrebbero verificarsi. Tuttavia, a meno che tutti gli scienziati che osservano gli effetti non termici non abbiano allucinazioni, c'è qualcosa di sbagliato nella valutazione delle prove scientifiche da parte dell'ICNIRP.<br></div><div><br></div><div>Le linee guida dell'ICNIRP, oltre a essere impostate per prevenire solo gli effetti termici, si basano anche su esposizioni acute a breve termine (da minuti a ore). Le linee guida non forniscono informazioni sul fatto che saranno protettive per esposizioni continue e di lungo termine, quelle che durano da mesi a decenni. Pertanto, mentre sono disponibili ricerche pubblicate sugli effetti acuti, quelli che si verificano durante o subito dopo l'esposizione, c'è pochissima ricerca sulle esposizioni croniche a lungo termine. Ciò suggerisce che l'applicazione delle linee guida ICNIRP alle esposizioni a lungo termine si basa su una <span class="fs11lh1-5"><i>assunzione</i></span> di sicurezza e non su prove scientifiche. </div><div><br></div><div>Le linee guida ICNIRP vengono anche promosse come protettive per tutti gli utenti, indipendentemente dalla loro età o stato di salute. L'ICNIRP afferma che, sia che si tratti del corpo in crescita e in via di sviluppo di un bambino piccolo, del corpo malato di una persona anziana con malattie croniche o potenzialmente letali, o del corpo robusto di un adulto giovane e sano, tutti sono ugualmente protetti.<br></div><div><br></div><div>Poiché la sperimentazione sugli esseri umani è limitata, per ovvie ragioni etiche, dobbiamo guardare agli studi epidemiologici per esaminare gli effetti a lungo termine delle esposizioni nelle persone. Questi studi sugli effetti biologici a lungo termine e sulla salute possono richiedere molti anni per essere completati e spesso presentano limitazioni del mondo reale, quindi sono pochi gli studi completati da cui attingere. Ciò significa che non ci sono molte prove scientifiche che garantiscano che le linee guida di sicurezza dell'ICNIRP si applichino a tutte le persone, indipendentemente dalla loro età o stato di salute, e non importa da quanto tempo hanno utilizzato dispositivi wireless. Suggerisce, ancora una volta, che l'applicazione delle linee guida ICNIRP allo stesso modo a giovani e anziani, sani e malati, si basa esclusivamente sull'<span class="fs11lh1-5"><i>assunzione</i></span> di sicurezza e non sulle prove scientifiche disponibili. <br></div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">Il funzionamento dell'ICNIRP </b></div><div>Guardando l'appartenenza all'ICNIRP, è facile notare che tutti i membri hanno opinioni molto simili sulla questione della radiofrequenza e salute. Tutti i membri dell'ICNIRP hanno espresso quasi la stessa opinione, che l'esposizione a radiofrequenza è assolutamente e completamente sicura per l'uso da parte di tutti, purché i suoi livelli siano entro i limiti di sicurezza consigliati dall'ICNIRP. &nbsp;È interessante notare che le valutazioni scientifiche degli esperti dell'ICNIRP sono spesso contraddette da ricercatori non coinvolti nelle attività dell'ICNIRP. Ancora più interessante, i membri dell'ICNIRP, quando inseriti in vari comitati scientifici nazionali in compagnia di altri scienziati, non ICNIRP, a volte arrivano a conclusioni che contraddicono le opinioni dell'ICNIRP. &nbsp;Di recente, queste opinioni in disaccordo sono state pubblicate da: <br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><ul><li><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2021/01/26/berneis-disagrees-with-icnirp/" target="_blank" class="imCssLink">BERENIS in Svizzera</a><br></li><li><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2020/09/05/significant-discrepancy-of-opinions-on-5g-and-health-between-icnirp-and-the-health-council-of-the-netherlands/" target="_blank" class="imCssLink">Il Consiglio per la salute dei Paesi Bassi</a><br></li><li><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2020/02/26/us-fda-2020-report-on-carcinogenicity-of-rf-emf-contradicts-safety-claims-of-icnirp/" target="_blank" class="imCssLink">Rapporto FDA 2020 degli Stati Uniti</a><br></li></ul></div><div><br></div><div>Per la maggior parte degli utenti della tecnologia wireless, ICNIRP è semplicemente un acronimo. Gli viene detto che l'ICNIRP riguarda solo la scienza, e che siano privi di qualsiasi influenza, che provenga dall'industria o dagli organismi governativi di regolamentazione delle radiazioni. Tuttavia, non molti utenti sono consapevoli di come funziona l'ICNIRP in pratica. Si tenga conto che: </div><div><br></div><div>1. L'ICNIRP è un gruppo di circa una dozzina di scienziati che affermano di non rappresentare nessun altro se non sé stessi. </div><div><br></div><div>2. L'ICNIRP dichiara di essere priva di qualsiasi influenza di lobbismo da parte dell'industria e delle organizzazioni nazionali di protezione dalle radiazioni. </div><div><br></div><div>3. I membri in pensione dell'ICNIRP vengono sostituiti da nuovi membri selezionati dai membri attuali.</div><div><br></div><div>4. I criteri di selezione dell'ICNIRP e le loro giustificazioni per la selezione di nuovi membri particolari non sono disponibili al pubblico. Solo i membri dell'ICNIRP sanno perché una persona è stata selezionata per entrare a far parte del loro gruppo. </div><div><br></div><div>5. L'ICNIRP non è responsabile nei confronti di alcuna entità per le decisioni scientifiche che prendono. </div><div><br></div><div>6. Nessuno può controllare come ICNIRP arrivi alle linee guida di sicurezza raccomandate.</div><div><br></div><div>7. Non vi è alcuna supervisione delle attività dell'ICNIRP da parte di nessuno.</div><div><br></div><div>8. L'ICNIRP non ha alcuna responsabilità legale per i loro pareri scientifici. <br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5">La responsabilità legale </b></div><div>Le linee guida sulla sicurezza dell'ICNIRP sono ciò che dicono, solo linee guida. Nessuno è legalmente obbligato a usarle. Ciò significa che anche se le linee guida si dimostrassero errate, nessuno potrebbe legalmente citare in giudizio l'ICNIRP per questo errore. </div><div><br></div><div>L'industria delle telecomunicazioni e le organizzazioni nazionali di protezione dalle radiazioni, tuttavia, nella scelta di utilizzare le linee guida di sicurezza ICNIRP, diventano legalmente responsabili per qualsiasi rischio per la salute causato dai dispositivi che emettono radiazioni che producono, anche se sono conformi alle linee guida ICNIRP. Una volta che le telecomunicazioni e le organizzazioni nazionali di protezione dalle radiazioni accettano e utilizzano le linee guida di sicurezza dell'ICNIRP, sono loro, e non l'ICNIRP, ad avere la responsabilità legale nel caso in cui si dimostrasse che i dispositivi causano danni alla salute. </div><div><br></div><div>In breve, i membri dell'ICNIRP sono responsabili solo davanti a Dio e alla storia per qualsiasi decisione giusta o sbagliata che l'ICNIRP possa prendere.<br></div><div><br></div><div>Per comprendere il significato di questa completa mancanza di supervisione o controllo delle attività dell'ICNIRP, è necessario ricordare che le linee guida sulla sicurezza sviluppate dall'ICNIRP sono le uniche linee guida utilizzate dall'industria che produce e gestisce l'hardware e l'infrastruttura di comunicazione wireless nella maggior parte del mondo. </div><div><br></div><div>In sostanza, le linee guida sulla sicurezza dell'ICNIRP giustificano il funzionamento dell'industria delle telecomunicazioni, che nel 2019 ha avuto un valore annuale, a livello globale, di circa 1,74 trilioni di dollari - ICNIRP, l'organizzazione che rivendica la totale indipendenza da qualsiasi interesse esterno, che agisce senza alcun controllo o supervisione esterni, e che non è responsabile verso nessuno delle sue decisioni scientifiche.</div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">Sicurezza ICNIRP e 5G </b></div><div>L'implementazione attualmente in corso della nuova quinta generazione di comunicazioni wireless, 5G, ha ulteriormente stimolato il dibattito sulla validità delle linee guida di sicurezza dell'ICNIRP. </div><div><br></div><div>La novità nelle comunicazioni wireless 5G è l'uso di onde millimetriche, con frequenze da oltre 20 GHz fino a 300 GHz. Sebbene le onde millimetriche possano trasferire grandi quantità di dati, hanno un problema con la distanza a cui possono essere trasmesse e con i limiti della loro capacità di penetrazione. Ciò causerà una distribuzione molto densa di stazioni base (antenne cellulari) in tutti i quartieri (all'incirca, una piccola stazione base ogni due lampioni) e richiederà stazioni base all'interno degli edifici. <span class="fs11lh1-5">Ciò significa che in pochi anni, quando il 5G sarà completamente distribuito, gli ambienti cittadini saranno virtualmente saturati dalla radiazione a onde millimetriche. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">L'ICNIRP, nelle sue linee guida sulla sicurezza 2020, ci assicura che la salute degli utenti sarà completamente protetta. Tuttavia, come fa l'ICNIRP a saperlo? </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>La ricerca sulle onde millimetriche e sulla salute è estremamente limitata. Diverse revisioni scientifiche pubblicate di recente hanno cercato in varie banche dati e hanno trovato solo un numero molto limitato di studi che trattano gli effetti sulla salute delle onde millimetriche. La stragrande maggioranza della scienza pubblicata sulle onde millimetriche 5G si occupa di misurazioni delle radiazioni e dosimetria, non degli effetti biologici e della salute.</div><div> </div><div data-line-height="2" class="lh2"><ul><li> Nel 2019, <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31540320/" target="_blank" class="imCssLink">Simkó e Mattsson</a> hanno pubblicato una recensione di soli 97 studi sperimentali. <br></li><li> Nel 2020, <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32829319/" target="_blank" class="imCssLink">Leszczynski</a> ha pubblicato una recensione di soli 99 studi sperimentali. <br></li><li> Nel 2021, <a href="https://www.nature.com/articles/s41370-021-00297-6" target="_blank" class="imCssLink">Karipidis et al.</a> ha pubblicato una revisione di soli 107 studi sperimentali.<br></li></ul></div><div><br></div><div>La maggior parte di questa ricerca sulle onde millimetriche consiste in piccoli studi in vitro o su animali che hanno un valore pratico basso quando si sviluppano linee guida per la protezione della salute pubblica. Questa mancanza di studi di ricerca causa confusione e problemi all'interno delle comunità. Quando gli utenti chiedono le prove scientifiche degli effetti delle onde millimetriche 5G sulla salute, non ottengono risposte perché la ricerca non è stata fatta. Non è possibile dimostrare che il 5G sia sicuro. Tuttavia, sarebbe possibile eseguire un numero sufficiente di studi di ricerca sul 5G e sulla salute per mostrare se gli effetti sulla salute sono minimi o addirittura trascurabili. Ora come ora tali prove scientifiche non esistono. <br></div><div><br></div><div>Tuttavia, è interessante e preoccupante allo stesso tempo vedere che &nbsp;il presidente dell'ICNIRP Rodney Croft, professore di psicologia presso l'Università di Wollongong in Australia, ha recentemente dichiarato in un'intervista a "The Feed" sulla TV australiana il 16 giugno 2020: </div><div><br></div><div>"<span class="fs11lh1-5"><i>Non ci sono danni associati al 5G</i></span>" </div><div><br></div><div>"<span class="fs11lh1-5"><i>Guarda, è verissimo che la quantità di studi che esaminano specificamente il 5G è molto limitata, ma da una prospettiva scientifica questo non è rilevante</i></span>"</div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">In sintesi</b>,<br></div><div><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><ul><li><span class="fs11lh2"><b>L'ICNIRP</b></span> è un'organizzazione che funziona senza alcun controllo o supervisione, sia scientifica che legale. <br></li><li><span class="fs11lh2"><b>Non vi è</b></span> alcun controllo sul fatto che l'industria delle telecomunicazioni o le organizzazioni nazionali di protezione dalle radiazioni stiano attivamente facendo pressioni sull'ICNIRP. <br></li><li><span class="fs11lh2"><b>L'ICNIRP</b></span> banalizza la mancanza di ricerca sulle onde millimetriche e sulla salute 5G, come espresso dal presidente dell'ICNIRP. <br></li><li><span class="fs11lh2"><b>Le opinioni</b></span> espresse e le decisioni prese dai membri dell'ICNIRP sono considerate non sufficientemente basate sulla scienza dai gruppi scientifici nazionali di diversi paesi, così come da un certo numero di eminenti scienziati. <br></li><li><span class="fs11lh2"><b>Sebbene</b></span> i membri dell'ICNIRP non abbiano alcuna responsabilità legale per le loro opinioni scientifiche, l'industria delle telecomunicazioni che utilizza le linee guida di sicurezza ICNIRP per i loro prodotti ha la responsabilità legale nel caso in cui i loro dispositivi causino danni alla salute.<br></li></ul></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>In questa situazione scientificamente e legalmente complessa, c'è un'urgente necessità di eseguire una convalida indipendente dei risultati della revisione scientifica dell'ICNIRP e della validità delle linee guida di sicurezza dell'ICNIRP. </b></span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div>********** </div><div>Ringraziamenti: sono grato a M.M. Glaser per l'editing in inglese. <span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 14:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["La Tempesta Invisibile", il libro di Arthur Firstenberg tradotto in italiano]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div><img class="image-3 fright" src="https://www.cemlab.it/images/la_tempesta_Invisibile_240x.jpg"  width="240" height="360" /><span class="fs11lh1-5">E' stata pubblicata a fine dello scorso mese da </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.bibliotheka.it/" target="_blank" class="imCssLink">Bibliotheka Edizioni</a></span><span class="fs11lh1-5"> la traduzione italiana del <a href="https://www.chelseagreen.com/product/the-invisible-rainbow/" target="_blank" class="imCssLink">libro</a> di Arthur Firstenberg "The Invisible Rainbow". Il titolo italiano è "La Tempesta Invisibile - Storia dell'Inquinamento Elettromagnetico" (acquistabile </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.bibliotheka.it/La_tempesta_invisibile__Storia_dellinquinamento_elettrico_IT" target="_blank" class="imCssLink">qui</a>). Con una formidabile bibliografia, frutto di una meticolosa ricerca di testi anche antichi presso bibloteche americane e la consultazione di molti microfilm, questo libro di 550 pagine ripercorre la storia dell'elettrificazione del nostro pianeta e dell'insorgere, a livello planetario, di malattie prima sconosciute, come il diabete di tipo 2. Il libro vale la pena di essere letto con grande attenzione da cima a fondo, perchè apre un orizzonte nuovo sui più ricorrenti mali del secolo quali gli attacchi cardiaci sempre più comuni e il cancro. La causa e le caratteristiche del tinnito, ovvero suoni elettronici sentiti più o meno costantemente da sempre più persone attualmente, viene trattato nel capitolo 15 "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Dici di poter sentire l'elettricità?</i></span><span class="fs11lh1-5">". Gli effetti dell'inquinamento elettromagnetico su api, uccelli e altre forme viventi vengono menzionati al capitolo 16. L'ultimo capitolo tratta la piaga di quello che viene chiamata da molti sindrome dell'elettrosensibilità. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Pubblico di seguito la </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/The_Invisible_Rainbow_Review_Jennifer_Wood_italian.pdf" class="imCssLink">traduzione italiana</a></span><span class="fs11lh1-5"> della recensione del libro da parte di Jennifer Wood (la recensione in lingua inglese originale è consultabile </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cellphonetaskforce.org/the-invisible-rainbow-review-by-jennifer-wood/" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span><span class="fs11lh1-5">).</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/The_Invisible_Rainbow_Review_Jennifer_Wood_italian.pdf" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.cemlab.it/images/pdf_50_7c8zdxq0.jpg"  width="50" height="53" /></a><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><div><i class="fs10lh1-5">Jennifer Wood è un architetto che ha vissuto e lavorato in tutto il mondo. Nel 1996, ha sperimentato un avvelenamento da radiazioni derivante dalla sovraesposizione all'uso commerciale diffuso di telefoni cellulari e altre forme di tecnologia wireless mentre scriveva un lungo romanzo che ha attirato l'attenzione del regista Oliver Stone. </i><i class="fs10lh1-5">Dopo tre quasi scontri con la morte e un peso di 77 libbre, è stata costretta a trasferirsi nella National Radio Quiet Zone a Green Bank, West Virginia. Esiliata nella foresta, ha costruito la sua piccola cabina non elettrica, da sola, a mano. Lontano dalle linee elettriche, dal Wi-Fi e dalle radiazioni dei telefoni cellulari, ha riacquistato gran parte della sua salute e ha iniziato a fare ricerche approfondite in numerosi studi scientifici, diventando una sostenitrice della salute ambientale. </i><i class="fs10lh1-5">È stata filmata e intervistata da Time Magazine, Werner Herzog, Russia Today e oltre 80 altri giornalisti e registi internazionali nella sua cabina e a Washington DC, dove ha avviato e co-organizzato una protesta presso la Corte Suprema nel 2017. </i><i class="fs10lh1-5">Jennifer è l'ideatore del GROW Village for Refuge from EMR, un concetto che deve ancora essere realizzato sulla scia del Wi-Fi globale totale attualmente in costruzione e dispiegato dallo spazio, senza lasciare nessun centimetro quadrato di terra scoperto dalle radiazioni a microonde / RF.</i></div></div><div><i class="fs10lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs11lh1-5">Dicono del libro:</span></div><div><i class="fs10lh1-5"><br></i></div><div><div><i class="fs11lh1-5"><b>Pochi autori sono in grado di cogliere la totalità di un argomento scientifico e di presentarlo in modo così coinvolgente, senza tralasciare alcun dettaglio.</b></i></div><div>Bradley Johnson, MD, Amen Clinic, San Francisco</div><div><br></div><div><i class="fs11lh1-5"><b>Il libro pone sotto una nuova luce le patologie causate dall’elevato tasso di emanazione elettrica e affronta le attuali crisi ambientali, di cui solo poche persone comprendono appieno quanto siano correlate all’elettrosmog.</b></i></div><div>Sandy Ross, Dottore in Filosofia, Presidente Health and Habitat Inc.</div><div><br></div><div><i class="fs11lh1-5"><b>Sono rimasto letteralmente sbalordito da questo libro… un documento estremamente prezioso sui rischi sempre più diffusi per la salute ambientale a cui siamo tutti esposti.</b></i></div><div>William E. Morton, Dottore in Medicina, Medico di Sanità pubblica, ex professore emerito, Oregon Health Sciences University</div><div><br></div><div><i class="fs11lh1-5"><b>Firstenberg è un pioniere allo stesso modo in cui lo è stata Rachel Carson.</b></i></div><div>Chellis Glendinning, Dottore in Filosofia, autrice di When Technology Wounds</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 19:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nuovi elettrodotti TERNA per linea ferroviaria Catania - Palermo]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/elettrodotto3.jpg"  width="393" height="295" /><div>TERNA ha presentato al pubblico lo scorso 17 e 18 Marzo le fascie di fattibilità sul territorio, larghe 800 metri, per due nuovi elettrodotti aerei in alta tensione (150 kV) che intende realizzare per collegare l'esistente Cabina Primaria Assoro e l'esistente Sottostazione Sferro a una nuova Stazione elettrica che sorgerà nel Comune di Regalbuto. I nuovi elettrodotti interesseranno sette comuni: <span class="fs11lh1-5"><b>Agira</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Assoro</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Regalbuto</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Castel di Iudica</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Raddusa</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Ramacca</b></span>, <span class="fs11lh1-5"><b>Paternò</b></span>.</div><div class="mt1">I cittadini interessati possono chiedere informazioni per sei settimane dopo gli incontri avvenuti a TERNA via email indirizzata a info.catenanuova@terna.it.</div><div><br></div><div>Uno strumento grafico di TERNA, reso disponibile <a href="https://www.terna.it/it/progetti-territorio/progetti-incontri-territorio/collegamento-elettrico-ferrovia-Catania-Palermo" target="_blank" class="imCssLink">qui</a> consente di visualizzare le fascie di fattibilità al momento individuate da TERNA. Tali fasce derivano da un primo studio di analisi del territorio con criteri definiti dal Ministero dell'Ambiente nel 2005, denominati ERPA (Esclusione, Repulsione, Problematicità, Attrazione).</div><div><br></div><div>La mappa visualizzabile tramite lo strumento grafico è navigabile. In particolare, possono essere visualizzati i seguenti elementi:</div><div><ul><li>Fascia di fattibilità<br></li><li>Limiti comunali<br></li><li>Corridoio preferenziale<br></li><li>Vincoli territoriali<br></li></ul></div><div><br></div><div>I vincoli territoriali visualizzabili sulla mappa sono classificati come segue:</div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Esclusione</b></span></div><blockquote><div><span class="imUl">E2 - Vincolo di esclusione stabilito mediante accordi di merito</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div>Beni di valore culturale</div></blockquote><blockquote><div>Laghi</div></blockquote><blockquote><div>Tessuto urbano continuo</div></blockquote><blockquote><div>Beni di valore paesaggistico</div></blockquote><blockquote><div>Beni di valore culturale puntuale</div></blockquote><blockquote><div>Beni di valore paesaggistico puntuali</div></blockquote></blockquote><div><span class="fs11lh1-5"><b>Repulsione</b></span></div><blockquote><div><span class="imUl">R1 - Area da prendere in considerazione solo in assenza di alternative o aree idonee solo per il sorvolo</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div>Tutela paesaggistica corsi d'acqua</div></blockquote><blockquote><div>Tutela paesaggistica aree boscate</div></blockquote><blockquote><div>Tutela aree di interesse archeologico</div></blockquote><blockquote><div>Perimetrazione aree franose</div></blockquote><blockquote><div>Perimetrazione aree inondabili</div></blockquote><blockquote><div>Perimetrazione aree soggette ad alluvioni</div></blockquote><blockquote><div>Siti di interesse comunitario (Natura 2000)</div></blockquote><blockquote><div>Tessuto urbano discontinuo</div></blockquote><blockquote><div>Vincoli paesaggistici e archelogici di Monte Turcisi</div></blockquote><blockquote><div>Vincolo paesaggistico di Monte Scalpello</div></blockquote><blockquote><div>Necropoli preistorica di Sferro</div></blockquote></blockquote><blockquote><div><span class="imUl">R2 - Attenzione stabilita da accordi di merito con riferimento alle aree protette</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div>Perimetrazione aree franose</div></blockquote><blockquote><div>Perimetrazione aree inondabili</div></blockquote><blockquote><div>Rete ecologica</div></blockquote></blockquote><blockquote><div><span class="imUl fs11lh1-5">R3 - Area da prendere in condiderazione in presenza di sole alternative a minore compatibilità ambientale</span><br></div></blockquote><blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Aree agricole DOC/DOCG</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Tutela aree di interesse paesaggistico</span></div></blockquote></blockquote><div><span class="fs11lh1-5"><b>Attrazione</b></span></div><blockquote><div><span class="imUl fs11lh1-5">A1 - Ipotesi di migliore compatibilità paesaggistica</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Versanti esposti a Nord</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Aree a minore visibilità</span></div></blockquote></blockquote><blockquote><div><span class="imUl fs11lh1-5">A2 - Ipotesi preferenziale, previa verifica del rispetto della capacità di carico del territorio</span></div></blockquote><blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Corridoi autostradali</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Corridoi ferroviari</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Corridoi elettrici</span></div></blockquote><blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Corridoi viabilità statale</span></div></blockquote></blockquote><div><span class="fs11lh1-5"><br></span><div>A proposito di nuovi elettrodotti aerei che interessano anche questa zona di Sicilia, ricordiamo l'<span class="fs11lh1-5"><b>elettrodotto ad altissima tensione Ciminna - Chiaramonte Gulfi</b></span>, che a fine dell'anno scorso ha ricevuto la conferma di autorizzazione da parte del governo per la sua <a href="https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/10/23/news/terna_300_milioni_per_l_elettrodotto_ad_altissima_tensione_ragusa-palermo-271584475/" target="_blank" class="imCssLink">realizzazione</a>. Interessa vari comuni siciliani:</div><div><ul><li>Chiaramonte Gulfi (Ragusa)<br></li><li>Licodia Eubea (Catania)<br></li><li>Mineo (Catania)<br></li><li>Ramacca (Catania)<br></li><li>Aidone (Enna)<br></li><li>Raddusa (Catania)<br></li><li>Assoro <span class="fs11lh1-5">(Enna)</span><br></li><li>Enna <span class="fs11lh1-5">(Enna)</span><br></li><li>Leonforte <span class="fs11lh1-5">(Enna)</span><br></li><li>Calascibetta <span class="fs11lh1-5">(Enna)</span><br></li><li>Villarosa (Enna)<br></li><li>Santa Caterina Villarmosa <span class="fs11lh1-5">(Caltanissetta)</span><br></li><li>Resuttano <span class="fs11lh1-5">(Caltanissetta)</span><br></li><li>Petralia Sottana <span class="fs11lh1-5">(Palermo)</span><br></li><li>Castellana Sicula <span class="fs11lh1-5">(Palermo)</span><br></li><li>Villalba <span class="fs11lh1-5">(Caltanissetta)</span><br></li><li>Cammarata (Agrigento)<br></li><li>Vallelunga Pratameno (Caltanissetta)<br></li><li>Castronovo di Sicilia <span class="fs11lh1-5">(Palermo)</span><br></li><li>Lercara Friddi <span class="fs11lh1-5">(Palermo)</span><br></li><li>Vicari <span class="fs11lh1-5">(Palermo)</span><br></li><li>Ciminna (Palermo)<br></li></ul><div><br></div></div><div>Riferimenti:</div><div>[1] <span class="fs11lh1-5">https://www.terna.it/it/progetti-territorio/progetti-incontri-territorio/collegamento-elettrico-ferrovia-Catania-Palermo</span></div><div><span class="fs11lh1-5">[2] </span><span class="fs11lh1-5">https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/Terna-presenta-il-nuovo-intervento-per-la-realizzazione-del-collegamento-della-linea-ferroviaria-Catania-Palermo-alla-rete-elettrica-nazionale</span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 14:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un nuovo studio spagnolo correla misure di campo elettromagnetico e indicatori epidemiologici]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/stazioneradiomobile_480px.jpg"  width="480" height="360" />Uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935121000281" target="_blank" class="imCssLink">studio</a> che ha messo in relazione indicatori epidemiologici sul benessere e sullo stato di salute delle persone che vivono in prossimità a stazioni radio base di telefonia mobile e il loro stato di esposizione a microonde è stato recentemente pubblicato sulla rivista Environmental Research. Lo studio è stato effettuato da Isabel Lopez e colleghi, del Politecnico di Madrid e di altre istituzioni spagnole. Di seguito l'abstract (tradotto).<div><br></div><blockquote><div><span class="cb1"><span class="fs11lh1-5"><b>Background</b></span>: l'esposizione della popolazione generale alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio base di telefonia mobile è una delle maggiori preoccupazioni dei residenti interessati dalla vicinanza a queste strutture, a causa della possibile correlazione tra livelli irradiati e indicatori di salute. </span></div><div><span class="cb1"><span class="fs11lh1-5"><b>Obiettivi</b></span>: questo studio ha provato a cercare una possibile correlazione tra alcuni indicatori di salute e i valori di misura delle radiazioni elettromagnetiche. </span></div><div><span class="cb1"><span class="fs11lh1-5"><b>Metodi</b></span>: Un totale di 268 sondaggi, progettati dagli autori, sono stati amministrati ai residenti di un quartiere di Madrid circondato da nove antenne telefoniche e sono state effettuate 105 misurazioni della radiazione elettromagnetica con un analizzatore di spettro e un'antenna isotropica, in situ e in tempo reale, sia all'esterno che all'interno delle case. </span></div><div><span class="cb1"><span class="fs11lh1-5"><b>Risultati</b></span>: sono stati mostrati valori p statisticamente significativi riguardanti ​​presenza di mal di testa (p = 0,010), incubi (p = 0,001), intensità della cefalea (p &lt;0,001), frequenza di vertigini (p = 0,011), frequenza degli episodi di instabilità (p = 0,026), numero di ore che una persona dorme al giorno (p &lt;0,001) e tre dei nove parametri studiati per la stanchezza. Per quanto riguarda il cancro, è presente il 5,6% dei casi di cancro nella popolazione in studio, una percentuale 10 volte superiore a quella della popolazione spagnola totale. <span class="fs11lh1-5"><b>Discussione</b></span>: le persone che sono esposte a valori di radiazioni più elevati presentano mal di testa, vertigini e incubi più gravi. Inoltre, dormono per meno ore. </span></div><div><br></div><div>Lo studio è stato condotto su richiesta di un'associazione di quartiere di Madrid (Colonia Fontarron, Vallecas) preoccupata per la vicinanza delle antenne alle loro case. L'indagine è stata progettata in proprio e si è focalizzata su indicatori di salute che possono essere sensibili all'esposizione a radiazioni elettromagnetiche, come la presenza di mal di testa, vertigini, parametri legati al sonno e alla stanchezza. Inoltre, l'indagine ha incluso domande sulla prevalenza di importanti malattie che la persona intervistata avrebbe potuto soffrire o di cui soffriva e l'anno in cui sono state diagnosticate. </div><div><br></div><div>I limiti di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche dipendono dal paese, paesi come Spagna, Germania e Francia, basati su limiti ICNIRP, consentono limiti di esposizione di 4 500 000 μW / m2 per una frequenza di 900 MHz e 900 000 000 μW / m2 a frequenze di 1800 MHz. Altri come il Belgio (1 125 000 μW / m2 per 900 MHz, 2 250 000 μW / m2 per 1800 MHz), l'Austria (Salisburgo, 1 000 μW / m2 per 900 MHz e 1800 MHz) o la Svizzera (42 000 μW / cm per 900 MHz, 100 000 μW / cm2 per 1800 MHz) sono più restrittivi nell'impostazione dei limiti. Anche la Russia (24 000 μW / m2 per frequenze 900 MHz), la Cina (66 000 μW / m2 per frequenze 900 MHz) e l'Italia (100 000 μW / cm per frequenze 900 MHz) hanno limiti più restrittivi di ICNIRP. <br></div><div><br></div><div>Lo strumento di misura utilizzato è stato un analizzatore di spettro professionale collegato a un'antenna isotropica profesionale piazzata su un cavalletto di legno. In questo studio, non si sono seguite le regole di misure imposte dal CENELEC. Le misurazioni sono state registrate in un periodo di 10 minuti, con rivelatore di picco massimo, non medio, quindi i dati per l'analisi dei risultati considerano solo i valori di picco, la radiazione massima ricevuta da una persona situata nel punto di misurazione. </div><div><br></div><div>Nel modello multinomiale utilizzato, i valori di densità di potenza della radiazione sono divisi in tre gruppi: case con bassa esposizione (7–1775 μW / m2), case con esposizione media (&gt; 1775–3543 μW / m2) e case con alta esposizione (&gt; 3543– 5311 μW / m2). Gli autori hanno ricavato l'odds ratio (OR) e il corrispondente intervallo di confidenza del 95% (95% -CI), nonché il valore di probabilità (valore p) per i dati di esposizione media e alta, tenendo la categoria bassa esposizione come riferimento.</div><div><br></div><div>Nell'area esposta alle radiazioni, le misurazioni interne danno un radiazione media di 5,73 μW / m2. In quelle effettuate per strada, valori medi di intensità di radiazione di 14,3 μW / m2. Per quanto riguarda l'area di controllo, il valore medio di radiazione per le misurazioni in interni è di 1,18 μW / m2. Nelle misurazioni effettuate su strada nel controllo area, si ottiene un'intensità di radiazione media di 1,68 μW / m2.<br></div><div><br></div><div>La tabella 7 dell'articolo riporta i risultati statistici ottenuti attraverso una regressione binomiale per mettere in relazione l'intensità della radiazione ricevuta e gli indicatori di salute. Vengono presentati i valori OR, con un livello di confidenza del 95% e la significatività attraverso il valore p. La densità di potenza della radiazione è divisa in tre gruppi: case con bassa esposizione (7–1775 μW / m2), case con esposizione media (&gt; 1775–3543 μW / m2) e case con alta esposizione (&gt; 3543–5311 μW / m2) . Viene calcolato un modello grezzo prendendo come riferimento la categoria a bassa esposizione. </div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/Lopez_table7.png" alt="Risultati statistici esposizione elettromagnetica studio Lopez, 2021" title="Risultati statistici esposizione elettromagnetica" width="820" height="442" /><br></div><div> <br></div><div>Sul totale della popolazione dello studio, appaiono il 5,6% di casi di cancro, con un totale di 17 casi registrati, una percentuale quasi 10 volte superiore a quella della popolazione spagnola totale, che è dello 0,6%. In questo studio gli autori dichiarano che non è stato possibile estrarre dati conclusivi sullo sviluppo di questa patologia poiché il numero di casi che si verificano nell'area di controllo e nelle area più esposte sono pochi rispetto alla popolazione totale. </div><div><br></div><div>Riporto le conclusioni dello studio:</div><div><br></div></blockquote><blockquote><blockquote><div><span class="cb1"> &nbsp;<i class="fs11lh1-5"><b> In conclusione, i dati ottenuti mostrano che esiste una relazione tra la densità di potenza delle radiazioni che una persona riceve in casa ogni giorno e la presenza di mal di testa, come pure la presenza di disturbi del sonno. Le persone che ricevono dosi più elevate di radiazioni dormono meno ore e hanno incubi notturni. Inoltre, queste persone soffrono di mal di testa di maggiore intensità e sono più inclini alle vertigini. In questo studio, non è stato possibile correlare indicatori come episodi di svenimento, presenza di tachicardie o instabilità. Non sono stati trovati risultati conclusivi per l'affaticamento, poiché, su nove parametri studiati, è stata trovata una relazione statisticamente significativa in solo tre di questi. Lo studio di come i campi elettromagnetici influenzano la salute, non dovrebbe essere fatto solo in relazione al cancro, ma anche agli indicatori di salute relativi al quotidiano. </b></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cb1"><i><b> &nbsp;&nbsp;La metodologia per ottenere le misurazioni della radiazione elettromagnetica dovrebbe essere rivista, le misurazioni della radiazione media descritte nello standard CENELEC non sono le più appropriate, dovrebbero essere eseguite in una banda stretta e con misurazioni del picco massimo. </b></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cb1"><i><b> &nbsp;&nbsp;L'intensità misurata dipende fondamentalmente dalla direzione del fascio di radiazione principale e non tanto dalla distanza dall'antenna. Nella direzione del fascio si riscontrano differenze in presenza di patologie rispetto alle distanze, quando queste sono maggiori di 200 m. Anche a questa distanza, la popolazione continua a ricevere picchi di radiazioni, per cui nessuno è esente dall'esposizione a queste sorgenti di radiazioni. </b></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cb1"><i><b> &nbsp;&nbsp;L'esigenza di questo studio è correlata alla situazione prima del 5G in termini di esposizione alla radiazione elettromagnetica. Questo studio potrà essere confrontato con le nuove procedure di irradiazione che saranno adottate in breve tempo.</b></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cb1"><i><br></i></span></div></blockquote><div><span class="fs11lh1-5">Seguono alcune sintetiche osservazioni personali:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">realizzare studi ecologici come questo non è particolarmente costoso o complesso, ma sono poche le istituzioni di ricerca che ne hanno effettuato di analoghi. Gli esiti dello studio confermano quello che tutti i tecnici delle misurazioni quotidianamente impegnati nel loro lavoro conoscono già, per avere raccolto anedotticamente una serie di feedback diretti dai residenti delle abitazioni misurate;</span></li><li><span class="fs11lh1-5">la metodologia per le misurazioni di radiazione elettromagnetica utilizzata dagli autori è molto vicina a quella insegnata nelle scuole di bioarchitettura e utilizzata dai tecnici da loro formati e considera la misura dei valori di picco dei diversi segnali tecnici irradiati, una tecnica che più consona per valutare gli effetti biologici procurati dall'irradiazione;</span></li><li><span class="fs11lh1-5">il gruppo di controllo di popolazione utilizzato dagli autori non è immune da esposizioni a microonde rilevanti, tuttavia nella loro analisi gli autori hanno ugualmente trovato un incremento significativo degli indicatori di salute considerati, avendoli utilizzati come riferimento di confronto con i gruppi di popolazione più esposti;</span></li><li><span class="fs11lh1-5">con l'introduzione della tecnologia 5G e in particolare delle microcelle e delle antenne attive Massive MIMO con fasci dinamici di irradiazioni, sarà probabilmente più difficile trovare correlazioni nette nella popolazione tra esposizioni a microonde e problemi di salute, in quanto gli scenari espositivi diventeranno molto più complessi e difficili da modellizzare, ma i problemi di salute non diminuiranno.<br></span> </li></ul></div></blockquote><blockquote><div><br></div><div> <br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 18:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Errore presente nei moduli autorizzativi standardizzati approvati dalla Regione Sicilia]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Legislazione"><![CDATA[Legislazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><b class="fs14lh1-5">Introduzione</b></div><div><div><span class="fs11lh1-5">Grazie all’accordo tra Governo, Regioni ed enti locali, siglato nella Conferenza Unificata del 04 Maggio 2017, sono stati introdotti i modelli unificati e standardizzati per tutte le comunicazioni relative all’edilizia e alle attività commerciali. In tal modo, quindi, è stata attuata una delle importanti semplificazioni previste dal decreto “Scia 2” (D.Lgs. 222/2016).</span><br></div><div><br></div><div>Le singole Regioni, ove necessario, hanno potuto modificare i modelli adottati, in modo da adeguarli alle specifiche normative regionali, entro e non oltre il 20 Giugno 2017. Infine, tutte le amministrazioni comunali hanno l’obbligo di rendere pubblici, nei rispettivi siti istituzionali, i modelli unificati e standardizzati o, in alternativa, le versioni adattate dalle Regioni.</div><div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">La relazione tecnica di asseverazione</b></div></div><div><span class="fs11lh1-5">Nei moduli unificati e approvati a livello nazionale che prevedono una relazione di asseverazione da parte di un tecnico, sono presenti una serie di dichiarazioni, sotto la responsabilità del tecnico, sulla conformità dell'attività &nbsp;edilizia da effettuare alle disposizioni normative. Tra queste troviamo:</span></div><div><ul><li><span class="fs11lh1-5">la tutela dall'inquinamento acustico, in termini di rispetto dell'applicazione degli articoli rilevanti della legge 447/1995 (legge quadro sull'inquinamento acustico) e dell'applicazione del D.PC.M. 5 dicembre 1997 (requisiti acustici passivi dell'edificio) </span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">dichiarazioni riguardanti il rispetto dei vincoli concernenti la prossimità a un elettrodotto (<a href="https://www.cemlab.it/docs/DPCM_8luglio2003-ELF.pdf" target="_blank" class="imCssLink">DPCM 8 Luglio 2003</a>, </span><span class="fs11lh1-5"><i>Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz</i></span><span class="fs11lh1-5">).</span></li></ul><span class="fs11lh1-5">Nonostante che le dichiarazioni concernenti i vincoli di</span><span class="fs11lh1-5"> prossimità a un elettrodotto andrebbero catalogate tra i vincoli di tutela sanitaria e non tra i "vincoli per garantire il coerente uso del suolo e l'efficiente tecnica delle infrastutture", come nell'attuale modello, rimane comunque il fatto che viene giustamente richiesto all'asseveratore di allegare sia le autocertificazioni che la documentazione necessaria, relative alla conformità dell'intervento per il vincolo di prossimità all'elettrodotto.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ricordiamo che il DPCM 8 Luglio 2003 prevede, al fine della </span><span class="fs11lh1-5"><b>minimizzazione dell'esposizione al campo magnetico</b></span><span class="fs11lh1-5">, un obiettivo di qualità: nella progettazione di nuovi insediamenti abitativi in prossimità di elettrodotti (linee e installazioni elettriche), è fissato l'obiettivo di qualità di 3 microTesla per il valore di induzione magnetica, nelle normali condizioni di esercizio. Di fatto, </span><span class="fs11lh1-5"><b>si deve osservare una fascia di rispetto relativa all'elettrodotto, non essendo permesso l'edificazione all'interno della fascia di rispetto di un elettrodotto vicino</b>. Le caratteristiche di tale fascia di rispetto si calcolano a partire dalle caratteristiche geometriche e di carico massimo elettrico dello specifico elettrodotto, utilizzando i criteri specificati nel <a href="https://www.cemlab.it/docs/DM_29maggio08_elettrodotti.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Decreto del Ministero dell'Ambiente del 29 Maggio 2008</a> (</span><span class="fs11lh1-5"><i>Approvazione della metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti</i></span><span class="fs11lh1-5">). Il calcolo per la determinazione della fascia di rispetto garantisce che l'induzione magnetica, nelle condizioni di carico massimo dell'elettrodotto, non superi il valore di 3 microtesla in tutti i punti al di fuori della fascia di rispetto stessa. In altri termini, si tratta di una distanza di rispetto non fissa, ma calcolata, tramite software di modellazione, sulla base della geometria delle linee elettriche e di altri dati di progetto dell'elettrodotto. Il DPCM 8 Luglio 2003 richiamato, abroga il precedente </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/docs/DPCM23apr1992.pdf" target="_blank" class="imCssLink">DPCM 23 Aprile 1992</a></span><span class="fs11lh1-5">, che prescriveva delle distanze di rispetto fisse, per tipologie di elettrodotto (</span><span class="fs11lh1-5"><i>art. 8: dalla data di entrata in vigore del presente decreto non si applicano, in quanto incompatibili, le disposizioni del DPCM 23 Aprile 1992 [..]</i></span><span class="fs11lh1-5">).</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">La Regione Sicilia</b></div><div><span class="fs11lh1-5">La regione Sicilia ha prodotto dei modelli unificati e standardizzati propri e li ha pubblicati sul supplemento ordinario n. 2 alla Gazzetta Ufficiale della regione siciliana n. 27 del 30 Giugno 2017, con il titolo "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Approvazione dei moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia edilizia</i></span><span class="fs11lh1-5">" (<a href="https://www.cemlab.it/docs/gurs_17-27o2.pdf" target="_blank" class="imCssLink">testo decreto</a>). Si tratta di 8 modelli, come segue:</span><br></div><div><ol><li>Modello PdC (permesso di costruire)<br></li><li>Modello SCIA lettera f (segnalazione certificata di inizio attività)<br></li><li>Modello SCIA lettera g (<span class="fs11lh1-5">segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire)</span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">Modello CIL (comunicazione inizio lavori)</span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">Modello CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata)</span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">Modello DIA (dichiarazione di inizio attività relativo agli interventi di edilizia libera)</span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">Modello SCA (segnalazione certificata di agibilità)</span><br></li><li><span class="fs11lh1-5">Modello CFL (comunicazione di fine lavori)</span><br></li></ol></div><div><span class="fs11lh1-5">I comuni siciliani sono tenuti ad adottare tali modelli unificati e standardizzati, adeguandoli, se necessario, ai regolamenti edilizi comunali che non risultino in contrstao con le disposizioni di legge.</span><br></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">L'errore presente nei moduli della regione Sicilia</b></div><div><span class="fs11lh1-5">In quattro modelli tra quelli approvati dalla regione siciliana è presente un errore. Un errore relativo al vincolo di prossimità di elettrodotto. Si chiede al tecnico di asseverare il vincolo di elettrodotto in riferimento al DPCM 23 Aprile 1992 (abrogato sin dal 2003), invece che in riferimento al DPCM 8 Luglio 2003 attualmente vigente.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="imUl">Questo errore è presente</span> nei modelli <span class="imUl">PDC</span>, <span class="imUl">SCIA lettera f</span>, <span class="imUl">SCIA lettera g</span> e <span class="imUl">DIA</span>. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/riferimento_errato.png" alt="Riferimento normativo errato" title="Regione Sicilia - Moduli unificati edilizia" width="820" height="432" /><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Cosa comporta l'errore</b></div><div>IL DPCM 23 aprile 1992 prescriveva il rispetto di una distanza minima tra elettrodotto e fabbricato, a seconda della taglia dell'elettrodotto:</div><div><ul><li>distanza minima di rispetto pari a <span class="fs11lh1-5"><b>10 metri</b></span> per linee a 132 kV<br></li><li>distanza minima di rispetto pari a <span class="fs11lh1-5"><b>18 metri</b></span> per linee a 220 kV<br></li><li>distanza minima di rispetto pari a <span class="fs11lh1-5"><b>28 metri</b></span> per linee a 380 kV<br></li></ul></div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/elettrodotto_360px.jpg"  width="360" height="270" />Il rispetto di tale distanza minima secondo il DPCM 23 aprile 1992 (abrogato) non garantisce l'osservanza della fascia di rispetto calcolata secondo il DPCM 8 Luglio 2003 (attualmente in vigore). Dunque, <span class="fs11lh1-5"><span class="imUl">l'asseverazione</span> del vincolo di elettrodotto previsto dai modelli unificati predisposti dalla regione Sicilia <span class="imUl">non garantisce</span> l'osservanza della distanza minima da un elettrodotto in prossimità, come previsto dalla legge nazionale a fini di tutela della popolazione che permane nel fabbricato oggetto dell'autorizzazione</span>. In altri termini, <b class="fs12lh1-5">utilizzando le dichiarazioni previste dai moduli unificati della regione Sicilia, è possibile costruire per errore fabbricati troppo vicini a elettrodotti, violando la normativa nazionale prevista per la tutela della popolazione dall'esposizione a campi magnetici.</b></div><div><br></div><div>Di seguito si riporta un esempio, tratto da un caso reale, in cui si dimostra che l'osservanza della distanza minima prevista dal DPCM 23 aprile 1992 non garantisce che il fabbricato si trovi al di fuori della fascia di rispetto dell'elettrodotto prevista dalla legge vigente. Il caso descritto riguarda un elettrodotto in alta tensione (132 kV). Si tratta di tre fabbricati affiancati, vicini a un elettrodotto a doppia terna a 132 kV. La sezione raffigurata in figura si riferisce a una sezione verticale perpendicolare alla campata dell'elettrodotto e in corrispondenza al fabbricato più basso dei tre (un solo piano fuori terra). Come si vede dalla figura, la distanza minima tra cavo elettrico più vicino e fabbricato è 14 metri (quindi il DPCM 23 aprile 1992 risulta rispettato), ciononostante la fascia di rispetto dell'elettrodotto (isolinea a 3 microtesla) penetra all'interno del fabbricato per circa dieci metri (DPCM 8 Luglio 2003 non è rispettato)! Il fatto che il fabbricato sia poco alto (un solo piano fuori terra) non impedisce questa violazione.</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/modellazione_fascia_rispetto_elettrodotto.png"  width="820" height="384" /><br></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Segnalazione dell'errore</b></div><div>L'errore di cui parlo era stato notificato agli uffici della regione Sicilia con mia comunicazione scritta del 21 Giugno 2017 e non ho mai ricevuto una risposta. </div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Cosa fare se si è un comune siciliano</b></div><div>Si raccomanda ai responsabili degli enti comunali, competenti al rilascio delle autorizzazioni due cose:</div><div><ol><li>correggere in autonomia i modelli pubblicati sul loro sito web aggiornando il riferimento normativo del vincolo da elettrodotto, controllando al contempo che i moduli ricevuti dal proprio SUAP, da quel momento in poi, &nbsp;si riferiscano al modello aggiornato;<br></li><li>rivedere le autorizzazioni già concesse sulla base dei modelli unificati esistenti, e laddove sussistano condizioni di vincolo da elettrodotto, verificare che la reale distanza dei fabbricati dagli elettrodotti osservi la fascia di rispetto secondo la normativa vigente a livello nazionale (DPCM 8 Luglio 2003). &nbsp;<br></li></ol></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Cosa fare se si è un privato</b></div><div>Ai privati interessati da fabbricati <span class="fs11lh1-5">edificati recentemente e posizionati </span><span class="fs11lh1-5">in prossimità a elettrodotti</span><span class="fs11lh1-5">, soggetti quindi al vincolo di elettrodotto citato nei modelli unificati richiamati sopra, si consiglia - se non già disponibile - di far effettuare da un tecnico abilitato una asseverazione di conformità alla </span><span class="fs11lh1-5">normativa vigente a livello nazionale (DPCM 8 Luglio 2003 e DM 29 Maggio 2008 - </span><span class="fs11lh1-5"><i>Approvazione della metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti</i></span><span class="fs11lh1-5">). Le implicazioni sul piano formale di questo errore sono importanti, tanto sul titolo di abitabilità (nel caso di edilizia residenziale), quanto sul tema di sicurezza sul lavoro (nel caso riguardi ambienti di lavoro, assoggettati alle prescrizioni del Testo Unico 81/08).</span></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div>1. <a href="https://www.edilizianamirial.it/moduli-unificati-edilizia/" target="_blank" class="imCssLink">Namirial, moduli unificati edilizia</a></div><div>2. <a href="http://www.italiasemplice.gov.it/modulistica/modulistica-edilizia/" target="_blank" class="imCssLink">Italia semplice, modulistica edilizia</a></div><div>3. <a href="https://www.lavoripubblici.it/news/2017/07/EDILIZIA/18864/Regione-Siciliana-In-Gazzetta-il-decreto-con-i-moduli-standardizzati-per-l-edilizia-privata" target="_blank" class="imCssLink">Lavoripubblici.it (notizia decreto regione siciliana)</a></div><div>4. <a href="http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratoregionaledelterritorioedellambiente/PIR_DipUrbanistica/PIR_DipUrbanistica_News?stepThematicNews=det_news&idNews=195637500&thematicFilter=PIR_ArchivioNewsDipUrbanistica" target="_blank" class="imCssLink">Modelli regione Sicilia</a></div><div><br></div><div><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/modelli_standardizzati_regione_sicilia.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Articolo in formato pdf</a></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 13:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mondo irradiato e le opzioni di protezione]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><br></div><div>Riporto la traduzione di un recente articolo apparso sulla rivista online <a href="https://baubiologie-magazin.de/die-welt-des-strahlens-und-schutzmoeglichkeiten/" target="_blank" class="imCssLink">baubiologie magazin</a>, a firma del Dr. Ing. Dietrich Moldan, dal titolo <i class="fs11lh1-5"><b>Il mondo irradiato e le opzioni di protezione</b></i><span class="fs11lh1-5">. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><img class="image-4 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/moldan-80x80.jpg"  width="80" height="80" /><span class="fs11lh1-5"><b>Autore</b></span></div><div>Dr.-Ing. Dietrich Moldan è un analista ambientale, tecnico di misurazione della biologia edile IBN, esperto di Campi elettromagnetici / Compatibilità ambientale elettromagnetica, membro del consiglio di VDB e membro di VB.</div><div></div></div><div><hr></div><div><div>Dopo gli standard cellulari GSM (2G), UMTS (3G), LTE (4G), il 5G viene ora introdotto ovunque. Inoltre, negli edifici ci sono sempre più dispositivi radio, come telefoni DECT cordless, WLAN o tecnologia wireless residenziale. Ciò che hanno tutti in comune è che possono influenzare i sistemi biologici. Ma come proteggersi dalle radiazioni? Quali misure sono utili?</div></div><div><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Mondo irradiato</b></span></div><div>Nel mondo moderno di oggi, i sistemi radio dei più svariati tipi sono diventati indispensabili. Che si tratti di sistemi a celle grandi come reti cellulari o sistemi a celle piccole come WLAN o telefoni cordless secondo lo standard DECT, baby monitor con e senza standard DECT e Bluetooth. Sono attualmente in fase di introduzione contatori intelligenti con radio, per la registrazione dei dati di consumo elettrico, rilevatori di fumo radio e registrazione dei consumi radio per gas, acqua e riscaldamento.</div><div>Con l'enorme aumento di trasmettitori di vario tipo e capacità, anche l'impatto sulla salute dei sistemi biologici sta aumentando drasticamente. Nei casi più rari è presente una sola sorgente radio, di solito sono presenti diversi sistemi di telefonia mobile come GSM, UMTS, LTE e 5G oltre che almeno WLAN, ma spesso anche telefoni DECT. Se nel mentre si è forse compreso come una persona reagisce a uno dei sistemi radio sopra menzionati, non si ha alcuna conoscenza di ciò che accade all'organismo con due o più sistemi radio. Si ha somma o effetto esponenziale? Diversi produttori di notebook, netbook ed e-book fanno oramai a meno dell'installazione di connessioni LAN nei loro dispositivi e quindi costringono l'utente a utilizzare la WLAN. I download da Internet sono gratuiti per l'utente grazie alla WLAN gratuita, il che significa che non ci sono costi per il download di grandi quantità di dati tramite la rete cellulare.</div><div>L'obiettivo di una "contaminazione" diffusa con le WLAN viene perseguito in modo aggressivo con la creazione di decine di migliaia di hotspot WLAN. Gli individui che vogliono proteggere sé stessi o le persone elettrosensibili rientrano nel danno collaterale tollerato e diventano outsiders perché non possono più prendere parte alla vita sociale a causa della copertura nazionale della tecnologia radio. Diventa davvero pesante e stressante a casa, negli edifici condominiali: i Wi-Fi in quasi tutti gli appartamenti, numerosi smartphone, rilevatori di fumo wireless, dispositivi di registrazione dei consumi e altra tecnologia radio in ogni angolo.</div><div><br></div><div><hr><div>BUONO A SAPERSI</div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5"><i>Il miglior prodotto di schermatura è di nessuna utilità se il prodotto di schermatura installato non si trova tra il trasmettitore (cellulare, DECT, WLAN) e la stanza da proteggere a causa di una misurazione mancante o di tentativi di schermatura falliti, ma riflette piuttosto la radiazione nella stanza!</i></span></div></div><div><hr></div><div><br></div></div><div><div><b class="fs14lh1-5">Problemi comunemente noti</b></div><div>La questione si pone per le persone impattate o per i cittadini che pensano alla prevenzione, come possono ancora evitare questo putiferio? Fuori nella foresta, in montagna? Assolutamente no! Il Club alpino tedesco ha annunciato molti anni fa con orgoglio che tutte le regioni di montagna erano "coperte" dalle comunicazioni mobili. Spegnere i trasmettitori WLAN non necessari o consentire che vengano trasmessi tramite software solo in determinati orari o accenderli solo temporaneamente durante la fase di utilizzo? Queste sarebbero possibili soluzioni. Ma il vicino si ostina su trasmissioni continue, perché i suoi figli possano essere raggiunti 24 ore su 24 e vogliono scaricare film in qualsiasi momento del giorno e della notte.</div><div>Quindi l'unica opzione rimasta è proteggersi da troppe radiazioni. Ma come? Internet è pieno di pubblicità per armonizzatori di stanze, adesivi, piramidi protettive, ecc., che non dovrebbero ridurre tecnicamente l'elettrosmog, ma piuttosto "neutralizzarlo nel dominio delle energie sottili". Dopo aver perso i procedimenti giudiziari, i fornitori hanno imparato che i loro prodotti non hanno prove fisiche di riduzione dell'elettrosmog e hanno modificato e adattato la loro pubblicità e le loro dichiarazioni di conseguenza.</div><div><br></div></div><div><div><b class="fs14lh1-5">Fotografa - Valuta – Riduci</b></div><div>Ma quali strade si dovrebbero percorrere allora? Prima di tutto, c'è l'evitamento, poi la riduzione e infine la schermatura. Prima di tutto, la parola "schermatura" richiede un'interpretazione più accurata. Quando si parla di alta frequenza, molte persone pensano che dopo la schermatura non ci siano più radiazioni. Ma questo è sbagliato, perché in alta frequenza la scelta corretta delle parole sarebbe: “Riduzione” della densità del flusso di potenza (densità di radiazione) del fattore X o dell'x percento, in base alla situazione iniziale. Di norma, nonostante la schermatura, è ancora possibile una chiamata con il cellulare! Acquistereste una "vernice riduttiva"? Probabilmente no, perché "vernice schermante" sembra molto più convincente, non è vero?</div><div>Prima di utilizzare uno schermo ad alta frequenza, è opportuno che venga eseguita una misurazione corretta. La situazione attuale di esposizione ad alta frequenza può essere registrata con dispositivi a banda larga. Tuttavia, essa è soggetta a determinate fluttuazioni, poiché il momento della misurazione gioca un ruolo (diverso utilizzo temporale delle reti cellulari). Inoltre, anche se i dispositivi di misura a banda larga hanno filtri di frequenza, c'è il problema della neutralità tecnologica. Ciò significa che gli operatori di rete mobile nella banda radio mobile GSM 900 e GSM 1800 possono trasmettere ed effettivamente trasmettono LTE. E questi due sistemi radio, GSM e LTE, hanno larghezze di banda molto diverse e non possono più essere registrati separatamente con dispositivi di misurazione a banda larga. Ciò può portare a enormi sottovalutazioni. Si consiglia quindi di misurare con un analizzatore di spettro RF per un'analisi più precisa.</div><div>Con gli analizzatori di spettro HF, il carico di base delle comunicazioni mobili può essere sempre determinato indipendentemente dall’istante di misurazione. Tuttavia, richiede la conoscenza della corretta procedura di misurazione ed estrapolazioni dal carico di base a vari stati di carico. In generale, si deve tenere conto del fatto che le misurazioni possono essere effettuate solo su sistemi radio effettivamente in funzione. Se il telefono DECT del vicino funziona in ECO Mode Plus, viene registrato solo quando viene effettuata una chiamata. La WLAN potrebbe trasmettere solo in modalità intermittente a causa di un interruttore orario.</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/moldan.png"  width="820" height="469" /><br></div><div><br></div><div><div><b class="fs14lh1-5">Concetti di schermatura</b></div><div>Una volta registrati i carichi di base nella rete cellulare nonché i segnali DECT e WLAN, è necessario definire il valore target con il cliente mediante schermatura e chiarire cosa è realistico ottenere e cosa resterà un sogno. Quindi, in via sperimentale, i tessuti schermanti dovrebbero essere stesi su pareti diverse in direzione dei vicini, trasmettitori radio mobili, ecc. tra il soffitto e il pavimento. Lo scopo di questa procedura è determinare da quale direzione avviene l'irraggiamento e fino a che punto sarebbe realisticamente possibile una riduzione. In questi esperimenti ho già sperimentato che la radiazione ha bypassato completamente il materiale schermante teso attraverso i riflessi e non vi era alcuna riduzione. Le riduzioni potevano essere ottenute solo attaccando ulteriori tessuti sul lato. A questo proposito, le prove in loco sono essenziali per una consulenza competente. Va notato qui che una consulenza errata e la sua attuazione possono portare a danni finanziari al cliente e ad azioni legali contro il tecnico di misurazione della biologia edile.</div></div><div><img class="image-2" src="https://www.cemlab.it/images/schermatura.png"  width="820" height="301" /><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il passo successivo è chiarire se il cliente è l'inquilino o il proprietario dell'appartamento. Se si tratta di inquilino, si deve tener conto che, secondo il contratto di locazione, l'appartamento deve essere restituito nelle condizioni in cui è stato preso in consegna. Ciò significa che le pitture schermanti o altri materiali schermanti saldamente attaccati alle pareti non possono essere selezionati. È un'eccezione se il proprietario accetta questi interventi e non devono essere smantellati a fine locazione.</span><br></div><div><div>Quindi i prodotti con e senza l'opzione di messa a terra possono essere selezionati. Nel caso di prodotti che hanno una superficie elettricamente conduttiva, questi devono essere inclusi nel collegamento equipotenziale, e sorgono le seguenti domande: che tipo di alimentazione elettrica è disponibile? TN-C o TN-S? Nel sistema TN-C, il conduttore neutro e il conduttore di protezione sono identici e il materiale di schermatura non deve essere messo a terra. Quindi l'unica opzione rimasta in tal caso è per i materiali di schermatura non conduttivi.</div><div>Se è disponibile un sistema TN-S, come richiesto dalle attuali installazioni, è necessario chiarire se è disponibile o può essere installato successivamente un interruttore differenziale (RCD). Ciò è necessario per tutti i circuiti che hanno le loro linee dietro l'area di schermatura per motivi di protezione personale. Infine, c'è il problema di come collegare il materiale di schermatura al potenziale di terra. Qui sono richiesti soluzioni professionali e materiali di connessione dai fornitori. E dovrebbe essere impiegato un elettricista che abbia familiarità con le norme tecniche (VDE). Così ad esempio la messa a terra su tubi del riscaldamento è da tempo non permessa.</div><div>Con la conoscenza delle misurazioni, dei test con materiali di schermatura e delle informazioni dal cliente sui valori target, è ora possibile sviluppare e mettere su carta un concetto di schermatura.</div><div>Il concetto di schermatura contiene informazioni sul materiale di schermatura selezionato, le aree dell'interno o della facciata che devono essere rivestite con esso, informazioni sulla posa della messa a terra, ecc.</div><div><img class="image-3" src="https://www.cemlab.it/images/materiali.png"  width="820" height="449" /><br></div><div><br></div></div><div><div>Sono disponibili numerosi prodotti per la schermatura in alta frequenza, prodotti appositamente per questo scopo o che hanno già proprietà corrispondenti da soli, sebbene in realtà siano destinati ad altri scopi (le seguenti informazioni si applicano alle frequenze inferiori a 10 GHz).</div></div><div><br></div><div><div><ul><li>I <span class="fs11lh1-5"><b>materiali da costruzione solidi</b></span> di solito hanno proprietà di attenuazione basse o nulle: il KS-protect, sviluppato appositamente per questo, è un'eccezione.<br></li><li>I <span class="fs11lh1-5"><b>materiali da costruzione in terra</b></span> mostrano proprietà di attenuazione leggermente migliori rispetto ai materiali da costruzione solidi, ma solo tra 0 e 15 dB. Utilizzando speciali intonaci di argilla con grafite in strati sottili e spessi, si ottengono 25 dB e più.<br></li><li>Le <span class="fs11lh1-5"><b>strutture in legno</b></span> e i metodi di costruzione leggeri sono molto permeabili all'alta frequenza.<br></li><li>I <span class="fs11lh1-5"><b>vetri di protezione termica e solare</b></span> presentano un'attenuazione di 30 dB e oltre a causa dei rivestimenti in metallo prezioso.<br></li><li>Il <span class="fs11lh1-5"><b>cartongesso speciale</b></span> con grafite nella superficie o nell'anima in gesso può ridurre le alte frequenze in un intervallo tra 15 e oltre 30 dB.<br></li><li>Sono disponibili numerosi <span class="fs11lh1-5"><b>prodotti speciali per rivestimenti</b></span> di pareti interne ed esterne: tessuti, carte da parati, velli, pitture, argilla, intonaci calce-cemento e gesso-calce, nonché rivestimenti in alluminio. Inoltre, esiste una vasta gamma di tessuti realizzati con metalli diversi e griglie in plastica con fili metallici.<br></li><li>Vari prodotti per pavimenti, terrazze e tetti piani hanno elevate proprietà di attenuazione intrinseche grazie ai <span class="fs11lh1-5"><b>rivestimenti in alluminio</b></span>.<br></li><li>Nel dominio delle <span class="fs11lh1-5"><b>strutture del tetto</b></span> sono disponibili lamine, griglie e coperture in lamiera con elevati fattori di riduzione.<br></li><li><span class="fs11lh1-5"><b>Tessuti speciali</b></span> con e senza possibilità di collegamento al potenziale di terra completano il quadro.<br></li></ul></div><div><br></div></div><div><div>Il nuovo sistema radio mobile 5G dovrebbe funzionare anche con frequenze superiori ai 20 GHz tra qualche anno. In questa gamma ad alta frequenza, il comportamento di attenuazione dei materiali da costruzione e di schermatura è talvolta drasticamente diverso da quello inferiore a 10 GHz.</div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Cosa si può ottenere?</b></div><div>E, ultimo ma non meno importante, è richiesto un artigiano che attui le misure di schermatura in modo obiettivo e professionalmente corretto. Le lacune nella posa dei nastri di materiale, materiali diversi da quelli concordati con il cliente e modifiche non autorizzate alle specifiche dettagliate per iscritto dal tecnico di misura possono comportare grandi penalità.</div><div>Misure di schermatura ben implementate possono comportare riduzioni di 20 dB corrispondenti a una riduzione dell'alta frequenza (densità del flusso di potenza) di un fattore 100 o del 99%. Materiali di schermatura ben scelti e la loro perfetta implementazione possono anche consentire riduzioni fino a 30 dB (o di un fattore di 1.000 o 99,9%). Riduzioni ancora maggiori richiedono un alto livello di competenza da parte del tecnico di misura, ottimi prodotti e un ottimo assemblaggio. Attenzione: le informazioni sull'attenuazione fornite da fornitori di prodotti affidabili sono sempre valori determinati in laboratorio. In pratica, l'irradiazione laterale e le riflessioni, nonché le inadeguatezze nell'esecuzione, giocano un ruolo importante, per cui i valori di laboratorio di solito non possono essere raggiunti nella pratica.</div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/conversione.png"  width="820" height="1028" /><br></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://baubiologie-magazin.de/die-welt-des-strahlens-und-schutzmoeglichkeiten/" target="_blank" class="imCssLink">Link all’articolo originale in lingua tedesca</a></span><br></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5">Traduzione libera a cura dell’ing. Davide Maria Palio – Dicembre 2020 (V.1-0).</span></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="imUl fs12lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/il_mondo_irradiato_e_le_ozioni_di_protezione_DrMoldan.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Articolo in formato pdf</a></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 07:55:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Una nuova presa di posizione da parte di medici e scienziati sugli effetti sulla salute delle radiazioni a radiofrequenza ]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/cover_600px.jpg"  width="600" height="272" /><span class="fs14lh1-5">La "<b>Dichiarazione di consenso 2020 degli esperti medici e scientifici del Regno Unito e internazionali sugli effetti sulla salute delle radiazioni a radiofrequenza (RRF)</b>", pubblicata il 10 Novembre 2020, è firmata da associazioni che rappresentano oltre 3500 Medici.</span></div><div class="mt1"><span class="fs11lh1-5">L'autore è la Dottoressa Erica Mallery-Blythe per conto delle organizzazioni:</span></div><div><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">Physicians’ Health Initiative for Radiation and Environment (PHIRE)<br></b></li><li><b class="fs12lh1-5">British Society for Ecological Medicine (BSEM)</b><br></li></ul></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span><div>Sottoscritta da ulteriori organizzazioni mediche:</div><b><ul class="fs12lh1-5"><li><b class="fs12lh1-5">Fondazione Alborada (Spagna)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">American Academy of Environmental Medicine (AAEM)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Australian College of Nutritional and Environmental Medicine (ACNEM)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Accademia europea di medicina ambientale (EUROPAEM)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Associazione Italiana Medici per l'Ambiente (ISDE Italia)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Associazione Nazionale di Medicina Ambientale (NAEM USA)</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Ralf Meyer Akademie Komplementarmedizin</b><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Kompentenzinitiative (Germania) </b><br></li></ul></b><b><div class="fs12lh1-5"><br></div></b><div><span class="fs11lh1-5">Sottoscritta anche dalle seguenti organizzazioni scientifiche:</span></div><div><b><div class="fs12lh1-5"><ul><li><b class="fs11lh1-5"><div style="display: inline !important;" class="fs12lh1-5">EM Radiation Research Trust (RRT)</div></b><br></li><li><b class="fs11lh1-5"><div style="display: inline !important;" class="fs12lh1-5">Environmental Health Trust (EHT)</div></b><br></li><li><b class="fs11lh1-5"><div style="display: inline !important;" class="fs12lh1-5">Alleanza Internazionale EMF (IEMFA)</div></b><br></li><li><b class="fs11lh1-5"><div style="display: inline !important;" class="fs12lh1-5">International Guidelines on Non-Ionising Radiation (IGNIR)</div></b><br></li><li><b class="fs11lh1-5"><div style="display: inline !important;" class="fs12lh1-5">Oceania Radiofrequency Scientific Advisory Association (ORSAA)</div></b><br></li></ul></div></b><b><div class="fs12lh1-5"><br></div></b><div><span class="fs11lh1-5">La dichiarazione riflette il consenso dei forum indipendenti globali specializzati più recenti </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://appel-de-paris.com/?page_id=1667&lang=en" target="_blank" class="imCssLink">1</a></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://youtu.be/rkUP7TVeJtM" target="_blank" class="imCssLink">2</a></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://hubble-live-assets.s3.amazonaws.com/bsem/attachment/file/74/5G_and_Health_-_The_Facts__Risks_and_Remedies.pdf" target="_blank" class="imCssLink">3</a></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://kompetenzinitiative.com/wp-content/uploads/2019/06/Einladung_EN_Download.pdf" target="_blank" class="imCssLink">4</a></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.radiationresearch.org/articles/september-28th-conference-presentations/" target="_blank" class="imCssLink">5</a></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:Kexnn79g3p0J:https://emfconference.com" target="_blank" class="imCssLink">6</a></span><span class="fs11lh1-5"> sugli effetti sulla salute acuti e cronici derivanti dalle </span><span class="fs11lh1-5"><b>radiazioni a radiofrequenza</b></span><span class="fs11lh1-5"> (RRF).</span><br><span class="fs11lh1-5">La dichiarazione chiarisce le serie preoccupazioni della comunità medica riguardo al dispiegamento di tecnologia 5G e all'uso continuato di radiazioni a radiofrequenza negli spazi pubblici.</span><br></div></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>È necessaria un'azione urgente per proteggere la salute dell'uomo e della fauna selvatica.<span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div>Crisi della sanità pubblica:<br>1. È dimostrato che le RRF danneggiano i sistemi biologici a intensità inferiori alle linee guida ICNIRP*.<br>2. L'esposizione del pubblico a RRF è già dannosa e aumenterà con l'implementazione del 5G.<br>3. L'esposizione è inevitabile, in violazione della legge sui diritti umani per coloro che non acconsentono.<br>4. Diversi gruppi di consulenza sanitaria governativa internazionale sono viziati da conflitti di interesse.<br>* ICNIRP: Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti<br></div><div><br></div><div>Azioni urgenti richieste:<br>1. Moratoria immediata su 5G, smart metering wireless e qualsiasi altra nuova emissione RF.<br>2. Definizione di limiti di sicurezza pubblica per proteggere biologicamente dagli effetti nocivi per la salute.<br>3. Ritiro di Wi-Fi, telefoni cellulari e di altre emissioni di RRF all'interno / vicino a tutte le scuole.<br>4. Designazione di aree a bassa radiazione elettromagnetica per proteggere coloro che non stanno bene o non acconsentono all'esposizione.<br>5. Programmi di formazione per informare i professionisti medici sulle malattie / effetti correlati all'EMR.<br>6. Un approccio di tolleranza zero nei confronti dell'influenza industriale sulle politiche di salute pubblica e l'esclusione automatica di coloro che hanno conflitti di interesse dagli organi consultivi ufficiali.<br></div><div><br></div><div>La dichiarazione originale in lingua inglese è pubblicata <a href="https://phiremedical.org/2020-nir-consensus-statement-read/" target="_blank" class="imCssLink">qui</a>. Una copia locale è disponibile <a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/2020-Non-Ionising-Radiation-Consensus-Statement.pdf" target="_blank" class="imCssLink">qui</a>.</div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 11:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le recenti dichiarazioni della dottoressa Belpoggi, alcuni commenti]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/belpoggi2_600px.png"  width="600" height="355" /><div>Mi è capitato di leggere un recente articolo dal titolo "<span class="fs11lh1-5"><i>5G, cosa dice la ricerca</i></span>" di un giornale locale online (<a href="https://issuu.com/robertomont/docs/tempo_vivo_32_d5c321a1b41c24" target="_blank" class="imCssLink">Tempo Vivo 32</a>) che riporta una breve intervista alla dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni presso l'Istituto Ramazzini di Bologna. </div><div class="mt1">Credo che si possano fare molti commenti, ma per brevità mi limiterò a quelli che considero più importanti tra gli altri. </div><div><br></div><div>Il pezzo esordisce con "<span class="fs11lh1-5"><b><i>I vantaggi del 5G sono noti..</i>.</b></span>". Io chiedo: siete proprio sicuri? La tecnologia 5G è pensata per sostenere un modello di sviluppo della società dove massicci trasferimenti di dati avvengono tra macchine e tra persone <span class="imUl">via radio</span> a velocità sostenute su gran parte del territorio. Il canale radio non è per niente efficiente da un punto di vista energetico per tali utilizzi e non si presta assolutamente a sostenere questo modello: si tratta di una palese forzatura, rispetto alle leggi fisiche che regolano la Natura. Chi ha delle nozioni di teoria dell'informazione e di fisica dell'elettromagnetismo realizza immediatamente che sia l'inquinamento elettromagnetico che i consumi energetici, in questo contesto aumenteranno in maniera importante sia su scala locale che su scala globale, senza che nessuno tra coloro che scrivono le specifiche tecniche di questa complessa tecnologia si sia veramente posto il problema delle conseguenze, se non marginalmente (basta guardarsi le specifiche prodotte da 3GPP finora e gli articoli pubblicati nelle varie riviste edite da IEEE ad esempio per rendersi conto di questo). </div><div><br></div><div>L'articolo prosegue con "<i class="fs11lh1-5"><b>La tecnologia del 5G non è una novità assoluta perché delle tre frequenze che utilizzerà due sono già in uso nella tv digitale e nel 4G (3600 MHz)...</b></i>". Argomentazione spesso buttata sul tavolo anche dai sostenitori della tecnologia 5G per tranquillizzare sui rischi da effetti biologici negativi della nuova tecnologia. In realtà, a parte che sono pochissimi in questi ultimi anni gli studi sull'esposizione ambientale finanziati e pubblicati sia sugli effetti delle emissioni a radiofrequenza della televisione digitale (introdotta solo di recente, 2012) che della tecnologia 4G (introdotta anch'essa molto di recente, nel 2012) - già solo questo fatto di per sè dovrebbe far suonare più di un campanello di allarme - sono <a href="https://www.nature.com/articles/srep14914" target="_blank" class="imCssLink">molti</a> i parametri fisici che condizionano la bioattività dell'esposizione a onde elettromagnetiche, di sicuro non è solo la frequenza o l'intensità media a determinarla. Un parametro molto importante per gli effetti biologici è lo schema di modulazione in bassa frequenza impresso alle onde a radiofrequenza, determinante ad esempio nelle valutazioni analitiche suggerite dalla <a href="https://europaem.eu/attachments/article/124/EUROPAEM_EMF_Guideline_2016_Italiano_8_2_2018.pdf" target="_blank" class="imCssLink">linea guida medica</a> di EUROPAEM. Tale schema, nella nuova tecnologia radio, si presenta diverso sia da quello della televisione digitale che da quello dell'attuale trasmissione 4G in vari modi, anche per via dell'introduzione di nuove tecniche di trasmissione sul territorio, quali TDD (Time Division Duplexing) e l'interferenza costruttiva di più fronti d'onda elettromagnetica, interferenza costantemente modificata e pilotata in tempo reale a seconda delle condizioni fisiche del canale radio, realizzata dalle nuove antenne massive MIMO che saranno usate nella banda 5G a 3700 MHz. Non ci sono dati scientifici attualmente pubblicati, nè sugli effetti biologici di breve termine nè a maggior ragione su quelli che si potranno manifestare a lungo termine, correlati a esposizioni reali in ambienti di vita provocati dalle varie modalità di funzionamento della nuova tecnologia, con riferimento a tali nuovi schemi di modulazione e di interferenza costruttiva. Che la dottoressa Belpoggi, la quale dichiara "<i><span class="fs11lh1-5"><b>A</b></span><span class="fs11lh1-5"><b>ttualmente saranno messi in campo due tipi di frequenze, i 700 e i 3600 megahertz, per cui ci troviamo in una fascia molto simile a quella delle radiofrequenze attuali</b></span></i>", ne prenda atto.</div><div><br></div><div>"<i class="fs11lh1-5"><b>Ci dobbiamo impegnare a mantenere un campo elettromagnetico al di sotto dei 6 volt/metro [..] Nel nostro studio a quei livelli di esposizione non abbiamo visto alterazioni dei parametri correlati alla cancerogenesi, quindi al cancro</b></i>" continua la dottoressa. Quello che però non dice, e che in tanti ignorano, è che il fondo ambientale elettromagnetico, nella stragrande maggioranza delle nostre case è sempre stato molto inferiore come intensità al valore citato, di vari ordini di grandezza, e continuerà ad esserlo anche con l'avvento del 5G. Gli aspetti importanti da evidenziare, da un punto di vista sanitario, sono piuttosto che: </div><div>(1) il fondo ambientale elettromagnetico medio, con l'aumento del traffico dati via radio è aumentato notevolmente in termini relativi negli ultimi anni e continuerà ad aumentare con l'attuale trend tecnologico; </div><div>(2) gli effetti biologici avversi dei campi elettromagnetici <span class="fs11lh1-5">inclusa la cancerogenesi</span><span class="fs11lh1-5">, per quanto si sa attualmente, non seguono necessariamente un modello lineare dose-risposta (si veda ad esempio <a href="https://bioinitiative.org/conclusions/" target="_blank" class="imCssLink">Conclusioni BioInitiative</a>, punto N) per quanto concerne i vari parametri fisici dell'esposizione, inclusa l'intensità, e inoltre sono <a href="https://bioinitiative.org/rf-color-charts/" target="_blank" class="imCssLink">documentati</a> in studi scientifici a intensità simili o inferiori a quelli che si possono trovare oggigiono in molti ambienti di vita, quindi i risultati sperimentali del suo studio sui ratti di laboratorio citati dalla dottoressa non autorizzano minimamente a far venir meno un doveroso principio di precauzione, di prudente minimizzazione dei livelli di esposizione a cui siamo attualmente sottoposti nei nostri ambienti di vita - principio ben diverso dall'applicazione di un limite superiore di esposizione, per quanto ritenuto arbitrariamente cautelativo;</span></div><div><span class="fs11lh1-5">(3) gli effetti biologici negativi non si limitano ed esauriscono alla cancerogenesi, essendo documentati effetti anche molto gravi che riguardano il sistema nervoso centrale, il sistema riproduttivo maschile e femminile, l'equilibrio ormonale, lo stress ossidativo, la permeabilità delle membrane (la emergente sindrome dell'intestino permeabile, proprio vicino a dove molti utenti tengono il loro smartphone non fa suonare nessun campanello di allarme?) e vari altri.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">"</span><i class="fs11lh1-5"><b>In futuro saranno i 27 gigahertz a cambiare la faccia del nostro pianeta realizzando l'internet delle cose</b></i><span class="fs11lh1-5">". A parte che l'internet delle cose si realizza prevalentemente con tecnologia radio che usa bande al di sotto di 6 GigaHertz, l'attuale (non futuro) <a href="https://www.gruppotim.it/tit/it/notiziariotecnico/edizioni-2017/n-1-2017/N6-Nuovo-scenario-accesso-radio/approfondimenti-1.html" target="_blank" class="imCssLink">uso esteso</a> della banda 27-28 GHz è <a href="https://www.mondo3.com/rete-fissa-internet/2020-05-19-eolo-fwa-copertura.html" target="_blank" class="imCssLink">già</a> partito in Italia - forse la dottoressa lo ignora - e riguarda il cosiddetto FWA (Fixed Wireless Access), cioè il collegamento dell'ultimo miglio via radio, con schemi di modulazioni utilizzanti tecnologia 5G o direttamente derivati da essa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span></div><div>Concordo che la nostra attuale legge, pur con i suoi concreti ed evidenti limiti di non effettiva copertura da rischi sanitari a lungo termine, vada preservata e non rilassata ulteriormente come invece è recentemente avvenuto e sta avvenendo, specificamente sul lato autorizzativo/previsionale con le nuove disposizioni autorizzatorie per gli innovativi e complessi sistemi trasmissivi utilizzati dalla nuova tecnologia. Ma non credo proprio e nessuno può dimostrare, come invece sostiene la dottoressa, che dei monitoraggi puntuali di Arpa o dei regolamenti comunali possano sostanzialmente incidere o arginare il fenomeno dell'innalzamento del fondo elettromagnetico sul territorio e nelle nostre case con tutte le conseguenze implicate - quelle attualmente comprese dalla scienza e quelle che non lo sono ancora, se non si interviene alla radice cambiando il modello tecnologico che ci viene propinato in nome di una modernità non sostenibile, ovvero l'imposizione di un drastico e costante aumento del traffico dati digitali trasmessi dalle persone e dalle macchine su tutto il territorio geografico <span class="imUl">via radio</span>. Verità evidente ma scomoda, perché frontalmente contrapposta alle politiche e agli interessi attualmente dominanti, che praticamente nessuno in Italia accenna o prova a divulgare al largo pubblico.</div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 18:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Guida CEM per la valutazione del rischio nei luoghi di lavoro in inchiesta pubblica]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><img class="image-1 fright" src="https://www.cemlab.it/images/guida_rischio_cem_segnaletica_420px.png"  width="420" height="288" /><img id="image-1" data-path="D:\MY_WEBSITE\WebsiteX5\PROGETTIPRO\CEMLAB_HOME\CEMLAB_risorse\cemlab_images\BLOG\guida_rischio_cem_segnaletica_420px.png" data-managed="true" style="display: none;" data-selected="false" data-resizable=".Resizable-33033439479">E' ancora per pochi giorni (fino al 19 Giugno 2020) in fase di inchiesta pubblica la "Guida CEM Guida alla valutazione dell’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed &nbsp;elettromagnetici (CEM) fra 0 Hz e 300 GHz nei luoghi di lavoro" C.1259 redatta dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). Si possono inviare commenti sulla bozza <a href="https://www.ceinorme.it/doc/pubenq/C1259.pdf" target="_blank" class="imCssLink">C.1259</a> pubblicata al CEI tramite un modello prelevabile al seguente <a href="https://www.ceinorme.it/it/normazione-it/inchieste-pubbliche/progetti-in-inchiesta-pubblica.html" target="_blank" class="imCssLink">link</a>.<div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Come dichiarato nella sua premessa, la guida "</span><span class="fs11lh1-5"><i>integra i contenuti della norma CEI EN 50499 &lt;&lt;Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici&gt;&gt;, con la disciplina sulla protezione dalle esposizioni ai CEM ai sensi della legislazione nazionale vigente, proponendo un approccio applicativo semplificato per la valutazione dei rischi associati da parte di tutti i soggetti, interni ed esterni, coinvolti nell’organizzazione e gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, inclusi coloro che non hanno specifiche conoscenze e competenze tecniche in materia di CEM.</i></span><span class="fs11lh1-5">"</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Nel paragrafo 5 "Cenni sui CEM", a proposito della valutazione degli effetti a lungo termine, si può leggere:</span></div><div><span class="fs11lh1-5">"</span><i><span class="fs11lh1-5">La direttiva 2013/35/UE [14], recepita nel TUS (Testo Unico per la Sicurezza) attraverso il D.Lgs.159/2016 [2], fa riferimento </span><span class="fs11lh1-5"><b>esclusivamente agli effetti acuti</b></span><span class="fs11lh1-5"> [enfasi aggiunta] associati all’esposizione ai CEM poiché attualmente non si dispone di prove scientifiche accertate dell’esistenza di un nesso causale fra l’esposizione ai CEM ed i possibili effetti a lungo termine, compresi i possibili effetti cancerogeni. Qualora emergessero dati scientifici accertati in merito a possibili effetti a lungo termine, la Direttiva sarà oggetto di una revisione che riguardi tali effetti.</span></i><span class="fs11lh1-5">" </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Eppure esiste una sempre più consolidata giurisprudenza italiana che ha riconosciuto come </span><span class="fs11lh1-5"><b>malattia professionale</b></span><span class="fs11lh1-5"> l'utilizzo lavorativo del telefono cellulare come probabile causa dell'insorgenza di tumori alla testa sull'utilizzatore. Ma per gli estensori della guida CEI, evidentemente quello che stabiliscono le sentenze italiane non fa testo e non suggerisce neanche la citazione di un approccio di tipo prudenziale all'interno della guida. Seppure in ambito protezionistico, come sa bene chi si occupa di sicurezza, nel caso di scenari con potenziali rischi si opera sempre a favore di sicurezza con azioni prudenziali, mettendo in atto misure di contenimento del rischio.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Nello stesso stile, il termine "minimizzazione" dell'esposizione non è contemplato nella guida, se non come sintetico richiamo alla norma di legge che si applica alla popolazione generale, che la prevede.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Un altro aspetto che non è per niente preso in considerazione è quello dell'esistenza di sintomi di varia natura in </span><span class="fs11lh1-5"><b>soggetti sensibili</b></span><span class="fs11lh1-5">, a fronte di esposizioni a campi di entità molto inferiore di quella dei valori di azione previsti, descritti nella letteratura scientifica in molti articoli e che riguardano persone in tutti i paesi del mondo. Non si fa menzione di questo problema, neanche a livello di informazione per il lettore (</span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.gov.uk/government/publications/electrical-sensitivity-definition-epidemiology-and-management" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span><span class="fs11lh1-5"> una pubblicazione del governo inglese che ne parla).</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Un datore di lavoro informato e attento nei confronti dei lavoratori usa </span><span class="fs11lh1-5"><b>criteri molto più restrittivi</b></span><span class="fs11lh1-5"> di quelli previsti dalle norme CEI/CENELEC/IEC per valutare l'esposizione a campi elettromagnetici, elettrici e magnetici e mette in pratica una </span><b class="fs11lh1-5">minimizzazione di tutte le esposizioni evitabili</b><span class="fs11lh1-5">. Un buon riferimento su cui fare affidamento è la </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.katharinaconsulting.com/s/2008_Gustavs_Low_EMF_Office_Environment.pdf" target="_blank" class="imCssLink">guida</a></span><span class="fs11lh1-5"> "Options to minimize your exposure to static, ELF, and RF electromagnetic fields".</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 09:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una doccia di radiazioni elettromagnetiche da smartphone e tablet]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div>Gli smartphone e i tablet, sempre più in uso nella nostra società, costituiscono una delle più importanti fonti di esposizione a campi elettromagnetici in radiofrequenza per chi li porta con sè e ne fa uso. Molti utilizzatori però non ne sono consapevoli.</div><div><br></div><div>In tempi di isolamento a causa dell'emergenza sanitaria e di incentivazione di pratiche di telelavoro (arbitrariamente definito dal governo 'smart working'), è nettamente aumentato - spesso per motivi di necessità lavorativa - l'utilizzo di terminali wireless, sia tra gli adulti che tra gli adolescenti, i ragazzi e i bambini, quasi sempre senza che gli utilizzatori venissero ben informati delle modalità di funzionamento e dei rischi che questi comportano. Molti utilizzatori tuttora ignorano infatti di essere continuativamente investiti da radiazioni elettromagnetiche durante la loro sessione di 'smart working' o di 'lezione scolastica a distanza'. I sintomi di elettrosensibilità sono molto comuni tra gli utilizzatori di smartphone e tablet, essi includono mal di testa, difficoltà di concentrazione, stanchezza, tinnito, palpitazioni cardiache, irritabilità (una lista più esaustiva di sintomi ricorrenti è riportata nel questionario in appendice alla linea guida di EuropaEM, riportata in figura). </div><div><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://europaem.eu/attachments/article/124/EUROPAEM_EMF_Guideline_2016_Italiano_8_2_2018.pdf" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/EUROPAEM_page-050_1750px.png" alt="EUROPAEM EMF Guideline 2016 for the prevention, diagnosis and treatment of EMF-related health problems and illnesses" title="EuropaEM " width="615" height="870" /></a><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Il traffico dei dati viene generato dalle applicazioni (app) funzionanti in background sul terminale, app che di continuo scambiano informazioni con la rete. I dati vengono scambiati (trasmessi o ricevuti) con un hotspot WLAN nel caso di utilizzo Wi-Fi e/o con una stazione radio base (3G, 4G, 5G) da cui il terminale è in un determinato istante servito, nel caso di utilizzo della rete mobile dell'operatore pubblico. In quest'ultimo caso, i dati ricevuti dal terminale vengono trasmessi dalla stazione radio base e quindi comportano l'irradiazione elettromagnetica generalizzata nell'ambiente territoriale che contiene il terminale; viceversa, i dati trasmessi dal terminale comportano la trasmissione di radiazioni elettromagnetiche dal terminale nell'ambiente territoriale, che verranno captate dalla stazione radio base.</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.cemlab.it/images/download_dati.png" alt="scambio dati tra terminale e stazione radio base" title="scambio dati tra terminale e srb" width="228" height="253" /><span class="fs11lh1-5">Anche nel caso di uno scambio di dati apparentemente unidirezionale dal punto di vista dell'utente, tra stazione radio base/hotspot e terminale, come nello scenario di download di un file di dati o di streaming di un video sul terminale, in realtà quello che avviene tra terminale e stazione radio base è una fitta e continua serie di trasmissioni e ricezioni di messaggi radio, come accennato in figura. L'affermazione, riportata su alcuni canali mainstream, che il terminale wireless non emette radiazioni elettromagnetiche in una sessione di streaming video o di download di file dati è destituita di fondamento. Il video riportato mostra quanto sia importante, per evitare esposizioni indebite a radiazioni elettromagnetiche, se si è costretti all'utilizzo di uno smartphone, il collegamento con un cavo ethernet (per i modelli di terminali che lo supportano). La differenza, segnalata visivamente dal rivelatore di microonde posto a sinistra del terminale, è lampante.</span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/7VbcjAYmZgo">https://youtu.be/7VbcjAYmZgo</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 May 2020 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Siamo tornati operativi]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/large-3104355.jpg" alt="siamo tornati operativi" title="siamo tornati operativi" width="320" height="180" />Dopo lo stop per i rilievi in sito a partire dallo scorso Marzo, dovuto alle disposizioni di isolamento personale per motivazioni di emergenza sanitaria, da questa settimana siamo tornati operativi per spostamenti in ambito regionale (Sicilia). Per spostamenti in altre regioni, si dovrà attendere ancora qualche altra settimana.<div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/large-1836070.jpg"  width="240" height="160" />Per la <span class="fs11lh1-5"><b>clientela residenziale privata</b></span>, abbiamo arricchito la nostra offerta di kit di autovalutazione secondo criteri precauzionali offerti in prestito, per una disamina informata seppur qualitativa in modalità autonoma, con la nostra supervisione telefonica ove si renda necessaria. L'utilizzo di strumenti semiprofessionali portatili in prestito, da usare con la nostra guida di orientamento e il nostro supporto tecnico, può essere una alternativa più pratica ed economica a un nostro <span class="fs11lh1-5">approfondito </span><span class="fs11lh1-5">rilievo di misura in sito (seppure non sostitutivo). Più pratico perchè le limitazioni agli spostamenti attualmente presenti creeranno come minimo dei ritardi non ben quantificabili, per la reale disponibilità del servizio in sito. Più economico perché i costi da sostenere per il cliente sono nettamente inferiori a quelli di un rilievo in sito, &nbsp;che comporta la trasferta di un tecnico e la movimentazione di molti e delicati strumenti e tutta una serie di cautele, specie in tempi di emergenza sanitaria. Anche se può sembrare apparentemente paradossale, laddove l'obiettivo sia una valutazione secondo criteri precauzionali con fondamento scientifico, l'uso avveduto di strumenti portatili semiprofessionali per rilievi di natura qualitativa (senza cioè pretese di misura in termini quantitativi assoluti) fornisce un valore informativo pratico nettamente superiore a rilievi professionali operati in sito con l'obiettivo della valutazione della conformità alla legge italiana, per una serie di motivi tra cui il principale è la migliore sensibilità degli strumenti offerti in prestito (ovvero la bassa sensibilità relativa degli strumenti professionali per la verifica di conformità alla legge).</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3 fright" src="https://www.cemlab.it/images/large-1140760.jpg" alt="datori di lavoro" title="datori di lavoro" width="240" height="180" /><span class="fs11lh1-5">Per la </span><span class="fs11lh1-5"><b>clientela dei datori di lavoro</b></span><span class="fs11lh1-5"> relativamente alle verifiche in ambienti di lavoro, siamo tornati operativi in ambito regionale. Anche se in taluni casi, specie dove l'affluenza del pubblico è una variabile che influenza la valutazione, risulta opportuno attendere che si torni a situazioni più vicine a quelle pre-emergenza sanitaria. Ad esempio, l'anno scorso abbiamo effettuato la valutazione del rischio elettromagnetico della struttura aeroportuale di </span><span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.aeroporto.catania.it/" target="_blank" class="imCssLink">Catania</a></span><span class="fs11lh1-5">. Chiaramente, i carichi elettrici delle cabine presenti sono direttamente influenzate dal traffico di passeggeri servito e non sarebbe opportuno effettuare ora una valutazione di tale tipo, nello scenario attuale di servizi aerei ridotti, senza attendere il ripristino di flussi più vicini a quelli nominali. Per cicli produttivi senza l'influenza del pubblico, invece, si può immediatamente pianificare/effettuare la valutazione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Con l'occasione accenno brevemente a tre questioni che frequentemente ricorrono in chi ci contatta. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><blockquote><blockquote><img class="image-6 fright" src="https://www.cemlab.it/images/5G_logo.jpg" alt="tecnologia 5G" title="tecnologia 5G" width="240" height="135" /><div><span class="fs11lh1-5">(1) L'installazione di impianti con </span><span class="fs11lh1-5"><b>tecnologia 5G</b></span><span class="fs11lh1-5"> nelle vicinanze della propria residenza, nella nostra casistica, sembra essere al momento una preoccupazione principale - in certi casi ossessiva - da parte di molti privati che ci contattano. Il nostro studio, pur fornendo ai propri clienti informazioni concrete e oggettive anche sull'argomento 5G, non intende alimentare in alcun modo la paura generalizzata che osserviamo relativamente all'esposizione a fonti 5G, che peraltro alla data attuale sono ancora relativamente rare sul territorio, da parte di chi con ogni probabilità non ha un quadro informativo ben chiaro della problematica elettrosmog e crede che il problema si riduca alla mera esposizione da fonti 5G. &nbsp;Allo stesso tempo, prendiamo nettamente le distanze dalle posizioni di tutti gli enti - anche istituzionali, ad esempio ISS - che, impersonando interessi di parte o per altri motivi non sempre resi noti e manifesti al pubblico, diffondono informazioni rassicuranti e non veritiere su questa tecnologia e non affrontano degnamente la questione da un punto di vista di salute pubblica. Più conretamente, il nostro studio ha tutti gli strumenti tecnici e la competenza necessaria per servizi (resi a privati ed enti pubblici) di rilievo strumentale dettagliato e quantitativo e delle relative valutazioni su basi precauzionali, che hanno come oggetto le esposizioni in radiofrequenza derivanti da fonti in un ampio intervallo di frequenza, incluse le sorgenti che implementano tecnologia 5G (anche quelle che emettono onde millimetriche).</span></div></blockquote></blockquote><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><blockquote><blockquote><img class="image-5 fright" src="https://www.cemlab.it/images/large-3064921.png" alt="consulente" title="consulente" width="240" height="240" /><div><span class="fs11lh1-5">(2) Lo studio Cemlab non vende </span><span class="fs11lh1-5"><b>materiali schermanti</b></span><span class="fs11lh1-5">, per scelta precisa. La figura del consulente, per risultare credibile, dovrebbe essere separata da quella del venditore di materiali. Il valore aggiunto del consulente, se sa fare bene il proprio lavoro, è quello di fare l'interesse del cliente, suggerendo - se richiesto e sempre che sia ritenuto opportuno - la definizione degli interventi di mitigazione più appropriati, i materiali sul mercato di volta in volta più adatti (mettendo a disposizione la propria conoscenza aggiornata sui materiali a disposizione sul mercato) e le tecniche di posa da adottare. Questi tre step citati non sono banali e richiedono strumenti e competenze specifiche, i primi due step richiedono anche assoluta indipendenza di giudizio rispetto a venditori di materiali schermanti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><img class="image-4 fright" src="https://www.cemlab.it/images/strumenti_per_conformita_noway.jpg"  width="240" height="274" /><div><span class="fs11lh1-5">(3) Gli </span><span class="fs11lh1-5"><b>strumenti di misura</b></span><span class="fs11lh1-5"> utilizzati da tecnici pubblici o privati per verificare la conformità delle esposizioni ambientali di campo elettromagnetico in radiofrequenza alla legge italiana (e le relative metodiche d'uso) non si prestano a effettuare le necessarie verifiche orientate a determinare la definizione di un intervento di schermatura elettromagnetica su basi precauzionali, per due ragioni principali: l'insufficiente sensibilità di misura resa disponibile da questi strumenti e la manifesta mancanza di informazioni sulle intensità delle singole componenti a radiofrequenza che interessano il sito da studiare per l'intervento e che condizionano la scelta dei materiali da candidare. Diffidare quindi da chi propone interventi di schermatura senza un adeguato studio preliminare, senza gli strumenti adatti, senza una dimostrabile esperienza nell'utilizzo degli strumenti di misura a fini di schermatura.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><i class="fs8lh1-5">(aggiornato 22 Maggio 2020)</i></div></blockquote></blockquote><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 May 2020 09:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Antenne Massive MIMO 5G, pubblicata nota per la loro valutazione previsionale]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Legislazione"><![CDATA[Legislazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div>L'analisi previsionale dell'impatto elettromagnetico sugli impianti di telefonia mobile è il processo valutativo attualmente più importante e delicato per la protezione della popolazione, in quanto si valuta l'esposizione elettromagnetica derivante dai componenti dell'impianto alla massima potenza dell'impianto stesso, insieme alle immissioni derivanti da altri impianti di telecomunicazioni vicini, se esistenti, su tutti i fabbricati del circondario, con riferimento alla prevista collocazione dell'impianto. Data la variabilità dell'entità dell'impatto elettromagnetico, a seconda del carico di utenti serviti dall'impianto, che presenta un minimo relativo nelle ore centrali nottune e un massimo relativo nelle ore diurne/serali, ma senza raggiungere mai - in condizioni di ordinario funzionamento - la potenza massima nominale erogabile dall'impianto, la valutazione previsionale di impatto elettromagnetico pre-installazione, svolta dal gestore dell'impianto e validata dall'organo di controllo (Agenzia Regionale Protezione Ambiente-ARPA) <span class="imUl">è in generale un vincolo più stringente di qualunque misura di campo elettromagnetico effettuata dopo l'installazione dell'impianto</span>. In una eventuale sessione di misura post-installazione, infatti, tipicamente ARPA misura l'impatto elettromagnetico nelle condizioni di esercizio correnti dell'impianto durante la sessione di misura, che possono essere una modesta percentuale dell'impatto elettromagnetico (tipicamente inferiori al 50%) nominale a pieno carico dell'impianto. Questa valutazione di impatto previsionale è prevista dal codice delle comunicazioni elettroniche (Decreto Legislativo 1 Agosto 2003), il quale richiede al gestore di fornire un insieme minimo di dati radioelettrici caratteristici dell'impianto che servono a caratterizzarne l'impatto elettromagnetico e che permette all'organo di controllo di effettuare verifiche indipendenti sugli elaborati tecnici di impatto elettromagnetico del gestore e sui loro risultati, seguendo le norme tecniche previste e in uso da molto tempo (<span class="fs11lh1-5"><b>CEI 211-7</b></span> e <span class="fs11lh1-5"><b>CEI 211-10</b></span>, incluse loro varianti e appendici).</div><div class="mt1">Questi processi valutativi sono andati avanti per molti anni, con alcuni rilassamenti introdotti solo negli ultimi tempi, a partire dal governo Monti nel 2012, ma con un impianto procedurale sostanzialmente invariato. </div><div><br></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.cemlab.it/images/massive-mimo.jpg"  width="423" height="494" />L'introduzione recente - da parte dei gestori - di antenne smart utilizzanti la tecnica del <span class="fs11lh1-5"><b>beam forming</b></span>, una delle caratteristiche di punta della nuova tecnologia 5G, non è attualmente prevista nè nei contenuti del codice delle comunicazioni elettroniche in vigore, nè tantomeno dalle storiche norme tecniche sopra citate. </div><div><br></div><div>Semplificando un po', la differenza sostanziale tra le antenne non smart e le più recenti antenne smart (previste da 5G e utilizzabili anche nelle ultime release 4G) è che le prime hanno un diagramma di radiazione statico, che non varia nel tempo, andando quindi a "illuminare" il territorio circostante sempre alla stessa maniera: una volta fissato il punto nello spazio di interesse relativamente alla collocazione dell'antenna tradizionale in termini di elevazione e di azimuth, è possibile determinare (anche in fase previsionale) la frazione di energia totale trasmessa dall'antenna che investe quel punto. In altri termini, i lobi principali (ovvero le direzioni in cui viene trasmessa la maggior parte di energia radiante) sono fissi nel tempo e con orientamenti in stretta relazione con la geometria dell'antenna e con la sua collocazione, relativamente al punto di interesse.</div><div><br></div><div>Le antenne smart possono invece adattare il diagramma di radiazione in maniera dinamica, a seconda delle esigenze. Una sottoclasse di queste, le antenne <span class="fs11lh1-5"><b>Massive MIMO</b></span>, sono costituite da moltissime antenne elementari (ad esempio 64 o 128 elementi) che funzionano in maniera coerente e orchestrata per costruire dinamicamente (usando sofisticate tecniche di signal processing per il digital beamforming) dei lobi di radiazione estremamente direttivi, nettamente più direttivi delle antenne passive, verso la posizione del terminale mobile o verso un cammino indiretto su cui comunicare. Possono gestire molti distinti lobi direttivi orientati a diversi utenti nella cella, contemporaneamente.</div><div><br></div><div>Chiaramente queste differenti tipologie di antenne trasmissive non sono contemplate dal codice comunicazioni elettroniche del 2003. Non meno importante, questa nuova caratteristica nel diagramma delle antenne smart complica non poco la valutazione previsionale dell'impatto elettromagnetico. Nella letteratura di settore, alcuni autori hanno suggerito di adottare degli approcci statistici per valutare l'impatto elettromagnetico nei punti circostanti dello spazio in cui è collocata una tale tipologia di antenna, e questi sono anche gli approcci seguiti nella norma tecnica <span class="fs11lh1-5"><b>IEC EN 62232</b></span> del Dicembre 2017, recepita tale e quale dal nostro comitato tecnico nazionale (CEI) nel Marzo 2018 (<a href="https://my.ceinorme.it/index.html#detailsId=0000016080" target="_blank" class="imCssLink">CEI EN 62232</a> dal titolo "<span class="fs11lh1-5"><i>Determinazione delle intensità di campo elettromagnetico a radiofrequenza (RF), della densità di potenza e del tasso di assorbimento specifico (SAR) per valutare l'esposizione umana in prossimità di stazioni radio base</i></span>"). A tale norma si affianca il più recente rapporto tecnico <a href="https://my.ceinorme.it/index.html#detailsId=0000016918" target="_blank" class="imCssLink">CEI IEC TR 62669</a> dal titolo "<span class="fs11lh1-5"><i>Casi di studio a supporto della Norma IEC 62232 - Determinazione &nbsp;dell'intensità di campo RF, della densità di potenza e del SAR in &nbsp;prossimità delle stazioni radio di base per la valutazione &nbsp;dell'esposizione umana</i></span>" che presenta chiarimenti ed esempi di applicazione della norma EN 62232.</div><div><br></div><div><span class="imUl"><img class="image-2 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/CEIEN50401_480px.png"  width="480" height="266" />Le grandi manovre</span> recentemente effettuate dal CEI, per uniformarsi ai metodi di valutazione di impatto elettromagnetico utilizzati in altri paesi europei, non si fermano al recepimento della predetta norma CEI EN 62232 nel Marzo 2018, ma riguardano l'aggiornamento di una norma importante, la norma <span class="fs11lh1-5"><b>CEI EN 50401</b></span> del Settembre 2007 "<span class="fs11lh1-5"><b>Norma di prodotto per dimostrare la conformità delle apparecchiature di &nbsp;stazioni radio base ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici a &nbsp;radio frequenza (110 MHz - 100 GHz) quando messe in servizio</b></span>", con una nuova versione dell'Aprile 2018. La differenza sostanziale tra queste due versioni è che la <a href="https://my.ceinorme.it/index.html#detailsId=000008998" target="_blank" class="imCssLink">prima</a> contiene una deviazione nazionale per tre paesi (Svizzera, Germania e Italia). Per l'Italia veniva infatti dichiarato nella deviazione che la norma EN 50401, che stabilisce limiti (meno protettivi) basati sulla Raccomandazione Europea 199/519 non poteva essere applicata in Italia. Infatti, veniva dichiarato che in Italia "<span class="fs11lh1-5"><i>la questione generale relativa alla messa in servizio delle stazioni radio considerate nella EN 50401 è regolamentata dal Decreto 259/2003 e, in particolare, l'aspetto dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici, dalla legge 36/2001 e dal decreto Ministeriale dell'8 Luglio 2003 che fissano limiti molto più severi di quelli considerati dalla EN 50401</i></span>". La <a href="https://my.ceinorme.it/index.html#detailsId=0000016120" target="_blank" class="imCssLink">versione più recente</a> della norma in questione invece, si riferisce unicamente ai limiti della <span class="fs11lh1-5">Raccomandazione Europea 199/519, senza più contenere alcuna deviazione nazionale all'interno della stessa. Come dichiarato nel suo sommario, la nuova versione sostituisce completamente la precedente versione del 2007, che rimane applicabile fino al 24 Luglio 2020.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Un recente</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.arpae.it/dettaglio_documento.asp?id=7665&idlivello=1171" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">articolo</span></a></span><span class="fs11lh1-5">, con finalità divulgative, </span><span class="fs11lh1-5">pubblicato sul</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.arpae.it/ecoscienza/rivista.asp?id=73" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">numero 4/2019</span></a></span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">(Settembre 2019) di EcoScienza da Arpa Emilia Romagna dal titolo "Analisi previsionali, misure strumentali e siti "saturi" menziona Massive MIMO, senza però fornire al lettore molte informazioni su tale tecnologia innovativa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Di recente (Ottobre 2019) il </span><span class="fs11lh1-5"><b>Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA)</b></span><span class="fs11lh1-5"> ha diramato alle ARPA regionali una nota dal titolo "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Criteri per la valutazione delle domande di autorizzazione all'installazione di impianti di telefonia mobile con antenne mMIMO</i></span><span class="fs11lh1-5">". Vengono fornite (poche) indicazioni, con riferimento a un esempio di Massive MIMO contenuto nel rapporto tecnico TR 62669:2019, sulle informazioni da fornire a cura del gestore e sull'utilizzo dei fattori di riduzione da considerare. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/Delibera-59-Criteri-valutazione-antenne-mMIMO.pdf" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/pdf_50_p7qk0g2b.jpg"  width="50" height="53" /></a><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div>Una frase eloquente ivi contenuta è la seguente: "<i class="fs11lh1-5">[..] la produzione del documento era stata originariamente prevista per il 2020, ma l'esigenza da parte delle agenzie di disporre di uno strumento orientativo per il rilascio delle autorizzazioni ha portato a una revisione delle tempistiche</i>", che lascia trapelare il livello di pressione a cui sono attualmente sottoposti gli organi di controllo per il <span class="fs11lh1-5"><b>rilascio di nuove autorizzazioni per sistemi 5G</b></span>.</div><div><br></div><div>L'intenzione del documento sarebbe quella di "<span class="fs11lh1-5"><i>rendere omogenei su tutto il territorio nazionale i criteri di valutazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici per la suddetta tecnologia [Massive MIMO], in quanto la normativa nazionale non prevede ancora una metodologia specifica applicabile agli impianti forniti di tale tecnologia</i></span>". Lo <span class="fs11lh1-5"><b>scarno documento</b></span> di SNPA formalizzato a Ottobre però, non spiega come i criteri forniti possano produrre valutazioni protezionistiche corrette nella generalità dei casi in cui la tecnologia Massive MIMO può essere coinvolta, negli scenari attuali e prossimi venturi. Il documento SNPA non spiega come dovrà essere utilizzato il diagramma di radiazione "<span class="fs11lh1-5"><i>costituito dall’inviluppo risultante, avendo considerato, per ogni direzione, il valore più alto fra i guadagni di tutti i possibili diagrammi sintetizzabili dall’antenna</i></span><span class="fs11lh1-5">" che viene richiesto al Gestore, per la valutazione di conformità. Se l'intento non esplicitato da SNPA è quello di utilizzare tale diagramma al posto di un diagramma statico di radiazione tipico, usando la maniera consolidata di elaborazione della valutazione prevista dalla norma CEI 211-10, la potenza trasmissiva fornita a Massive MIMO, nella simulazione verrebbe "spalmata" su un diagramma di radiazione molto diverso da quelli sintetizzabili da tale tipo di antenna, producendo, a mio avviso, valutazioni protezionistiche non conservative.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Tale scarno documento operativo appare, a mio personale parere, un argomento in più da usare da parte di chi chiede alle istituzioni pubbliche una moratoria dei procedimenti autorizzativi 5G nel nostro paese. &nbsp;</span></div><div><br></div><div>In un periodo storico come quello attuale, di <span class="fs11lh1-5"><b>grandi cambiamenti</b></span> imposti nei procedimenti di valutazione previsionale dell'impatto elettromagnetico dei nuovi sistemi d'antenna e di rodaggio di nuovi procedimenti complicati e profondamente differenti da quelli storicamente usati fin qui nel nostro paese, inclusi quelli relativi alla tipologia Massive MIMO, ci sarebbe come minimo da aspettarsi - da parte delle istituzioni pubbliche - trasparenza in tali procedimenti, nei confronti del cittadino interessato a conoscere informazioni sulle caratteristiche dei sistemi radianti con cui verrà irradiato. Tuttavia, quando si chiede all'ARPA competente l'accesso agli atti del suo elaborato o di conoscere le caratteristiche radioelettriche degli impianti da loro esaminati, il cittadino generalmente raccoglie un <span class="fs11lh1-5"><b>diniego</b></span>. Questo pare succederà anche per le valutazioni dei nuovi sistemi Massive MIMO oggetto della recente nota SNPA. E' dunque prevedibile, a mio avviso, un aumento di <span class="fs11lh1-5"><b>contenziosi legali</b></span> <span class="fs11lh1-5">verso la pubblica amministrazione </span><span class="fs11lh1-5">per il negato accesso agli atti relativi alle autorizzazioni concesse e, una volta ottenuti gli atti, di impugnazione di atti autorizzativi per procedimenti valutativi dell'impatto elettromagnetico condotti con criteri di valutazione oggetto di potenziali obiezioni e critiche.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div> </div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 18:19:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Approvate nuove indicazioni operative INAIL-ISS su valutazione del rischio CEM in ambienti di lavoro]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/coordinamento_tecnico_interregionale_2_420px.png" alt="Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei Luoghi di lavoro" title="Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei Luoghi di lavoro" width="420" height="222" /><span class="fs11lh1-5">In data 20 giugno 2019 è stato approvato dall' "Area Prevenzione e Sanità Pubblica" della "Commissione Salute" il documento </span><i class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.portaleagentifisici.it/filemanager/userfiles/Faq_AFisici_CEM_APPROVATO_20_06_2019_rev1_web.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Decreto Legislativo 81/2008 Titolo VIII, Capo IV e s.m.i. sulla prevenzione e protezione dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici: Indicazioni operative</a>, </span></i><span class="fs11lh1-5">diviso in sezioni tematiche</span><i class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">coordinate da Alessandro Polichetti, Rosaria Falsaperla, Sandra Bernardelli, Silvia Goldoni, Oscar Argentero</span><span class="fs11lh1-5">, in collaborazione con INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) e ISS (Istituto Superiore della Sanità). </span><i class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5">Ne dà notizia il PAF (Portale agenti Fisici) </span></i><i class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.portaleagentifisici.it/newsletter/newsletter_44.php" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span></i><i><span class="fs11lh1-5">. </span></i><span class="fs11lh1-5">A titolo illustrativo, queste</span><span class="fs11lh1-5"> <a href="https://www.cemlab.it/docs/15Balocchini.pdf" target="_blank" class="imCssLink">slides</a> della Regione Toscana inquadrano il ruolo della Commissione approvante.</span><br></div><div><i><span class="fs11lh1-5"><br></span></i></div><div>Tale documento mira a fornire indicazioni operative per la valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici in ambienti di lavoro. Il presente documento aggiorna un analogo <a href="https://www.cemlab.it/docs/FAQ_AFisici_2014.pdf" target="_blank" class="imCssLink">documento</a> del 2014, riguardante tutti i capi (da I a V) del Titolo VIII (esposizione ad agenti fisici).</div><div><br></div><div>L'indicazione operativa A.2, coordinata da Alessandro Polichetti-ISS tenta di spiegare perché <span class="fs11lh1-5"><b>gli effetti a lungo termine da esposizione a CEM sono esclusi</b></span> dall'ambito di applicazione del D.Lgs. 81/08. Riportiamo di seguito un breve estratto:</div><div class="imTACenter">"<span class="fs10lh1-5">[..] <i>Secondo l’ICNIRP, sulle cui linee guida si basa il razionale del sistema di</i></span></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">protezione della Direttiva 2013/35/UE, l’assenza di un nesso causale accertato</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">implica che gli effetti a lungo termine non possono essere gestiti mediante</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">restrizioni delle esposizioni. L’ICNIRP considera infatti che, affinché gli effetti</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">possano essere utilizzati per fissare limiti di esposizione, tali effetti debbano</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">essere replicati indipendentemente, essere di sufficiente qualità scientifica ed</i></div><div class="imTACenter"><span class="fs10lh1-5"><i>essere coerenti con il quadro generale delle conoscenze scientifiche.</i> [..]</span>"</div><div><br></div><div>ICNIRP (<em>International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection)</em><span class="fs11lh1-5">, per chi non la conoscesse, è un ente tedesco autoreferenziale che ha ricevuto mandato da parte dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di fornire indicazioni sulla protezione dall'esposizione da radiazioni non ionizzanti. Tale organizzazione, alla luce della letteratura scientifica esistente che mostra effetti sanitari anche gravi da esposizione a CEM, ha ricevuto abbondanti critiche per la sua posizione negazionista di effetti sanitari a lungo termine e per i conflitti di interesse dei suoi membri (ad esempio <a href="https://lennarthardellenglish.wordpress.com/2019/06/25/icnirp-draft-on-new-radiofrequency-guidelines-is-flawed/" target="_blank" class="imCssLink">qui</a> e <a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/08/is-icnirp-reliable-enough-to-dictate-meaning-of-science-to-the-governmental-risk-regulators/" target="_blank" class="imCssLink">qui</a>).</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Sebbene l'indicazione operativa C.1 a pag. 43 menzioni che "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Per quanto concerne le esposizioni non professionali dei lavoratori la normativa italiana di riferimento è la legge quadro 36/2001 e i suoi due DPCM attuativi del </i></span><span class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><i>8/7/2003.</i></span>", che la legge quadro citata, nel suo primo articolo reciti "</span><span class="fs11lh1-5"><i>La presente legge ha lo scopo di dettare i principi fondamentali diretti a: [..] attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all'articolo 174, paragrafo 2, del trattato istitutivo dell'Unione Europea</i></span><span class="fs11lh1-5">" e che la stragrande maggioranza numerica di lavoratori siano quasi sempre inquadrati come "non professionalmente esposti" per le loro mansioni e quindi soggetti ai dettami della legge quadro e al richiamato principio di precauzione, il termine "precauzione" non compare neanche una volta nel documento. Un altro termine che non compare neanche una volta nel documento è "minimizzare/minimizzazione", che invece nella legge quadro compare ben cinque volte e il cui relativo principio è stabilito e vigente. Si osserva invece che anche nel Capo IV del Decreto 81/08 viene scritto, nell'articolo 209. "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi</i></span><span class="fs11lh1-5">", comma 4: "</span><span class="fs11lh1-5"><i>[..] il datore di lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi: [..] l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>elettromagnetici; </i></span><span class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><i>la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici</i></span>". Anche il richiamo di prestare attenzione alla durata dell'esposizione, contenuto nello stesso comma, viene meno nelle indicazioni operative fornite, che si riguardano esclusivamente effetti sanitari a breve termine e il rispetto di valori soglia, non la minimizzazione dell'esposizione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Una novità rispetto alla precedente edizione riguarda l'indicazione esplicita fornita per le </span><span class="fs11lh1-5"><b>donne in gravidanza</b></span><span class="fs11lh1-5">. L'indicazione operativa A.5, relativa al quesito "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Quali misure di tutela specifiche possono essere applicate per la donna in gravidanza esposta per motivi professionali e per altri soggetti particolarmente sensibili, esclusi i portatori di Dispositivi Medici?</i></span><span class="fs11lh1-5">" è (estratto. pag. 7):</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5">"</span><i class="fs10lh1-5">Di conseguenza, la tutela particolare della donna in gravidanza, ma anche di altri soggetti particolarmente suscettibili agli effetti diretti dei campi elettromagnetici, può essere attuata tenendo conto dei limiti di esposizione per la popolazione fissati dalla Raccomandazione Europea 1999/519/CE o, in alternativa, dei valori</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">limite di esposizione fissati da ICNIRP 2009 per il campo magnetico statico e da ICNIRP 2010 per gli effetti non termici dei campi elettrici e magnetici variabili nel tempo, che rappresentano il riferimento scientifico più aggiornato.</i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5"><br></i></div><div class="imTACenter"><i class="fs10lh1-5">Ove, in particolari situazioni lavorative, non sia possibile mantenere l’esposizione al di sotto dei limiti di esposizione per la popolazione, il cui rispetto non deriva comunque da alcun obbligo normativo, e fermo restando il pieno rispetto dei limiti per i lavoratori previsti dall’art. 208, l’idoneità della lavoratrice in stato di</i></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><i class="fs10lh1-5">gravidanza e degli altri soggetti particolarmente sensibili, e le eventuali specifiche misure di protezione, dovrebbero essere valutate su base individuale (art. 210, comma 3) caso per caso dal medico competente e dall’RSPP.</i>"</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">In parole semplici, secondo le indicazioni operative approvate </span><span class="fs11lh1-5">dall' "Area Prevenzione e Sanità Pubblica" della "Commissione Salute", la </span><span class="fs11lh1-5">donna in gravidanza e i soggetti sensibili devono essere tutelati "tenendo conto" dei limiti ICNIRP per la popolazione, sempre che sia possibile rispettarli (comunque non vi è alcun obbligo normativo, come tengono a precisare). <span class="imUl">Nessuna giustificazione su base scientifica viene fornita dagli autori a conforto di questa presunta "tutela" delle donne in gravidanza</span>, quando invece esiste una notevole mole di pubblicazioni scientifiche di segno contrario, che dovrebbe</span><span class="fs11lh1-5"> indicare prudenzialmente radicali e reali misure di evitamento e protezione - non il rispetto dei limiti di ICNIRP. Ad esempio uno </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.nature.com/articles/s41598-017-16623-8" target="_blank" class="imCssLink">studio</a></span><span class="fs11lh1-5"> di coorte sull'aumentato rischio di aborto in donne esposte a campi magnetici, pubblicato nel 2017 (</span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2017/12/171213095534.htm" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span><span class="fs11lh1-5"> un sintetico commento). Tra le varie review esistenti sui rischi da esposizione per i feti portati in grembo da donne in gravidanza, se ne cita </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://bioinitiative.org/wp-content/uploads/pdfs/sec19_2012_Fetal_neonatal_effects_EMF.pdf" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span><span class="fs11lh1-5"> una del 2012, particolarmente significativa. Inoltre, le indicazioni operative approvate si guardano bene dall'indicare tra i "soggetti sensibili" coloro i quali sono affetti da sintomi correlati all'esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (sindrome di elettrosensibilità o elettroipersensibilità - ES o EHS - <a href="http://www.es-uk.info/wp-content/uploads/2018/11/01.3-Diagnosis-of-ES-EHS-and-Electrophobia-2018.pdf" target="_blank" class="imCssLink">qui</a> una definizione in inglese), nell'accezione comunemente accettata a livello planetario (<a href="https://europaem.eu/attachments/article/124/EUROPAEM_EMF_Guideline_2016_Italiano_8_2_2018.pdf " target="_blank" class="imCssLink">qui</a> una linea guida medica pubblicata su una rivista scientifica che ne parla estesamente). </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/20190803_approvate-nuove-indicazioni-operative.pdf" class="imCssLink">Scarica l'articolo in pdf</a></span></div><div><br></div><div><a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/20190803_approvate-nuove-indicazioni-operative.pdf" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/pdf_50_a4x63ynt.jpg"  width="50" height="53" /></a><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Smartphone e cittadinanza digitale]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012">Il nuovo sistema pubblico di identità digitale (<a href="https://www.spid.gov.it/" target="_blank" class="imCssLink">SPID</a>) prevede tre livelli di autenticazione, per accedere a servizi pubblici online da parte di ogni cittadino.<div> <br><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/no_access.png"  width="301" height="167" />Il primo livello di autenticazione, quello di base, prevede l'utilizzo di uno username e una password. <span class="fs11lh1-5">Il secondo livello di autenticazione, quello utilizzato in buona parte dei servizi offerti al pubblico con funzioni più avanzate, richiede anche la generazione di una password temporanea di accesso (OTP - One Time Password), da parte dell'utente del servizio.</span></div></div><div><br></div><div>Per avere la possibilità di generare la OTP, lo stato richiede al cittadino che si registri presso uno dei sette gestori privati attualmente esistenti e che ottenga delle "credenziali di livello 2". La gestione di tali credenziali di livello 2 implica l'uso di una "app" da far funzionare necessariamente su un dispositivo mobile, lasciando però all'utente la scelta se farsi irradiare da un dispositivo Android, iOS, Windows, Blackberry. <span class="imUl">Non è prevista alcuna opzione di utilizzo del programma di generazione OTP su un personal computer cablato non wireless</span>. </div><div><br></div><div>Il servizio di autenticazione fornito dai provider privati è gratuito, per ora. Alcuni provider offrono (a pagamento) il servizio di autenticazione di livello 2 su un 'token' con proprio display. Questa opzione a pagamento potrebbe essere usata per evitare l'uso dell'app su smartphone, a un costo.</div><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/smartphone_wireless.jpg"  width="225" height="225" />Mentre una <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/16/cellulari-tar-del-lazio-obbliga-i-ministeri-a-fare-informazione-su-rischi-connessi-al-loro-uso-campagna-entro-6-mesi/4901357/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/16/cellulari-tar-del-lazio-obbliga-i-ministeri-a-fare-informazione-su-rischi-connessi-al-loro-uso-campagna-entro-6-mesi/4901357/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">recente sentenza</a> del TAR impone a tre Ministeri (Ambiente, Salute, Istruzione) di avviare campagne informative sui rischi dell'uso di terminali wireless, lo stato impone di fatto l'utilizzo degli smartphone per le procedure di autenticazione per l'accesso ai servizi pubblici in rete, a meno di non ricercare di propria iniziativa, in modalità decisamente controcorrente, su base personale e volontaria delle scappatoie, in certi casi a un costo. </div><div><br></div><div>Lo smartphone è di gran lunga la sorgente di campo elettromagnetico più potente a cui l'italiano medio viene esposto nella sua vita quotidiana. Uno stato liberale dovrebbe lasciare la possibilità al cittadino, tra le varie opzioni gratuite a disposizione, il non utilizzo di uno smartphone per l'accesso di livello 2 al sistema pubblico di identità digitale. Il "diritto di scelta di non utilizzo senza gravami economici" dovrebbe, a rigor di logica, essere non meno importante della mancante "informazione sui rischi da irradiazione di campi elettromagnetici dell'uso di smartphone".</div><div><br></div><div>Lo smartphone è anche uno strumento che induce alta dipendenza psicologica, a tutte le età, con molte implicazioni anche deleterie su cui non ci soffermiamo qui. <span class="fs11lh1-5">Uno stato liberale non dovrebbe incoraggiare i propri cittadini ad acquistare e utilizzare un simile dispositivo, non fornendo peraltro chiare informazioni su strumenti alternativi alle app su smartphone, per l'accesso ai nuovi servizi pubblici online.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Mar 2019 20:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spauracchio 5G e soluzioni del problema, inclusa la schermatura elettromagnetica]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/LTE-5G-Logo_320px.jpg"  width="320" height="180" />Su scala globale arrivano tante notizie di piani messi in atto da governi (uno dei più attivi e responsabili dell'accelerazione in atto è la Commissione europea attuale) e conseguentemente dai gestori delle reti di telecomunicazioni e dai costruttori delle reti per dispiegare la tecnologia mobile di quinta generazione. Tutto questo viene portato avanti globalmente senza che gli attori coinvolti diano cenno di considerare gli aspetti di salute pubblica. Questo è tanto più grave considerando, da un lato gli aspetti innovativi e sostanzialmente inesplorati di tale variegata e complessa tecnologia, e dall'altro il fatto che più passa il tempo più la scienza indipendente circostanzia gli effetti sanitari esistenti, anche estremamente importanti, delle esposizioni ai campi elettromagnetici, si badi bene derivanti da tecnologie wireless precedenti, già dispiegate e largamente in uso.</div><div><br></div><div><a href="https://www.5gspaceappeal.org/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.5gspaceappeal.org/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink fleft inline-block"><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/5g_appeal_480px.jpg"  width="480" height="134" /></a>Tali eventi hanno fatto sorgere prese di posizione di scienziati indipendenti, che ancora esistono fortunatamente, e anche della gente comune che prende sempre più coscienza del problema inquinamento elettromagnetico, pur non potendo spesso contare su informazioni accurate e complete.</div><div><br></div><div>C'è però anche chi prova a utilizzare il momento favorevole per proporre con più vigore soluzioni, anche nel nostro paese. Tutto questo spesso in un'ottica di marketing ben confezionato e con scarne informazioni concrete a corredo, offerte in un momento di particolare richiesta, originata da chi cerca rapidi e risolutivi rimedi. Negli scorsi mesi ho ricevuto e continuo a ricevere molte domande da parte di persone comuni preoccupate che si interrogano sull'efficacia dei più svariati prodotti venduti come 'soluzioni al problema elettrosmog'. Questo mi ha spinto a scrivere queste poche righe, certamente non esaustive, per dare qualche elemento di orientamento a chi mi chiede. Tra queste 'soluzioni' troviamo sia quelle che sostengono di funzionare in qualche modo non documentato dall'attuale scienza dei libri di testo, sia altre basate su prodotti che hanno proprietà schermanti documentabili secondo la fisica classica. Nel nostro paese in particolare per quanto vedo, questo fenomeno sembra particolarmente accentuato. Perché in particolare nel nostro paese?</div><div><br></div><div>In Italia manca, per varie ragioni anche di natura storica, una classe di tecnici competenti, organizzati e riconosciuti pubblicamente come tali, che sappiano dare consulenza qualificata e indipendente (dai gestori, dai venditori di soluzioni di cui si accennava, etc.) a chi la richiede sui tantissimi aspetti precauzionali delle tematiche di inquinamento elettromagnetico, nell'interesse della gente comune. Le strutture pubbliche presenti sul territorio nazionale (le varie Arpa, ISPRA) svolgono funzioni di verifica alla conformità di legge, obiettivo ben diverso da quello di analizzare i vari complessi fenomeni elettromagnetici presenti in un ambiente circoscritto, come può essere un appartamento o una postazione lavorativa, da un punto di vista esclusivamente precauzionale, e saper dare consigli appropriati. I vari funzionari tecnici incorporati in tali strutture e i tecnici liberi professionisti che si occupano di inquinamento elettromagnetico, nella quasi totalità dei casi non hanno nè le competenze nè gli strumenti per saper riconoscere situazioni di anomalia ambientale di natura elettromagnetica e saper fare delle valutazioni oggettive. In particolare, gli strumenti di misura diffusamente adoperati per fare fronte alle richieste verifiche di conformità alla legge sono in generale largamente inadeguati per scopi diversi e non forniscono informazioni utili su eventuali anomalie presenti e sulla loro gravità, né al loro utilizzatore (il tecnico) nè ai destinatari finali.</div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/1_soluzione_edited.png"  width="320" height="144" />Questa mancanza di tecnici credibili sul territorio, ma ancora di più la mancanza in sè di consapevolezza nella gente comune dell'esistenza della figura professionale accennata è da porre in stretta relazione, a mio personale avviso, con la forte richiesta di 'soluzioni' che riscontro regolarmente. La gente comune, colpevolmente non informata sui reali rischi da chi dovrebbe farlo - le istituzioni pubbliche - &nbsp;crede (o è più spesso indotta a credere da chi ne ha qualche interesse) (1) che il problema sia di facile soluzione, (2) che affrontare il problema non richieda alcuna rinuncia alla tecnologia presente e futura, (3) che esistano prodotti protettivi sul mercato che non richiedono competenze particolari per il loro uso o installazione e in ultimo (4) che queste protezioni siano efficaci a causa di proprietà intrinseche del prodotto, indipendentemente dall'ambiente in cui si usa o si installa. <img class="image-5 fright" src="https://www.cemlab.it/images/2_soluzione_edited.png"  width="320" height="112" /><span class="fs11lh1-5">Tutto questo avviene anche tramite e con la compiacenza di diverse associazioni e gruppi di attivismo presenti in Italia e focalizzati, a loro dire, sul tema dell'elettrosmog che sponsorizzano direttamente o indirettamente venditori di soluzioni, dando loro credibilità, soprattutto agli occhi della gente comune che non dispone di spirito critico o capacità di discernimento o informazioni da altre fonti. Particolarmente deleteri, poi, sono alcuni medici che via via stanno emergendo, spesso autonominatisi esperti in materia, che dispensano consigli su 'soluzioni' esistenti a chi li interpella, senza dare informazioni educative utili nè tantomeno invitare a una seria analisi del proprio ambiente elettromagnetico, inclusivo dell'utilizzo personale di tecnologia.</span></div><div><br></div><div>In altri paesi (non in Italia), si sono da tempo sviluppate competenze di valutazione dell'inquinamento elettromagnetico in scuole che affrontano i temi della Bioarchitettura (<span class="fs11lh1-5"><i>baubiologie </i></span>in tedesco), scuole che pongono l'inquinamento elettromagnetico come fattore primario da tenere in conto nella valutazione di un'abitazione o di un postazione di lavoro, ma anche e soprattutto per le scelte di progetto nelle costruzioni. Lo <a href="https://www.baubiologie.de/downloads/sbm-2015-italian.pdf" target="_blank" class="imCssLink">standard</a> e le <a href="https://www.baubiologie.de/downloads/sbm-2015-guidelines-italian.pdf" target="_blank" class="imCssLink">linee guida</a> SBM redatte da <a href="https://www.baubiologie.de/international/italian/" target="_blank" class="imCssLink">IBN</a>, che tradussi in italiano diversi anni fa, sono un esempio di sintesi dell'approccio di Bioarchitettura utilizzato da tecnici competenti e formati con approccio multidisciplinare all'estero.</div><div><br></div><div>Venendo alle soluzioni offerte dai nostri cari venditori in Italia, quello che consiglio in generale è di usare una sana e robusta diffidenza, specialmente nella generale scarsità di persone credibili a cui affidarsi, e di provare a studiare, per quanto è possibile <span class="fs11lh1-5">autonomamente l'argomento, prima di fare qualunque scelta. </span></div><div><img class="image-4 fright" src="https://www.cemlab.it/images/3_soluzione_edited.png"  width="480" height="117" /><span class="fs11lh1-5">Chi conosce l'inglese o altre lingue parte avvantaggiato perché buona parte delle informazioni di qualità ad oggi esistenti è reperibile in lingue diverse dall'italiano. Nel mio piccolo, ho contribuito a tradurre dall'inglese una <a href="http://www.isde.it/wp-content/uploads/2018/03/EUROPAEM_EMF_2016_Italiano.pdf" target="_blank" class="imCssLink">linea guida</a>, orientata a medici ma leggibile da chiunque, che è resa disponibile gratuitamente sul sito di ISDE e che attualmente sintetizza obiettivamente lo stato della scienza sull'argomento. E' verosimile pensare che sarà aggiornata nel futuro, visto che sia la ricerca che la tecnologia avanzano velocemente.</span></div><div><br></div><div>Riguardo alle 'soluzioni' con principi di funzionamento non sufficientemente chiariti da chi li offre, consiglierei particolare prudenza, a meno che non ci si accontenti di un effetto placebo o che si sia disposti a sperimentare sulla propria pelle, nel bene e nel male. Per quanto riguarda questa classe di dispositivi, condivido la posizione di <a href="https://hbelc.org/" target="_blank" class="imCssLink">IBE</a> (International Institute for Building-Biology &amp; Ecology) disponibile a questo <a href="https://hbelc.org/pdf/standards/SEDs_v1.12.pdf" target="_blank" class="imCssLink">link</a> (chiunque non riesca a comprendere l'inglese mi può contattare per ricevere gratuitamente una mia traduzione), di assoluta prudenza e di evitamento del senso di falsa sicurezza che l'uso di questi dispositivi può implicare.</div><div><br></div><div>Riguardo alle 'soluzioni' riguardanti la schermatura elettromagnetica, vorrei fare osservare che all'estero dai Building Biologists di cui si diceva prima, esse non vengono chiamate soluzioni, bensì al più 'interventi' o 'mitigazioni' e a tale terminologia io stesso mi sono adeguato. L'uso appropriato dei termini è già di per sè molto importante, per non fuorviare la gente comune. Benché possano servire, in determinati contesti a ridurre l'esposizione a determinati campi elettromagnetici, anche nettamente a seconda di come sono realizzate, la valutazione sullo stato espositivo d'origine e sull'opportunità di utilizzo e su come progettare e mettere in opera un intervento è una operazione per nulla banale che richiede necessariamente il coinvolgimento di un tecnico opportunamente formato. Questo consulente deve sapere prima di tutto identificare e valutare le sorgenti di campo elettromagnetico (altra operazione per nulla banale) e avere le competenze teoriche e pratiche per suggerire un piano di mitigazione. Si badi bene che l'intervento suggerito dopo un'accurata analisi, spesso e volentieri, non consiste nell'apposizione di materiali schermanti, e questa figura professionale neutra, se non ha accordi promozionali più o meno manifesti con venditori, lo segnalerà! In pratica, l'uso di materiali schermanti (di cui esiste un'ampia dispersione di prestazioni e di applicazioni) senza una adeguata conoscenza delle sorgenti da cui ci si vorrebbe proteggere e senza una verifica dello stato espositivo sia prima sia dopo la messa in opera può perfino peggiorare la propria esposizione e più comunemente condurre a risultati di mitigazione nulli o del tutto insignificanti, che sarebbero stati sicuramente non accettati dal fruitore, se fosse stata ben compresa la faccenda.</div><div><br></div><div>Per ultimo, vorrei invitare i tecnici che mi leggono che siano interessati in buona fede ad approfondire, a manifestarmi il loro interesse verso metodi e tecniche di misure secondo Building Biology. Pur con l'attuale ritardo nella formazione che affligge il nostro paese, non è detto che la situazione non potrà essere migliorata nel prossimo futuro, anche a beneficio della gente comune.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Feb 2019 07:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali. Wireless?]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><br></div><div><div>E' stata pubblicata la scorsa settimana dal CEI la bozza della "Guida al cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali". La fase di <a href="https://www.ceinorme.it/it/normazione-it/inchieste-pubbliche/progetti-in-inchiesta-pubblica.html" target="_blank" class="imCssLink">inchiesta pubblica</a> è prevista con scadenza 18 Marzo 2018.</div><div><span class="cb1"><br></span></div></div><blockquote><div class="imTACenter"><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/cei.png"  width="195" height="259" /><span class="fs10lh1-5 cb2"><i>Il presente documento è una revisione della Guida CEI 306-2 "Guida &nbsp;al cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici &nbsp;residenziali". Questa Guida si propone di fornire indicazioni per sviluppare al meglio &nbsp;il progetto del sistema di cablaggio sia in edifici nuovi dotati di &nbsp;infrastrutture ottimali sia in edifici esistenti dove e' necessario &nbsp;trovare un compromesso tecnico-economico. &nbsp;La guida si rivolge ai progettisti, agli installatori ed agli &nbsp;utilizzatori finali degli impianti di comunicazione come supporto per le &nbsp;scelte da operare. [..]</i></span></div></blockquote><div><div><br></div><div>La bozza menzionata è attualmente visionabile per intero al pubblico dal seguente <a href="https://www.ceinorme.it/doc/pubenq/C1228.pdf" target="_blank" class="imCssLink">link</a> (fino al 18 Marzo 2018).</div><div><br></div><div>Rispetto alla precedente edizione del 2014, la sezione 6 menziona in dettaglio gli obiettivi e le strategie della Commissione europea (l'attuale governo dell'Unione europea, in scadenza tra pochi mesi) e i più recenti standard wireless, tra cui la tecnologia 5G per la rete di accesso.</div><div><br></div><div>La guida <span class="imUl">italiana</span>, orientata ai progettisti, al pari dell'edizione della guida <a href="https://my.ceinorme.it/index.html#detailsId=0000013374" target="_blank" class="imCssLink">in vigore</a>, non fa nessuna menzione alla questione sicurezza delle tecnologie wireless in ambienti residenziali, anche se dal 2014 a oggi, a onor del vero, sono stati pubblicati tanti nuovi studi, non ultimo <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29530389" target="_blank" class="imCssLink">quello</a> rilasciato dall'italiano, italianissimo Istituto Ramazzini, che dovrebbero imporre quantomeno una menzione informativa in una tale specifica guida, ricordiamolo, rivolta a progettisti. Ad esempio, ma non solo, nella tabella 5: Wi-Fi, punti di forza e punti di attenzione. La sicurezza non è solo la sicurezza dal rischio elettrico di folgorazione, cari membri del CEI.</div><div><br></div><div>Vale giusto la pena ricordare che anche il Ministero della Salute è uno dei <a href="https://www.ceinorme.it/it/soci/soci-di-diritto.html" target="_blank" class="imCssLink">soci di diritto</a> del CEI.</div></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.ceinorme.it/doc/pubenq/C1228.pdf" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/CEI_306-2_480px.png" alt="CEI 306-2" title="CEI 306-2" width="480" height="252" /></a><br></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 16:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Stazioni Radio Base vicino alle scuole e impatto sugli studenti: notizie da due nazioni lontane]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/srb_480.jpg"  width="480" height="360" /></div><div><div>Nel mondo, il numero di telefoni cellulari attivi è di circa 7.52 miliardi (<a href="https://data.worldbank.org/indicator" target="_blank" class="imCssLink">Banca Mondiale, 2018</a>). Questo numero è più alto della popolazione mondiale, dato che in media gli utenti possiedono più di un telefono cellulare a testa. L'utilizzo di telefoni cellulari così esteso richiede una massiccia infrastruttura di stazioni radio base sul territorio, per supportare i servizi offerti agli utenti di telefonia mobile.</div><div>Pochissimi studi nel mondo esaminano gli effetti dell'esposizione cronica (ovvero continuativa) ai campi elettromagnetici emessi da questi impianti. Questi studi in Italia sistematicamente non vengono nè finanziati nè tantomeno effettuati.</div><div>Uno <a href="https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/1557988318816914" target="_blank" class="imCssLink">studio</a> del Prof. Sultan Ayoub Meo, PhD, del Dipartimento di Fisiologia, Medicine College, dell'Università di Riad, in Arabia Saudita, recentemente pubblicato su <span class="fs11lh1-5"><i>American Journal of Men's Health</i></span>, ha studiato l'effetto dell'esposizione cronica a radiazioni elettromagnetiche emesse da impianti di telefonia mobile in due scuole sulle funzioni cognitive degli studenti, trovando risultati leggermente peggiori nel gruppo di studenti della scuola più pesantemente esposta. Di seguito l'abstract dell'articolo, tradotto in italiano:</div><div><br></div></div><blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>"L'utilizzo di telefoni cellulari è aumentato considerevolmente ed è diventato una necessità di base nella vita quotidiana. L'aumento del numero di abbonamenti a utenze cellulari spinge all'aumento di installazioni di stazioni radio base di telefonia mobile (SRB) in zone densamente commerciali e in zone residenziali inclusi gli edifici scolastici. Lo studio ha investigato l'impatto dell'esposizione a radiazioni di campi elettromagnetici a radiofrequenza (CEM-RF) emesse da SRB sulle funzioni cognitive. Duecentodiciassette studenti maschi volontari di età tra i 13 e i 16 anni sono stati arruolati da due diverse scuole medie: 124 studenti dalla Scuola 1 e 93 studenti dalla Scuola 2. Le SRB sono localizzate entro 200 m dagli edifici scolastici. Nella Scuola 1, l'intensità dei CEM-RF era 2.010 uW/cm2 a una frequenza di 925 MHz e nella Scuola 2, l'intensità dei CEM-RF era 10.021 uW/cm2, a una frequenza di 925 MHz. Gli studenti sono stati esposti a CEM-RF per 6 ore al giorno, 5 giorni la settimana per un periodo totale di due anni. E' stato usato uno strumento Narda SRM-3006 per misurare i CEM-RF in entrambe le scuole, e le funzionalità cognitive sono state misurate per mezzo del Cambridge Neuropsychological Test Automated Battery (CANTAB). Sono state identificate una compromissione significativa dell'attività Task Screening (MOT; p= 0.03) e del task Spatial Working Memory (SWM; p = 0.04) nel gruppo di studenti che è stato esposto ai più alti CEM-RF emessi dalle SRB. L'alta esposizione a CEM-RF emessi da SRB è stata associata a ritardate capacità motorie fini e grossolane, ritardata memoria di lavoro spaziale e ritardata attenzione negli studenti più esposti."</i></span></div></div></blockquote><div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/meo_study_900.png"  width="817" height="208" />Le due scuole esaminate presentano intensità di esposizione non molto dissimili, ma al di là dei dettagli contenuti nello studio arabo sopra citato, è importante per me osservare come in stati che vengono ritenuti generalmente meno progrediti e liberi, ad esempio Iran, Arabia Saudita, Turchia, questo tipo di studi vengano effettuati e pubblicati, mentre nelle nazioni della cosiddetta civiltà occidentale no.</div><div><br></div><div>Il rapporto della italiana ISPRA [Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale] pubblicato pochi giorni fa, dal titolo "Strumenti e metodi innovativi per la qualità dell’ambiente urbano", considera anche l'inquinamento elettromagnetico, nella sua <a href="http://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/stato-ambiente/ambiente-urbano/9_Esposisizione_inq_elett_acu.pdf" target="_blank" class="imCssLink">sezione 9 "Esposizione all'inquinamento elettromagnetico ed acustico"</a>. Al suo interno, viene citato il caso di due vicine scuole a Reggio Calabria, dedicando loro due pagine nel box dal titolo "<span class="fs11lh1-5"><i>SRB e scuole nel centro storico della città metropolitana di Reggio Calabria</i></span>". Tale box riporta che "<span class="fs11lh1-5"><i>...dalle misurazioni effettuate risulta che anche in termini di valore massimo misurato del campo elettrico i dati sono tutti al di sotto di 6 V/m e dei 2 V/m (1/3 del valore di attenzione)</i></span>". Ma piuttosto che fermarsi qui, ovvero al dato di misura e alla verifica del rispetto della legge in palese mancanza di altri dati, gli autori proseguono e dichiarano:</div><div>"<span class="fs11lh1-5"><i>Pertanto si ha che le stazioni radio base (SRB) non costituiscono per i “siti sensibili” “attenzionati” un reale problema, in quanto i livelli di campo elettromagnetico rilevati sono bassi.</i></span>". Questa affermazione manca di qualunque fondamento fattuale relativamente a reali problemi sugli studenti, che nel box non vengono analizzati. L'Arabia Saudita appare lontana.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 22:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il 5G e la mancata ricerca sui rischi per la salute, alcuni commenti]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/3gpp_5g_360px.jpg"  width="360" height="236" /></div><div><div>Leggo con interesse l'intervista alla Dott.ssa Fiorella Belpoggi, direttrice del centro "Cesare Maltoni" dell'Istituto "Ramazzini di Bologna, pubblicata nell'<a href="http://www.abruzzoweb.it/contenuti/il-5g-e-la-mancata-ricerca-sui-rischi-per-la-salute-e-da-incoscienti-non-fare-nulla-/675468-5/" target="_blank" class="imCssLink">articolo</a> dal titolo "Il 5G e la mancata ricerca sui rischi per la salute, "E' da incoscienti non fare nulla"', articolo ben scritto.</div><div><br></div><div>In particolare riporto una frase che mi sembra significativa:</div><div>“<span class="fs11lh1-5"><i>Non ci sono evidenze di sicurezza per la salute e per l’ambiente</i></span> – afferma la dottoressa Belpoggi –<span class="fs11lh1-5"><i>Eppure, basterebbero pochi fondi per studiare gli effetti di una tecnologia ormai diffusa su scala</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>mondiale, ma evidentemente non ci sono interessi al riguardo. Le industrie legate al 5G hanno tutte</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>le carte in regola per poter studiare questo fenomeno. E continuano a non fare niente. Perché per i</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>pestidici, come per qualsiasi altra sostanza, è necessario produrre documentazione di sicurezza,</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>mentre per il 5G non occorre?</i></span>”</div><div><br></div><div>Condivido quanto espresso nell'articolo e vorrei aggiungere alcuni miei brevi commenti.</div><div><br></div><div>1) Non solo dalle istituzioni è arrivato il via libera alla sperimentazione di questa nuova tecnologia in alcune città italiane, lista poi estesa ad altre città, quali Torino e Roma, ma nel frattempo è stata <a href="https://www.cemlab.it/blog/index.php?agcom-approva-le-regole-per-l-assegnazione-e-l-utilizzo-delle-nuove-bande-5g" target="_blank" class="imCssLink">indetta</a> e <a href="https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/194-comunicati-stampa/2038666-gara-5g" target="_blank" class="imCssLink">chiusa</a> (lo scorso Ottobre) un'asta pubblica in cui i diritti di concessione di frequenze per il dispiegamento generalizzato sul territorio nazionale sono già stati assegnati, per un periodo temporale esteso fino al 2037, perfino con obblighi di copertura minima del 40% della popolazione entro certe scadenze temporali. Nessuna menzione neanche marginale nei bandi e nei regolamenti alle questioni della sicurezza per la popolazione delle esposizioni conseguenti.</div><div><br></div><div>2) E' già successo con la tecnologia 4G. Nessuno studio scientifico preliminare di laboratorio sull'esposizione cronica alle radiazioni di questa tecnologia è stato effettuato. Quei pochissimi studi di laboratorio effettuati successivamente non danno alcuna garanzia di sicurezza, ma al contrario sollevano importanti e preoccupanti interrogativi (ad esempio <span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29789776" target="_blank" class="imCssLink">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29789776</a></span><span class="fs11lh1-5">).</span></div><div><br></div><div>3) Nessuno pensa di finanziare studi che in maniera sistematica e multidisciplinare analizzino GIA', con approccio statistico, gli effetti sulla salute della popolazione irradiata dalle esposizioni croniche della tecnologia 4G, pienamente operativa da alcuni anni (la copertura della rete LTE di TIM ad esempio è attualmente <a href="https://web.archive.org/web/20181013142745/https://www.telecomitalia.com/tit/it/about-us/business/rete-strategia.html" target="_blank" class="imCssLink">riportata</a> al 98% dela popolazione nazionale). Eppure con gli strumenti di geostatistica che attualmente sono disponibili, da un punto di vista tecnico sarebbe relativamente semplice effettuarli con un alto livello di credibilità scientifica, se ci fosse un minimo di volontà politica. Ma per fare questo, oltre alla volontà politica, le compagnie di telecomunicazioni dovrebbero cooperare e fornire dati di dettaglio sui loro impianti, dati che sistematicamente sono non resi noti. Attualmente per un semplice cittadino e/o per un ente indipendente di ricerca sarebbe impossibile ricuperare i dati storici relativi agli impianti perché alle compagnie di telecomunicazioni è generalmente concesso di rifiutarne l'accesso. </div><div><br></div><div>4) Rimanendo su un piano di evidenze empiriche e anedottiche sugli effetti delle esposizioni croniche causate da tutte le attuali sorgenti sul territorio, incluse le tecnologie 2G, 3G e 4G, in mancanza di ricerca scientifica finanziata in maniera indipendente e organizzata in maniera organica e multidisciplinare come richiamato sopra, le evidenze empiriche sugli effetti sulla salute ci sono GIA', come sanno bene tutti coloro che effettuano in maniera professionale e continuativa rilievi sul territorio. E' per questo che sono nate già da molti anni linee guida oggettive per valutare l'ambiente di vita, in maniera slegata dalle legislazioni nazionali (ad esempio <a href="https://www.baubiologie.de/downloads/sbm-2015-italian.pdf" target="_blank" class="imCssLink">SBM-2015</a>).</div><div><br></div><div>5) Uno degli aspetti più invadenti della nuova tecnologia 5G, il dispiegamento delle small cells (piccole celle), è contestato anche duramente in molte parti del mondo. All'estero gli enti locali, ad esempio in USA, cercano di non perdere la facoltà di decidere dove verranno installati "trasmettitori di debole potenza", proprio perché anche se ritenuti di "debole potenza" hanno la capacità di impattare da vicino sul livello di esposizione dei residenti locali. In Italia invece la recente legislazione (L. 147/2013, <a href="http://airp-asso.it/wp-content/uploads/convegni/2016_agenti_fisici/presentazioni/7%20giugno/0900_Curcuruto.pdf" target="_blank" class="imCssLink">qui</a> un excursus) ha già aperto la strada a una deregolamentazione generalizzata degli impianti "a debole potenza", senza che ci fosse un dibattito pubblico, nessuna resistenza/contestazione e probabilmente neanche una parziale consapevolezza da parte della popolazione. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Dec 2018 07:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Linee Guida per il Rumore Ambientale da OMS. Rumore? Davvero??]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A">L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblica le linee guida per il rumore ambientale.<div><br></div><div>Ne dà notizia un <a href="http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2018/144-18/loms-presenta-le-nuove-linee-guida-sul-rumore" target="_blank" class="imCssLink">aggiornamento</a> pubblicato recentemente da ARPA Toscana.</div><div><br></div><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/Noise_Guidelines_350.png"  width="360" height="469" />L'abstract della <a href="http://www.euro.who.int/en/publications/abstracts/environmental-noise-guidelines-for-the-european-region-2018" target="_blank" class="imCssLink">pubblicazione</a> recita:</div><blockquote><div><div><i class="fs10lh1-5">Il rumore è un importante questione di salute pubblica. Ha impatti negativi sulla salute umana e sul benessere ed è una preoccupazione crescente. L'Ufficio Regionale Europeo ha sviluppato queste linee guida, sulla base della crescente comprensione di questi impatti sulla salute dell'esposizione a rumore ambientale. Lo scopo principale di queste linee guida è di fornire raccomandazioni per proteggere la salute umana dall'esposizione a rumore ambientale originato da varie fonti: trasporti (stradale, ferroviario, aereo), turbine eoliche e attività ludiche. Esse forniscono robusti consigli di salute pubblica basati sull'evidenza, che è essenziale per guidare le azioni politiche che proteggano le comunità dagli effetti negativi del rumore. Le linee guida sono pubblicate dall'Ufficio Regionale Europeo dell'OMS. In termini di loro implicazioni per la salute, i livelli di esposizione raccomandati possono essere considerati applicabili ad altre regioni e adatte a una audience globale.</i></div></div></blockquote><div><br></div><div>La pubblicazione ha tra i suoi riferimenti un'altra <a href="http://www.euro.who.int/en/health-topics/environment-and-health/noise/publications/2018/biological-mechanisms-related-to-cardiovascular-and-metabolic-effects-by-environmental-noise" target="_blank" class="imCssLink">pubblicazione</a>, intitolata <span class="fs11lh1-5"><i>Meccanismi biologici collegati a effetti cardiovascolari e metabolici del rumore ambientale</i></span>. L'abstract è riportato di seguito:</div><blockquote><div><div><i class="fs10lh1-5">Le linee Guida dell'OMS sul rumore ambientale per la Regione Europea si focalizzano su svariati effetti sulla salute extra-uditivi, inclusi i disturbi del sonno, il fastidio, le malattie cardiovascolari e metaboliche, effetti negativi sulle nascite, indebolimento cognitivo, della salute mentale e del benessere. Questo documento tratta principalmente i meccanismi biologici collegati agli effetti cardiovascolari e metabolici del rumore ambientale. In particolare, si focalizza sui percorsi eziologici collegati ai meccanismi di stress e sul ruolo della modifica dell'effetto da fattori percettivi e psicologici.</i></div></div></blockquote><div><div class="fs11lh1-5"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><span class="fs12lh1-5">Tutto questo mentre l'OMS continua a ignorare gli appelli rivolti da medici e scienziati da tutto il mondo, appelli che fanno riferimento all'inquinamento elettromagnetico crescente, che chiedono un incremento dei finanziamenti di studi indipendenti sulle esposizioni ambientali, che soprattutto chiedono una regolamentazione più cautelativa dell'esposizione derivante dalle sorgenti di campi elettromagnetici artificiali. L'ultimo appello, in ordine cronologico è <a href="https://www.emfcall.org/" target="_blank" class="imCssLink">EMF Call</a> (in <a href="https://www.emfcall.org/wp-content/uploads/2018/10/EMF-Call-30-October-2018-Italy.pdf" target="_blank" class="imCssLink">italiano</a>), pubblicato pochi giorni fa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="imUl">Da un punto di vista fisico</span>, la trasmissione aerea del rumore avviene tramite fenomeni ondulatori meccanici in un mezzo elastico - l'aria a pressione atmosferica (101325 Pa). E' appena il caso di ricordare che <span class="imUl">la propagazione aerea del rumore, anche nel caso di sorgenti ad alta potenza sonora, non produce mai effetti termici sulle persone esposte</span>, a causa dei valori di energia nell'unità di tempo e nell'unità di superficie trasportata dalle onde sonore e depositata sul ricettore umano. <span class="imUl">Le densità di potenza sonore incidenti (misurabili in uW/m2) sono molto più modeste di quelle che riguardano i campi elettromagnetici tecnici in radiofrequenza ambientali</span>. Ad esempio la densità di potenza sonora ambientale (=lontano dalle sorgenti) incidente in un ambiente urbano mediamente rumoroso (L=60 dB) è di appena 1 uW/m2, mentre le densità di potenza elettromagnetica ambientale (=lontano dalle sorgenti) di segnali tecnici in radiofrequenza di telefonia mobile in ambito urbano può andare oggi tipicamente da 10 a 1000 uW/m2 e anche ben oltre. Banalmente, per rendere l'idea, si può anche confrontare la potenza (energia nell'unità di tempo) emessa tramite le onde sonore da un martello pneumatico e tramite le onde elettromagnetiche da un settore di telefonia mobile: <span class="imUl">il rapporto numerico tra queste due tipologie potenze propagate nell'ambiente è all'incirca dell'ordine di 1 a 100</span>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">E allora perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità non si preoccupa anche degli effetti dei campi elettromagnetici tecnici ambientali come fa per il rumore ambientale?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><hr>Le Raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sul Rumore Ambientale, in sintesi</div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/Noise-tempo-libero1.jpg"  width="480" height="349" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.cemlab.it/images/Noise-traffico-e-ferrovie1.jpg"  width="480" height="614" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.cemlab.it/images/Noise-aerei-e-eolico1.jpg"  width="480" height="612" /><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><blockquote><div><br></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 00:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ICNIRP e sicurezza delle esposizioni a radiofrequenza - Ma ICNIRP è un ente affidabile?]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Comunicazione"><![CDATA[Comunicazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/icnirp_360.png"  width="360" height="186" /><span class="fs11lh1-5">ICNIRP - International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (Commissione Internazionale per la Protezione da Radiazioni Non-Ionizzanti)</span> è in procinto di finalizzare le sue nuove linee guida sulla sicurezza delle esposizioni a campi elettromagnetici a radiofrequenza.</div><div><br></div><div>Fondamentalmente, relativamente alle raccomandazioni per la sicurezza, continuano a essere minimizzati o ignorati tutti gli effetti sulla salute che avvengono a intensità tali da non provocare un rialzo termico significativo. Non vengono dunque presi sul serio tutti gli studi scientifici che, anche negli ultimi anni, hanno trovato effetti biologici negativi a livelli non termici.</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma ICNIRP è un ente affidabile?</span></div><div><br></div><div>Pubblico di seguito la traduzione di un contenuto del blog del Professor Dariusz <span class="fs11lh1-5">Leszczynski, dal titolo "</span><span class="fs11lh1-5"><i><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/08/is-icnirp-reliable-enough-to-dictate-meaning-of-science-to-the-governmental-risk-regulators/" target="_blank" class="imCssLink">Is ICNIRP reliable enough to dictate meaning of science to the governmental risk regulators</a></i></span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/08/is-icnirp-reliable-enough-to-dictate-meaning-of-science-to-the-governmental-risk-regulators/" target="_blank" class="imCssLink">?</a>" perché il lettore possa farsi, leggendolo, una propria idea.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div>Il Professore Dariusz Leszczynski sul suo blog affronta il tema dell'autoreferenzialità dell'organizzazione attualmente presa come riferimento dall'Unione Europea per valutare la conoscenza scientifica relativa agli effetti delle radiazioni ionizzanti sugli esseri viventi.</div><div><br></div><div>Il Professor Leszczynski è uno dei massimi esperti a livello internazionale sul tema degli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche, vanta un brillante ed estremamente ricco <a href="https://fi.linkedin.com/in/dariusz-leszczynski-16465611" target="_blank" class="imCssLink">profilo</a> come scienziato, è autore di una lunga <a href="https://betweenrockandhardplace.files.wordpress.com/2015/10/leszczynski-curriculum-vitae-and-publications-2017.pdf" target="_blank" class="imCssLink">lista</a> di pubblicazioni scientifiche, ed editore di riviste scientifiche (Radiation and Health, Frontiers in Public Health, Bioelectromagnetics, etc.). E' stato uno degli esperti invitati del gruppo di lavoro dello <a href="http://www.iarc.fr/" target="_blank" class="imCssLink">IARC</a> (International Agency for Research on Cancer) che ha prodotto la <a href="https://monographs.iarc.fr/iarc-monographs-on-the-evaluation-of-carcinogenic-risks-to-humans-14/" target="_blank" class="imCssLink">Monografia 102</a> sulle Radiazioni non ionizzanti a radiofrequenza e la loro classificazione nel gruppo 2B (potenzialmente cancerogene).</div><div><br></div><div><br></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5">=========================================</span></div><div><br></div><div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">E' ICNIRP sufficientemente affidabile per dettare la conoscenza scientifica alle autorità governative per la regolamentazione &nbsp;del rischio?</b></div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Dal <a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/08/is-icnirp-reliable-enough-to-dictate-meaning-of-science-to-the-governmental-risk-regulators/" target="_blank" class="imCssLink">blog</a> del Professor Dariusz Leszczynski, 8 Aprile 2016</i></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>Questo post è una continuazione dei miei post pubblicati il 4 e 5 Aprile.</div><div>Nei miei ultimi due post sul blog ‘<a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/04/icnirp-did-it-again/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/04/icnirp-did-it-again/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">ICNIRP did it again…</a>’ e ‘<a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/05/mike-repacholi-responds-to-icnirp-did-it-again/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/05/mike-repacholi-responds-to-icnirp-did-it-again/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Mike Repacholi responds to ICNIRP did it again…</a>’, ho presentato diversi motivi per cui l'attuale modus operandi dell'ICNIRP è incline a fornire una valutazione inaffidabile e distorta dell'evidenza scientifica sulla materia 'campi elettromagnetici e salute'.</div><div>Sono stato fortemente osteggiato da Mike Repacholi, Presidente Emerito dell'ICNIRP, lo scienziato responsabile per la "nascita" di questa organizzazione.</div><div><br></div><div>A mio parere i principali problemi di ICNIRP sono:</div><div>•	si tratta di un "club privato" in cui i membri eleggono i nuovi membri, senza necessità di giustificare la selezione;</div><div>•	mancanza di responsabilità di fronte a qualcuno</div><div>•	mancanza di trasparenza delle loro attività</div><div>•	completa mancanza di supervisione delle loro attività</div><div>•	valutazione della scienza distorta a causa della somiglianza dei pareri di tutti i membri della Commissione Principale e di tutti gli altri scienziati scelti come consulenti della Commissione Principale</div><div><br></div><div>Ho suggerito che la somiglianza dei pareri scientifici espressi dalla Commissione Principale porterà alla valutazione distorta della scienza e ho scritto: "<span class="fs11lh1-5"><i>...Ogni esperto ha un'opinione. Con questa opinione viene a lavorare nel comitato degli esperti. Questo vale anche per i membri di ICNIRP. Spero che lei non stia suggerendo che solo gli scienziati della Commissione Principale di ICNIRP siano capaci di lasciarsi dietro le loro opinioni e valutare la scienza solo per la sua fondatezza. Comunque, vi è differenza tra un comitato dove gli scienziati al lavoro hanno opinioni diverse e un comitato dove gli scienziati al lavoro hanno opinioni molto simili. Gli scienziati sono esseri umani e si comportano come gli esseri umani, con tutto il loro fardello di sentimenti e opinioni pre-esistenti. E' cosa certa che l' "oblio" assoluto delle opinioni pre-esistenti non è possibile. Di conseguenza, gli scienziati con opinioni orientate a "nessun effetto" accetteranno più facilmente gli studi che evidenziano "nessun effetto" ed esamineranno più da vicino le carenze negli studi con "effetti esistenti". E lo stesso accadrà con gli scienziati che hanno opinioni orientate a "effetti esistenti". Essi accetteranno più facilmente studi che mostrano "effetti esistenti" ed esamineranno più attentamente le carenze degli studi che mostrano "nessun effetto". Questo è il problema. Se tutti i membri della Commissione Principale hanno le stesse opinioni, il dibattito scientifico sarà limitato e probabilmente distorto..</i></span>"</div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Ciò che è strano e inquietante è che gli Stati Europei seguono docilmente qualunque consiglio essi ricevano da ICNIRP, fidandosi ciecamente di un gruppo di esperti auto-nominati presso l'ICNIRP, senza valutare criticamente che tipo di ONG è, quali sono i suoi interessi e Conflitti di Interesse e qual'è la sua responsabilità.</b></span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Questo è un modo molto strano di gestire la valutazione dei rischi da parte dei navigati burocrati e politici dell'Unione Europea.</b></span></div><div><br></div><div>Sembra che io non sia l'unico ad avere tali opinioni. In questo blog vi presento uno studio scientifico peer-reviewed su ICNIRP e le sue attività. La prossima volta vi presenterò un altro studio peer-reviewed, che confronta ICNIRP e IPCC [<span class="fs11lh1-5"><i>Intergovernamental Panel on Climate Change</i></span>, ndr].</div><div><br></div><div class="imTACenter">***********</div><div><br></div><div>Recentemente, mi sono imbattuto in un interessante studio "<a href="http://www.uv.es/gadopas/2013.Not.Entirely.Reliable.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Non Interamente Affidabile: Organizzazioni Scientifiche Private e Regolamentazione del Rischio - Il Caso dei Campi Elettromagnetici</a>" scritto da Gabriel Pascual Doménech e pubblicato nel 2013 nella rivista European Journal of Risk Regulation.</div><div><br></div><div>La lettura di questo articolo è paragonabile a un riassunto delle mie opinioni presentate nei due ultimi post ‘<a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/04/icnirp-did-it-again/" target="_blank" class="imCssLink">ICNIRP did it again…</a>’ and ‘<a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2016/04/05/mike-repacholi-responds-to-icnirp-did-it-again/" target="_blank" class="imCssLink">Mike Repacholi responds to ICNIRP did it again…</a>’.</div><div><br></div><div>Di seguito riporto una serie di citazioni da questo articolo. In alcune di esse ho inserito enfasi usando il carattere grassetto. Consiglio vivamente a tutti di leggere il manoscritto originale. Ne vale la pena...</div><div><br></div></div><blockquote><div><div>"<span class="fs11lh1-5"><i>...<b>organizzazioni scientifiche private, come la ICNIRP</b>, sono in una posizione peggiore di governi democratici quando si tratta di adeguare alcuni regolamenti sul rischio al progresso scientifico, <b>non essendo tali organizzazioni sufficientemente affidabili a tal proposito...</b></i></span>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Rischio di parzialità</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div>"<span class="fs11lh1-5"><i>...<b>I membri di organizzazioni scientifiche private, al contrario, non sono di solito eletti tramite un suffraggio universale, libero ed eguale</b>. Quelli di <b>ICNIRP, ad esempio, sono cooptati</b>. In questo modo scompare il meccanismo che garantisce in una certa misura che le loro valutazioni e raccomandazioni tendano a soddisfare le esigenze di almeno la maggioranza dei cittadini. In assenza di tale garanzia, <b>aumenta la probabilità che i loro propri interessi entrino in conflitto con quelli della maggioranza degli elettori</b>.</i></span></div></div></blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div></div><blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Si può dunque supporre che i migliori esperti in alcuni rischi tecnologici - per esempio ingegneria genetica o nanotecnologia - ai quali possono derivare sostanziosi ricavi e prestigio attraverso queste competenze, non hanno i giusti incentivi, da un punto di vista sociale, per valutare oggettivamente i rischi e i benefici sia di queste tecnologie che delle loro alternative. E' nel loro personale interesse fornire opinioni che sottolineano i pro e sottostimano o addirittura nascondono i contro.</i></span></div></div><div><div><i><span class="fs11lh1-5">Ci si può anche attendere che gli scienziati che ottengono </span><span class="fs11lh1-5"><b>benefici</b> monetari o </span><span class="fs11lh1-5"><b>di reputazione</b> da parte di alcuni gruppi di interesse tendano a fornire pareri e raccomandazioni sbilanciate a favore di questi gruppi. E ci sono molti modi con cui tali gruppi possono direttamente o indirettamente fornire incentivi agli esperti: programmi di finanziamento delle ricerche, reclutamenti per la redazione di pareri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amicus_curiae" target="_blank" class="imCssLink">amicus curiae</a> o di partecipare al dibattito pubblico, etc. E </span><span class="fs11lh1-5"><b>gli esperti più rinomati sono solitamente in grado di restituire i favori esercitando influenza sui legislatori, giudici e il pubblico in diversi modi</b></span><span class="fs11lh1-5">: non solo partecipando alle attività di organizzazioni come la ICNIRP, ma anche pubblicando articoli scientifici, scrivendo report destinati per l'impiego in contesti normativi, scrivendo note amicus curiae, in qualità di testimoni esperti, fornendo sostegno alle parti coinvolte in controversie legali, pubblicando panoramiche a fini divulgativi del dibattito, etc....</span></i>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Mancanza di responsabilità e trasparenza</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div>"<i><span class="fs11lh1-5">...</span><span class="fs11lh1-5"><b>organizzazioni scientifiche private come la ICNIRP</b>, al contrario, non devono riferire a nessuno. Esse possono motivare le loro decisioni, ma non hanno bisogno di farlo. Di solito pubblicano alcuni documenti ma non è obbligatorio per loro farlo. Essi rivelano solo le informazioni che vogliono rivelare. Inoltre, i loro processi decisionali non sono trasparenti come quelli delle organizzazioni democratiche. </span><span class="fs11lh1-5"><b>Questa mancanza di responsabilità e trasparenza aumenta il rischio di compiere decisioni sbagliate</b></span><span class="fs11lh1-5">...</span></i>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Mancanza di pluralità</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5"><i> "...<b>La pluralità di punti di vista è molto importante per ottenere e valutare correttamente le informazioni che costituiranno la base per prendere decisioni che comportano dei rischi</b>, come è nella fissazione di limiti di massima esposizione permessa a campi elettromagnetici. La diversità dei punti di vista è una conditio sine qua non del dialogo e della critica, che sono necessari al fine di rilevare molti errori, incongruenze e pregiudizi. Questi ultimi, come osserva Feyerabend, &lt;&lt;sono evidenziati da un confronto, non da un'analisi&gt;&gt;. &lt;&lt; Di solito, non ne siamo nemmeno a conoscenza e ne riconosciamo gli effetti solo quando incontriamo un punto di vista completamente diverso&gt;&gt;.</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Il fatto che persone con differenti punti di vista e posizioni disparate o perfino fortemente contraddittorie prendano parte a una deliberazione facilita lo scambio di idee, la trasparenza, una migliore conoscenza di tutte le alternative considerate e le loro motivazioni, le critiche, la formulazione di nuove alternative e l'impegno argomentativo. Inoltre, l'eterogeneità di attori tende a neutralizzare le loro possibili distorsioni e la mancanza di imparzialità. &lt;&lt;Il processo decisionale collettivo è più probabile che amplifichi il pregiudizio quando quest'ultimo è omogeneo tra i partecipanti. Dei pregiudizi disomogenei creano la possibilità per la correzione del pregiudizio attraverso un conflitto costruttivo".</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><b>L'omogeneità dei partecipanti nella discussione riduce la quantità e la qualità delle informazioni su cui deve basarsi il giudizio</b>, e tende a soffocare il dialogo critico, per rinforzare i punti di vista comuni e i pregiudizi, e per produrre risultati estremi, polarizzati nella direzione di tali punti di vista e pregiudizi.</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><b>Le organizzazioni scientifiche private sono spesso notevolmente omogenee. Questo è chiaramente il caso dell'ICNIRP</b>. Tutti i suoi membri hanno una formazione simile. Per tutti loro, il profilo rientra in quello di scienziati professionisti che lavorano per le università, i centri di ricerca pubblici o agenzie amministrative. <b>I punti di vista alternativi o critici sono assenti</b>, come ad esempio quelli delle imprese che producono appunto i controversi campi elettromagnetici e, soprattutto, quelli delle persone esposte ad essi, la cui capacità d'influenzare direttamente o indirettamente gli attuali membri dell'ICNIRP è solitamente molto limitata.</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Questa <b>mancanza di pluralità</b> non è per niente fortuita, ma <b>causata dal sistema utilizzato per eleggere i membri dell'ICNIRP</b>. Come tutti sanno, la cooptazione tende a produrre gruppi omogenei, conservatori, immobili e non sufficientemente innovativi.</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i><br></i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>Questo è <b>in netto contrasto con i principi di base attuali del diritto dell'Unione Europea</b>. Come indicato nella Comunicazione della Commissione sulla raccolta e l'utilizzo delle competenze, il pluralismo è un fattore determinante per la qualità della consultazione scientifica. Pertanto, "<b>ovunque è possibile, dovrebbe essere messa insieme una diversità di punti di vista</b>..."</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i>...</i></span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><i> "..Per quanto possibile, <b>dovrebbero essere ricercate nuove idee e intuizioni</b> includendo individui al di fuori del cerchio abituale dei contatti del dipartimento...</i></span>"</div></div></blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Distorsioni cognitive</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div>"<i><span class="fs11lh1-5">...E' ben noto che le persone di solito sono affette da </span><span class="fs11lh1-5"><b>pregiudizio cognitivo</b>, che può distorcere la loro percezione e indurle </span><span class="fs11lh1-5"><b>in modo sistematico a fare certi errori nel valutare i rischi</b></span><span class="fs11lh1-5">. E alcune di tali distorsioni possono costituire, in misura maggiore o minore, un impedimento per i governi e per gli esperti per allineare le regolamentazioni sul rischio al progresso scientifico e tecnologico...</span></i>"</div></div><div><div><br></div></div><div><div>"<i><span class="fs11lh1-5">...Gli scienziati non sono immuni dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_di_conferma" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_di_conferma', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">bias di conferma</a>. Si potrebbe sostenere che sono meglio addestrati e più portati a mettere in dubbio le loro congetture che le persone comuni. Ma va sottolineato che l'atteggiamento critico dei primi, che è stato così importante per il progresso del genere umano, è difficilmente usato contro le proprie opinioni, ma solitamente verso quelle delle altre persone. </span><span class="fs11lh1-5"><b>Gli scienziati raramente fanno critiche alle loro proprie teorie o provano a ricercare informazioni per dimostrare quanto sbagliate esse siano. Le loro critiche sono normalmente dirette contro le idee di altri scienziati</b></span><span class="fs11lh1-5">. E' più probabile che ricerchino prove che possano confermare le loro proprie teorie piuttosto che smentirle...</span></i>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Eccessiva sicurezza</b></span></div></div><blockquote><div><div><span class="fs11lh1-5">"</span><i><span class="fs11lh1-5">...Questo termine descrive</span><span class="fs11lh1-5"><b> l'inclinazione degli individui a sovrastimare le proprie perfomance</b> (sovrastima), a </span><span class="fs11lh1-5"><b>credere erroneamente che tali performance siano migliori che quelle di altri</b> (sovracollocazione) e di </span><span class="fs11lh1-5"><b>avere troppa fiducia nella veridicità o accuratezza dei loro giudizi</b></span><span class="fs11lh1-5"> (sovraprecisione). Per così dire, essi sono troppo ottimisti...</span></i><span class="fs11lh1-5">"</span></div></div><div><div>...</div></div><div><div>"<i><span class="fs11lh1-5">...Le conseguenze dell'eccesso di fiducia non vanno sottovalutate. </span><span class="fs11lh1-5"><b>L'eccesso di fiducia potrebbe portare i decision makers a prendersi rischi eccessivi e di fallire nella raccolta di ulteriori informazioni al fine di ridurre l'incertezza</b></span><span class="fs11lh1-5"> e prendere migliori decisioni...</span></i>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Elasticità delle teorie scientifiche ed elasticità delle norme</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div>"<i><span class="fs11lh1-5">...La procedura che l'ICNIRP segue per produrre documenti da pubblicare illustra bene questo bias conservativo, caratteristico degli scienziati. Ricordiamoci che tali decisioni devono essere adottate per consenso unanime e, se quest'ultimo non può essere raggiunto, da una maggioranza di tre quarti dei membri. </span><span class="fs11lh1-5"><b>Questa regola ovviamente favorisce il mantenimento dello status quo, poichè una minoranza pari a un quarto dei mebri ICNIRP può bloccare qualsiasi cambiamento nelle dichiarazioni e nelle raccomandazioni prodotte da questa organizzazione</b></span><span class="fs11lh1-5">...</span></i>"</div></div></blockquote><div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5 cf1">Conclusione</b> (estratti)</div></div><blockquote><div><div>"...Ci sono <span class="fs11lh1-5"><b>molte buone ragioni per i governi di non seguire acriticamente le raccomandazioni formulate dalle organizzazioni scientifiche private come la ICNIRP</b></span> al fine di regolamentare alcuni rischi, in particolare i rischi che coinvolgono terze parti ..."</div></div><div><div>...</div></div><div><div>"...<span class="fs11lh1-5"><b>Anche se le nuove evidenze empiriche in contrasto con una teoria scientifica ufficiale potrebbero non costituire una ragione sufficiente per abbandonare tale teoria a livello puramente scientifico, si può giustificare un cambiamento delle norme giuridiche basate su quella teoria</b></span>..."</div></div></blockquote><div><div><br></div><div class="imTACenter">*********** </div><div><br></div><div>Nel contesto delle citazioni di cui sopra e i miei due post del 4 e 5 Aprile, è bene tenere a mente la più ampia tematica. I criteri di Salute Ambientale sono attualmente in corso di preparazione da parte del Progetto OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) sui CEM, il <a href="https://betweenrockandhardplace.wordpress.com/2014/12/05/epidemiology-icnirp-hijacked-who-emf-project/" target="_blank" class="imCssLink">Progetto sui CEM che è ha subito un cambio di direzione dalla ICNIRP</a> ...</div></div><div class="imTACenter"><br></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5">=========================================</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 14:06:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?icnirp-e-sicurezza-delle-esposizioni-a-radiofrequenza</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Recensione di "Manuale di autodifesa per elettrosensibili" di Maurizio Martucci]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Comunicazione"><![CDATA[Comunicazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/Manuale-di-Autodifesa-per-Elettrosensibili.jpg"  width="200" height="280" />Riassunto: Il libro, pubblicato nel Luglio 2018 da Terra Nuova Edizioni, è molto utile per fornire informazioni generali sulla problematica dell'elettrosensibilità, tramite un collage di citazioni ben ricercato e dettagliato provenienti da molteplici fonti e tramite una interessante raccolta di testimonianze &nbsp;di casi reali, coinvolti - molti in modo anche estremamente grave - in prima persona dalla sindrome &nbsp;di elettrosensibilità. Tuttavia, appare carente di rigore scientifico, mischiando assieme &nbsp;l'enorme questione della contaminazione elettromagnetica artificiale su scala planetaria dei nostri giorni con temi completamente differenti e altamente controversi sul piano scientifico come le geopatie e le onde scalari, senza peraltro elaborare e supportare &nbsp;con riferimenti autorevoli nessuno di tali concetti. Questa scelta dell'autore non aiuta a dare credibilità al testo, specie agli occhi di chi intende procedere prudentemente su basi di scienza. Testo che purtroppo contiene anche non poche imprecisioni su temi tecnici concreti, quasi sempre solo appena accennati, mentre al contempo si forniscono elenchi di prodotti e "professionisti" senza dare al lettore una convincente giustificazione per la loro presenza in tali elenchi. Un'opportunità perduta di trattare con equilibrio e rigore un tema su cui ci sarebbe molto da scrivere, ma soprattutto l'occasione mancata di spiegare a tutti i lettori i fondamenti concettuali necessari per evitare le esposizioni ai campi elettromagnetici e per affrontare da un punto di vista pratico e concreto le problematiche strettamente legate a tali esposizioni, che a ben vedere poteva essere proprio l'obiettivo di un titolo così ambizioso. </div><div>Per la recensione completa, consultare la sezione <a href="https://www.cemlab.it/download.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.cemlab.it/download.html', null, false)">Download</a>.</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Sep 2018 10:39:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?recensione-di-manuale-di-difesa-per-elettrosensibili</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Avviati Forum di discussione]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Comunicazione"><![CDATA[Comunicazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div>Ho recentemente deciso di creare uno spazio di discussione aperto sul website cemlab.it che permetta di commentare, scambiare informazioni e inviare aggiornamenti riguardanti il tema dell'inquinamento elettromagnetico. Questo, tra le altre cose, dovrebbe consentirmi di rendere pubblici e quindi fruibili a più persone (e si spera di qualche utilità) i consigli generali che spesso mi sento di dare quando vengo contattato durante la mia attività professionale. E di dare uno spazio alla circolazione delle informazioni verificate, che rimanga ben distinto da quello dei cosiddetti "social", i quali &nbsp;a dispetto di questa etichetta, ironicamente portano molti a comportamenti fortemente antisociali, implicano gravi e non risolte questioni di violazione di privacy e soprattutto conducono a una insidiosa e pesantissima dipendenza da tali canali, sempre più spesso raggiunti in prevalenza tramite le onde elettromagnetiche emesse e ricevute dagli smartphone, ovvero le sorgenti di campo elettromagnetico più frequentamente utilizzate e sottovalutate dalla gente comune, tutti i giorni.</div><div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/forum_cemlab_campi_elettromagnetici_360.png"  width="360" height="287" />I forum, benché monitorati, non sono strettamente controllati. La responsabilità dei contenuti è totalmente a carico dei singoli autori dei post inseriti. Ci sono delle regole di partecipazione, che potrebbero condurre a richiami e all'esclusione dalla partecipazione nel caso di loro violazione, da parte dei moderatori. Tra queste, il divieto di utilizzarli come canale pubblicitario per prodotti di qualche natura. </div><div><br></div><div>La partecipazione ai forum non è consigliata a chi è convinto o è alla ricerca di una semplice soluzione alle varie problematiche poste dall'elettrosmog, una soluzione magica, magari acquistabile a basso o ad alto prezzo, che gli risolva una volta e per sempre il problema, possibilmente senza incidere sul suo stile di vita e senza costringerlo a porsi domande di sorta e a informarsi. Anzi, in tal caso, raccomando proprio di non iscriversi ai nuovi forum, per un reciproco risparmio di tempo.</div><div><br></div><div>I forum sono ad accesso libero in lettura, eccetto alcuni riservati ai clienti conosciuti direttamente o ad altri soggetti specifici. Per partecipare attivamente, è necessario procedere all'iscrizione - gratuita - e registrarsi online, il che consente anche di effettuare le sottoscrizioni per ricevere le notifiche, sia dai forum, sia su specifici argomenti ivi contenuti tramite il pannello di controllo, oppure tramite e-mail.</div><div><br></div><div>E' un esperimento di comunicazione che voglio tentare, da tecnico che ha dedicato tanti anni di lavoro nel settore delle telecomunicazioni e che crede tuttora nel ruolo della comunicazione. Mi auguro possa riscontrare sincero interesse e partecipazione.</div><div><br></div><div><b class="fs11lh1-5"><i>Aggiornamento Gennaio 2020: Il forum è stato chiuso.</i></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 18:09:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?forum-di-discussione</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[AGCOM approva le regole per l'assegnazione e l'utilizzo delle nuove bande per tecnologia 5G]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><span class="fs11lh1-5">"</span><span class="fs11lh1-5"><i>Al momento, l’Italia risulta essere il primo Paese in Europa chiamato a definire procedure di assegnazione di tutte le bande “pioniere” congiuntamente, con l’obiettivo di favorire una tempestiva transizione verso i sistemi 5G, in linea con quanto sopra descritto in merito agli obiettivi dell’Action plan della Commissione e alle più recenti indicazioni in ambito comunitario.</i></span><span class="fs11lh1-5">". Così recita il punto 39 della delibera recentemente approvata da AGCOM (</span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=10721193&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=10721193&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">[2]</a></span><span class="fs11lh1-5">). Tale delibera detta le regole per l'assegnazione e l'utilizzo delle radiofrequenze nelle bande a </span><span class="fs11lh1-5"><b>700 MHz</b></span><span class="fs11lh1-5">, </span><span class="fs11lh1-5"><b>3700 MHz</b></span><span class="fs11lh1-5"> e </span><span class="fs11lh1-5"><b>26 GHz</b></span><span class="fs11lh1-5">. La gara per la loro assegnazione avverrà a breve e si concluderà </span><span class="fs11lh1-5"><b>entro Settembre</b></span><span class="fs11lh1-5"> di quest'anno. </span></div><div><br></div><div><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/5G_360.jpg"  width="360" height="270" />Al punto 106 si legge: "<span class="fs11lh1-5"><i>La banda 700 MHz, in ragione delle caratteristiche di propagazione delle frequenze, è particolarmente idonea ai fini della copertura radiomobile, anche di tipo indoor.</i></span>". Tradotto in parole più semplici e comprensibili, vuol dire che le emissioni radio in tale banda hanno la particolarità di attraversare gli involucri in muratura delle case con minima attenuazione (anche ben inferiore a 6 dB come stipulato da un recente provvedimento governativo per le frequenze superiori a 400 MHz). Sarà questa l'assegnazione della banda in frequenza che potrà avere mediamente <span class="fs11lh1-5">il maggior impatto sull'esposizione cronica</span> a campi elettromagnetici in radiofrequenza provenienti da sorgenti esterne, all'interno delle abitazioni in ambito residenziale (30 MegaHertz per la trasmissione downlink da assegnare più altri 20 MHz supplementari per la trasmissione downlink). In maniera analoga a quanto già avvenuto da alcuni anni a questa parte con l'assegnazione e l'utilizzo attuale delle frequenze in banda 800 MHz per LTE (30 MegaHertz attualmente assegnati per la trasmissione downlink). Tali frequenze in banda 700 MHz sono attualmente occupate da canali televisivi digitali per il servizio broadcasting e il cambio d'uso è previsto che avvenga entro il prossimo 1 Luglio 2022.</div></div><div><br></div><div>Prevista l'assegnazione di due lotti da 80 MHz e due da 20 MHz nella banda 3.6-3.8 GHz, utilizzabili in modalità TDD (Time Division Multiplexing) e fruibili da parte degli assegnatari a partire dal 1 Dicembre 2018 (punti 1, 151 e 162 della delibera)</div><div><br></div><div>Le frequenze nella banda più alta, quello delle onde millimetriche, da 26.5 a 27.5 GHz, sono assegnati in cinque lotti da 200 MHz ciascuno in modalità TDD (Time Division Duplexing), con un utilizzo dinamico delle bande non utilizzate da altri operatori (punti 165 e 180 della delibera).</div><div><br></div><div>Impressionante poi la durata temporale di assegnazione delle nuove licenze d'uso, previste fino al 31 Dicembre 2037 (menzionato al punto 198 della delibera).</div><div><br></div><div>Le note di cui sopra, senza alcuna pretesa di esaustività, si limitano a menzionare pochi punti salienti di mio interesse.</div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div><a href="https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=10721297&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document" target="_blank" class="imCssLink">[1]</a> Comunicato stampa AGCOM del 23 Maggio 2018</div><div><a href="https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=10721193&_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document" target="_blank" class="imCssLink">[2]</a> Delibera AGCOM 231/18 "Procedure per l'assegnazione e regole per l'utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 MHz per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G, ai sensi della legge 27 Dicembre 2017, n° 205."</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 19:48:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?agcom-approva-le-regole-per-l-assegnazione-e-l-utilizzo-delle-nuove-bande-5g</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pubblicata la versione aggiornata del testo unico 81/08 (Maggio 2018)]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/saldatura_360.jpg"  width="360" height="270" />E' stata appena pubblicata la versione aggiornata del Testo Unico 81/08 per la salute e sicurezza dei lavoratori, datata Maggio 2018 (la precedente era del Maggio 2017), da parte dell'Ispettorato del Lavoro. Anche quest'ultima versione contiene il <span class="fs11lh1-5"><b>nuovo capo quarto</b></span> del titolo ottavo, denominato <span class="fs11lh1-5"><b>"Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici"</b></span>, come modificato dal decreto legislativo del 1 agosto 2016 n. 159, che recepisce la direttiva europea 2013/35/UE sulle prescrizioni minime per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza dall'esposizione a campi elettromagnetici. L'articolato del nuovo capo quarto e del nuovo allegato 36 "Campi elettromagnetici",<span class="fs11lh1-5"> estratto da tale versione,</span><span class="fs11lh1-5"> è disponibile </span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/docs/Testo-Unico-81_08-maggio-2018_estratto.pdf" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span><span class="fs11lh1-5">.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div>A ben vedere, a quasi due anni dall'entrata in vigore del citato decreto legislativo, la valutazione del rischio elettromagnetico in ambienti di lavoro appare essere effettuata da buona parte dei datori di lavoro più come un atto formale che di sostanza. Ma neanche la forma sempre si salva perché capita con una certa frequenza di vedere relazioni di valutazione del rischio CEM manifestamente superficiali, incomplete o anche proprio semplicemente sbagliate nell'impostazione metodologica. Questo stato di cose è dovuto a una serie di motivi concomitanti: dalla sostanziale mancanza di controlli specifici approfonditi e conseguenti sanzioni da parte delle autorità competenti in molte regioni (ad esempio la Sicilia), alla percezione di alcuni controllori che si tratti di un rischio "minore" e su cui si può chiudere un occhio qualche volta, alla mancanza di requisiti professionali chiaramente definiti per chi è incaricato di effettuare la valutazione di questo specifico agente fisico, alla corsa al ribasso economico da parte di chi commissiona la valutazione in puro stile "un tanto al kilo", giusto per salvare le apparenze e in un regime di concorrenza dove l'ultimo arrivato ma con disponibilità di uno strumento di misura si offre per poco sul mercato. Le rappresentanze dei lavoratori appaiono distratte e silenti e, come non trascurabile "chicca" distintiva rispetto alla valutazione di altri agenti fisici - ad esempio il rumore - una clausola della direttiva europea incorporata nell'articolo 209 comma 7 permette ai datori di lavoro privati di addurre motivazioni di segretezza sulla valutazione per la generica tutela di interessi commerciali, non permettendo di fatto l'accesso ai dati della valutazione (ammesso che ci siano!) al singolo lavoratore interessato a consultarli e a conoscerli in dettaglio, se non per via indiretta tramite il proprio rappresentante.</div><div><br></div><div>E' anche importante ricordare che la contemplata tutela del lavoratore per tali esposizioni riguarda (riguarderebbe visto che non sempre, come detto, si effettua propriamente) solamente gli effetti diretti acuti che si potrebbero manifestare a breve termine a causa del riscaldamento dei tessuti (per esposizioni ad alta frequenza) o dell'eccitazione dei nervi (per esposizioni a bassa frequenza), oltre a vari effetti indiretti quali il malfunzionamento di dispositivi impiantati attivi, e che quindi riguarda <span class="fs11lh1-5"><b>forti esposizioni</b></span> a campi che potrebbero generare infortuni. Gli effetti a lungo termine sono esplicitamente esclusi dalla valutazione obbligatoria, sulla base del paradigma imposto e tuttora mantenuto da ICNIRP, su cui si fonda l'attuale direttiva europea, che gli effetti a lungo termine sulla salute e sicurezza non sono provati (e mai presumibilmente lo saranno, aggiungo io, anche per i fortissimi interessi di varia natura in gioco). E anche gli effetti a breve termine che sono largamente manifestati - con diverse severità - &nbsp;da molti soggetti sensibili, esposti a più deboli esposizioni cumulate e continuative spesso senza una via di fuga (a meno di serie conseguenze sul loro lavoro), &nbsp;frequentemente a loro insaputa per mancanza di informazione generale, su cui già esiste quotidiana e ampia evidenza sia empirica che medica, ma nessuna ammissione da parte della stragrande maggioranza di medici "competenti" e delle loro corporazioni, che anzi vedono la menzione di <span class="fs11lh1-5"><b>"lavoratori particolarmente sensibili al rischio"</b></span>, contenuta all'articolo 209 come una vera e propria seccatura per la possibile strumentalizzazione - secondo il loro punto di vista - da parte del lavoratore, come recentemente ho sentito ripetere a un medico "competente". [ndr: tale medico "competente" riportava, schernendola, una situazione lavorativa in cui i lavoratori lamentavano mal di testa dopo l'installazione di router wireless nel loro ufficio]. </div><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/ufficio_360.jpg"  width="360" height="240" /><span class="fs11lh1-5">Ma - è bene ricordarlo - nessuna legge attuale o futura (in un regime democratico, almeno) può vietare a un datore di lavoro illuminato di provare a </span><span class="fs11lh1-5"><b>salvaguardare</b></span><span class="fs11lh1-5"> i propri collaboratori e dipendenti (e in molti casi loro stessi) adottando dei criteri di precauzione su rischi già oggi ben conosciuti in modalità autonoma e volontaria, per la </span><span class="fs11lh1-5"><b>tutela della salute e del benessere</b></span><span class="fs11lh1-5"> (e in chiave utilitaristica per la massimizzazione della performance) dei soggetti coinvolti. Questo approccio lungimirante riguarda le PMI italiane, ad esempio, ma non solo. Il problema reale che si pone in pratica è piuttosto che nel nostro paese </span><span class="fs11lh1-5">mancano figure professionali terze</span><span class="fs11lh1-5"> preparate e credibili su una materia così complessa, che abbiano reali competenze di analisi e di intervento nell'attuazione di misure precauzionali basate su standard internazionali, capaci di valutare oggettivamente le esposizioni in maniera realmente precauzionale e a minimizzarle in maniera oculata, specialmente in ambienti di lavoro nei quali non sono richieste sorgenti CEM nel ciclo produttivo (il caso più tipico e comune è quello degli uffici) e in un contesto di scarsa informazione sulla questione espositiva nei confronti della popolazione generale. C'e' (ci sarebbe) molto da lavorare su questi elementi, a vari livelli e su vasta scala. E' su questo aspetto della valutazione CEM in ambito lavorativo - quello precauzionale su basi serie e strutturate, il più interessante e fruttuoso per la sostenibilità dell'impresa nel medio-lungo termine, che mi dedico maggiormente in ambito lavorativo sul territorio nazionale, con non celata soddisfazione. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div>[1] <a href="https://www.ispettorato.gov.it/it-it/strumenti-e-servizi/Pagine/Testo-unico-salute-e-sicurezza.aspx" target="_blank" class="imCssLink">Ispettorato del lavoro, annuncio</a></div><div>[2] <a href="https://www.ispettorato.gov.it/it-it/Documenti-Norme/Documents/Testo-Unico-Dlgs-81-08-edizione-di-maggio-2018.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ispettorato.gov.it/it-it/Documenti-Norme/Documents/Testo-Unico-Dlgs-81-08-edizione-di-maggio-2018.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Versione aggiornata T.U. 81/08 (Maggio 2018), (file pdf, 16 MB)</a></div><div>[3] <span class="fs11lh1-5"><a href="http://www.katharinaconsulting.com/s/2008_Gustavs_Low_EMF_Office_Environment.pdf" target="_blank" class="imCssLink">"Opzioni per minimizzare le esposizioni elettromagnetiche non ionizzanti in ambienti di ufficio", della collega Katharina Gustavs, esperta di Bau Biologie (in inglese)</a></span></div><div><br></div><div>Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2018, 13:34.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 May 2018 18:43:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicata-la-nuova-versione-aggiornata-del-testo-unico-81-08</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le regole di spartizione delle frequenze della tecnologia 5G secondo AGCOM]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002">AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) lo scorso 26 Febbraio ha aperto una consultazione pubblica per le regole e le procedure della gara di vendita delle licenze d'uso della tecnologia 5G, che si terrà in Italia nel giro di qualche mese. La consultazione, della durata di 30 giorni, ha lo scopo di raccogliere pareri e osservazioni da parte dei partecipanti alla gara sui contenuti della proposta di gara formulata da AGCOM. Il testo della consultazione pubblica può essere letto nell'appendice B [<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_B.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_B.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">4</a>] della loro delibera 89-18-CONS del 26 Febbraio 2018 [<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">2</a>]. <div><br><blockquote><blockquote><div class="imTACenter">"<i class="fs10lh1-5">Con la presente delibera è avviata una consultazione pubblica volta ad &nbsp;acquisire commenti, elementi di informazione e documentazione &nbsp;concernenti le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo &nbsp;delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e &nbsp;26.5-27.5 GHz per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche al &nbsp;fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G, secondo quanto &nbsp;previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 1026 e &nbsp;seguenti.</i>" (abstract delibera 89/18/CONS)</div><div class="imTACenter"><br></div></blockquote></blockquote><div>Il riguardo che il governo e AGCOM mostrano con tale consultazione pubblica nei confronti dei gestori di telecomunicazioni, per indire una gara secondo le loro precise esigenze, non trova un riscontro nell'attenzione che gli stessi enti dovrebbero riservare a chi ha sollevato giustificate preoccupazioni di salute pubblica circa l'introduzione di una nuova tecnologia di irradiazione sulla popolazione senza alcuna garanzia sull'innocuità della stessa, come ha recentemente fatto ISDE Italia [<a href="http://www.isde.it/richiesta-moratoria-per-le-sperimentazioni-5g-su-tutto-il-territorio-nazionale/" target="_blank" class="imCssLink">6</a>], chiedendo una moratoria sulla sperimentazione tecnologica della tecnologia 5G, a cui non è stata fornita alcuna risposta nel merito. Una analoga richiesta di moratoria è stata formulata alla Commissione Europea e sottoscritta da oltre 200 scienziati e dottori di oltre 35 nazioni e ha ricevuto una risposta negativa [<a href="http://www.stralskyddsstiftelsen.se/scientists-and-doctors-demand-moratorium-on-5g/" target="_blank" class="imCssLink">7</a>].</div><div><br><div>In Italia, la proposta di gara prevede l'assegnazione di lotti di frequenze in tre bande: 700 MHz, 3.7 GHz e 27 GHz, per una durata di 19 anni e con obblighi di coperture minime (e conseguenti irraggiamenti) dell'80% della popolazione entro determinati tempi.</div><div>La banda da 700 MHz, attualmente occupata da canali TV, dovrà essere sgombrata per fare posto alla nuova tecnologia. E' una banda di frequenze considerata di pregio in quanto entra facilmente all'interno delle case, attraversando i muri, che presentano attenuazione relativamente bassa. La banda dei 26 GHz è quella delle onde millimetriche, per la loro lunghezza d'onda, che consente l'implementazione di applicazioni ad altissimo bit rate con alto consumo di banda.</div><div><br></div></div><blockquote><blockquote><div><div class="imTACenter">"<i class="fs10lh1-5">Al momento, l’Italia risulta essere il primo Paese in Europa chiamato a definire procedure di assegnazione delle bande “pioniere” con l’obiettivo di favorire una tempestiva transizione verso i sistemi 5G, in linea con quanto sopra descritto in merito agli obiettivi dell’Action plan della Commissione e alle più recenti indicazioni in ambito comunitario.</i><span class="fs11lh1-5">" (tratto da Allegato B delibera 89/18/CONS, punto 39, pag. 13)</span></div></div></blockquote></blockquote><div><div><br></div><div>Perché tutta questa fretta nella spartizione delle frequenze? La legge di bilancio 2018 richiede (<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">art. 1 comma 1028</a>) che entro il 30 Settembre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico provveda all'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze menzionate sopra per l'utilizzo con tecnologia 5G (quindi gara conclusa entro tale data). La stessa legge di bilancio (<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">art. 1 comma 1045</a>) richiede che dall'operazione di concessione di tali frequenze devono derivare proventi in misura non inferiore a 2.5 miliardi di euro. E' bene evidenziare che gli standard e le specifiche della tecnologia 5G non sono neanche lontanamente finalizzati e non lo saranno prima della fine del 2019 (punto 21 Allegato B delibera 89/18/CONS).</div><div><br></div><div>Leggendo i quarantadue quesiti oggetto di consultazione, contenuti nell'allegato B, non si può fare a meno di osservare che nessuno di essi pone attenzione all'aspetto della protezione della popolazione dall'esposizione delle nuove emissioni a microonde e di come AGCOM e i gestori pensino di fare fronte a questo delicato aspetto. La legge istitutiva dell'agenzia [<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249%21vig=" target="_blank" class="imCssLink">8</a>], art. 1 comma 15, assegna alla stessa di vigilare sui tetti di radiofrequenze compatibili con la salute umana, quindi l'osservazione non è fuori luogo. Di segno contrario alla cura di tale aspetto protezionistico sono le prescrizioni richieste a carico dei gestori nello schema di provvedimento di gara proposto (allegato B), che impongono delle velocità di download minime da garantire (ad esempio art. 11 comma 4 "<i class="fs9lh1-5">la fornitura del segnale radioelettrico utile ai fini dell’instaurazione e del mantenimento di una connessione di rete in grado di assicurare il funzionamento di servizi di trasmissione dati per utente consumer alla velocità nominale minima di 30 Mb/s, calcolato al livello strada dell’edificio o dell’abitazione dell’abitante da coprire, in un lato a scelta, e maggiorato di 10 dB.</i><span class="fs11lh1-5">"). Nell'art. 19 (Obblighi comuni degli aggiudicatari) si legge, al comma 7: "</span><i class="fs9lh1-5">Per l’effettivo esercizio degli impianti gli aggiudicatari sono tenuti al rispetto delle vigenti norme in materia urbanistica, antinfortunistica, paesaggistica, ambientale, di igiene del lavoro, nonché al rispetto dei valori limite del campo elettromagnetico, provvedendo ad acquisire a propria cura, per ciascuno dei suddetti aspetti, ove previsto, le autorizzazioni da parte delle Autorità competenti.</i><span class="fs11lh1-5">". Nello schema proposto si sono dimenticati di citare il rispetto del valore di attenzione di 6 V/m, attualmente vigente e più restrittivo del valore limite, che è invece citato.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Della corposa letteratura scientifica che documenta effetti biologici e sanitari da esposizione a microonde, mi ha recentemente colpito un articolo di review scritto da scienziati cinesi del Bejing Institute of Radiation Medicine "</span><span class="fs11lh1-5"><i>Recent advances in the effects of microwave radiation on brains</i></span><span class="fs11lh1-5">" [</span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5607572/" target="_blank" class="imCssLink">9</a></span><span class="fs11lh1-5">], e la documentata mancanza di prove certe, visto che come scritto nelle conclusioni, il più grande problema negli studi esaminati è che usano parametri differenti, come frequenza, modulazione, densità di potenza e tempo d'irradiazione, concludendo che ulteriori studi dettagliati devono essere compiuti. Nel frattempo, la popolazione inconsapevole farà da cavia.</span></div><div> </div><div><br></div><div>[<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_per_le_garanzie_nelle_comunicazioni" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_per_le_garanzie_nelle_comunicazioni', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">1</a>] AGCOM, Wikipedia</div></div><div>[<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">2</a>] Delibera AGCOM 89-18-CONS del 26 Febbraio 2018</div><div>[<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_A.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_A.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">3</a>] <span class="fs11lh1-5">Delibera AGCOM 89-18-CONS, appendice A</span></div><div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_B.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Delibera-89-18-CONS_Allegato_B.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">4</a>] Delibera AGCOM 89-18-CONS, appendice B</span></div></div></div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">5</a>] Legge di bilancio 2018, del 27 Dicembre 2017, n. 205 (<a href="https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.cemlab.it/docs/agcom/Estratto_Legge-27-dicembre-2017-n.205.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">estratto</a>)</span></div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="http://www.isde.it/richiesta-moratoria-per-le-sperimentazioni-5g-su-tutto-il-territorio-nazionale/" target="_blank" class="imCssLink">6</a>] ISDE Italia, Richiesta di moratoria per le sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale</span></div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="http://www.stralskyddsstiftelsen.se/scientists-and-doctors-demand-moratorium-on-5g/" class="imCssLink">7</a>] 5G Appeal "</span><span class="fs11lh1-5">Scientists and doctors warn of potential serious health effects of 5G</span><span class="fs11lh1-5">" (<a href="http://www.infoamica.it/wp-content/uploads/2017/10/EU-5G-Appeal-10-August-ITA.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.infoamica.it/wp-content/uploads/2017/10/EU-5G-Appeal-10-August-ITA.pdf', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">italiano</a>)</span></div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249%21vig=" class="imCssLink">8</a>] Legge n. 249 del 31 Luglio 1997</span></div><div><span class="fs11lh1-5">[<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5607572/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5607572/', width: 800, height: 600, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">9</a>] "</span><span class="fs11lh1-5">Recent advances in the effects of microwave radiation on brains</span><span class="fs11lh1-5">", Zhi et al. (open access)</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 16:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[La nuova ondata di installazioni di smart meter in Italia]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/open_meter_280_nyej8q0w.jpg"  width="280" height="158" />E' già iniziata nel nostro paese la massiccia operazione di installazione di nuovi contatori digitali al servizio delle reti pubbliche per la fornitura di luce, gas, acqua. Nuove esposizioni a CEM sono in arrivo per la popolazione, senza che vi sia stato un adeguato livello di informazione e di consenso informato nei diretti interessati. Tale operazione riguarda il variegato mondo dei gestori di servizi pubblici per la fornitura di beni essenziali quali gas, energia elettrica e acqua. Le norme tecniche di supporto a tale grande operazione sono state definite o aggiornate negli ultimi due o tre anni, alcune tra queste - riguardanti lo smart metering per l'energia elettrica - di recentissima pubblicazione.</div><div><br></div><div>A proposito di energia elettrica, <span class="fs11"><i>e-distribuzione</i></span> ha già iniziato la sostituzione del contatore di prima generazione in ambito residenziale con il nuovo modello di contatore digitale, denominato <span class="fs11"><i>Open Meter</i></span> e conta di procedere alla sostituzione dell'intero parco di contatori di prima generazione nel giro di alcuni anni, numero che ammonta a circa 27 milioni sul territorio nazionale. Il nuovo contatore digitale comunica i dati che raccoglie a un concentratore localizzato nella cabina elettrica di trasformazione tramite onde convogliate sulla linea elettrica di distribuzione, nella banda PLC (power line communication) denominata banda A (&lt; 90 kHz), comunica inoltre con uno o più "dispositivi utente" con onde convogliate in una banda separata sull'impianto elettrico dell'utente. Quest'ultima funzionalità è una novità del nuovo contatore, con <a href="http://www.sinapsitech.it/sinapsi-e-la-sperimentazione-dei-nuovi-contatori-2-0-open-meter-distribuzione/" target="_blank" onmouseover="x5engine.imTip.Show(this, { text: 'Sperimentazione dei nuovi contatori intelligenti 2.0 Open Meter di e-distribuzione, attraverso l’utilizzo di dispositivi all’avanguardia per controllare in tempo reale i propri consumi elettrici.', width: 180});" onfocus="$(this).trigger('mouseover');"  class="imCssLink">sperimentazioni in corso</a> su scala nazionale. Entrambi i canali di collegamento, verso il concentratore e verso l'utente, potranno essere anche realizzati in alternativa con trasmissione digitale su canali in radiofrequenza, a 169 MHz. La recente norma CEI TS 13-85 descrive proprio il p<span class="fs11">rofilo protocollare RF in banda 169 MHz per la comunicazione con i dispositivi utente, stabilendo tra gli altri parametri una potenza irradiata minima di 20 dBm (ERP).</span></div><div><span class="fs11"><br></span></div><div><span class="fs11">A proposito di gas, il panorama sulle tipologie di smart meter in corso di installazione appare più articolato, anche in questo caso però è previsto generalmente l'utilizzo di trasmissione digitale su un canale a radiofrequenza nella banda 169 MHz, come recentemente ribadito in un <a href="https://smg-anie.it/2018/02/21/anie-csi-position-paper-l-uso-delle-reti-a-169-mhz-per-smart-metering-gas/" target="_blank" class="imCssLink">position paper</a> di ANIE. In altre tipologie di smart meter gas, è previsto l'utilizzo di trasmissione per mezzo delle reti pubbliche GSM o LTE, per l'invio periodico dei dati.</span></div><div><span class="fs11"><br></span></div><div><span class="fs11">In tutti i casi accennati sopra, si tratta anche di sperimentazione non monitorata di eventuali effetti sanitari sulla popolazione italiana, con trasmissioni digitali a onde convogliate con nuovi formati, bande e funzionalità e con sporadiche trasmissioni digitali a radiofrequenza di natura continuativa e in ambito residenziale. Per quanto di mia conoscenza, le varie associazioni nazionali di consumatori coinvolte nei lunghi processi di decisione correlati che hanno avuto luogo nelle sedi istituzionali, non hanno sollevato significative obiezioni circa i possibili rischi nell'introduzione della trasmissione a radiofrequenza negli smart meter residenziali, neanche sulla scorta dei numerosissimi movimenti di protesta spontanei sorti in altre nazioni, che denunciano pesanti implicazioni sulla salute dei residenti coinvolti.</span></div><div><span class="fs11"><br></span></div><div>Stante la situazione attuale, quello che in concreto si può fare a livello di singolo utente rimane il monitorare attentamente e con appropriate metodologie lo stato di esposizione ai campi elettromagnetici e valutarlo attraverso l'utilizzo di criteri precauzionali, intervenendo se necessario e se fattibile per ridurre il carico espositivo in casa propria.</div><div><span class="fs11"><br></span></div><div><span class="fs11"><br></span></div><div><span class="fs11">Riferimenti:</span></div><div><span class="fs11">[<a href="http://www.sinapsitech.it/sinapsi-e-la-sperimentazione-dei-nuovi-contatori-2-0-open-meter-distribuzione/" target="_blank" class="imCssLink">1</a>] </span><span class="fs11">Sperimentazione dei dispositivi utente sui nuovi contatori intelligenti 2.0 Open Meter di e-distribuzione.</span></div><div><span class="fs11">[<a href="https://smg-anie.it/2018/02/21/anie-csi-position-paper-l-uso-delle-reti-a-169-mhz-per-smart-metering-gas/" target="_blank" class="imCssLink">2</a>] ANIE-CSI Position paper - L'uso delle reti a 169 MHz per smart metering gas</span></div><div><span class="fs11">[<a href="https://www.cemlab.it/smart-meters.html" target="_blank" class="imCssLink">3</a>] Cemlab, valutazione dei livelli di immissione di smart meters</span></div><div><span class="fs11"><br></span></div><div><span class="fs11"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?la-nuova-ondata-di-installazioni-di-smart-meter-in-italia</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Impianti antifurto con sensori a microonde - esposizioni evitabili]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000000"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/sensore_microonde_240.jpg"  width="240" height="180" />Gli impianti antifurto moderni per interni fanno spesso uso di sensori anti-intrusione a doppia tecnologia: sia a raggi infrarossi che a microonde.</div><div>I sensori adoperati, tipicamente installati nei diversi locali o nelle vie di transito dell'abitazione o dell'ufficio, funzionano come dei piccoli radar, emettendo periodicamente degli impulsi in radiofrequenza di durata molto breve (decine di microsecondi) e ascoltando variazioni negli echi provocati da eventuali ostacoli in movimento, per la loro rivelazione. Qualcosa di concettualmente simile è installato anche sugli impianti antifurto delle autovetture, con potenze in gioco minori visti i volumi inferiori da controllare. Il collegamento dei componenti dell'impianto antifurto, ad esempio tra centralina e sensori avviene di norma via cavo. Le esposizioni in radiofrequenza riguardano invece i volumi da tenere sotto controllo per motivi di sicurezza.</div><div><br></div><div>Quando l'abitazione o l'ufficio è occupato da persone, come durante la normale residenza o il normale orario di lavoro, l'impianto antifurto non invia allarmi di alcun tipo, pur in presenza di movimenti delle persone, per ovvi motivi. In tale situazione di impianto con allarme disarmato, i sensori non hanno alcun motivo per scannerizzare l'ambiente circostante inviando impulsi a microonde, perché così facendo sottoporrebbero gli occupanti a un'esposizione indebita di microonde, esposizione a impulsi a debole potenza (densità di potenza di picco dalle decine alle migliaia di microWatt su metro quadro), ma prolungata nel tempo, e peraltro perfettamente inutile in quanto non serve in tale condizione operativa (allarme disattivo) perlustrare lo spazio d'azione dei sensori presenti.</div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/antifurto_microonde.jpg"  width="360" height="270" />Purtroppo tali esposizioni indebite si verificano in molti impianti esaminati e questa situazione andrebbe corretta, per attuare l'evitamento di esposizioni croniche a microonde impulsate agli umani e agli animali presenti in tali ambienti. <span class="fs11">Mi è capitato di vedere sensori a microonde attivi con impianti disarmati in diversi contesti: case private, aule di scuole pubbliche, locali di uffici pubblici e privati. Con le sonde di misura a radiofrequenza in banda larga che coprono l'intervallo di frequenza tipiche di tali emissioni (superiori a 10 GHz) ma che usano rivelatori che mediano nel tempo l'intensità delle esposizioni (il concetto usato per confronti con valori di legge), è abbastanza difficile notare tali emissioni senza avvicinarsi fino a pochi cm dal sensore radar. A differenza di sensori di misura dotati di rivelatori di picco (il concetto di misura generalmente utilizzato nel dominio di building biology).</span></div><div><br></div><div><img class="image-3 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/emissioni_sensore_360.jpg"  width="360" height="217" />In contesto privato domestico, come mi è capitato anche recentemente, nel caso io noti un sensore radar attivo con impianto antiurto disarmato, a prescindere dalle intensità di picco misurabili, il consiglio prudenziale che fornisco sempre è quello di far modificare dal progettista e dall'installatore l'impianto antifurto in modo da evitare tale esposizione indebita, in particolare per i locali in cui si soggiorna e per le camere da letto. </div><div><br></div><div>Ma anche in fase di valutazione del rischio elettromagnetico in ambiente di lavoro, mi è capitato più di una volta di segnalarlo nella mia relazione: il datore di lavoro infatti ha l'obbligo dichiarato di minimizzare le esposizioni a campi elettromagnetici e la riduzione e l'evitamento di tali inutili esposizioni si configura come un'azione di prevenzione e protezione da mettere in atto da parte del responsabile dell'ambiente di lavoro. Purtroppo molti valutatori del rischio elettromagnetico in ambienti di lavoro (tipicamente uffici con stanze o con open space) non prestano attenzione a questo (e a molti altri aspetti).</div><div><br></div><div>In Fig. 1 (in alto): tipico sensore a doppia tecnologia.</div><div>In Fig. 2 (centrale): impianto disarmato ma con sensori attivi (all'interno di un'aula scolastica)</div><div>In Fig. 3 (in basso): andamento temporale tipico del segnale emesso dal sensore radar durante la scansione.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 19:40:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.cemlab.it/blog/?sensori-a-microonde-antifurto</link>
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			<title><![CDATA[Il decreto italiano sui requisiti acustici passivi degli edifici compie venti anni]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0pxemg84"><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/DPCM_5-12-97_320.png"  width="320" height="248" />Il DPCM del 5 Dicembre 1997 sui requisiti acustici passivi che un edificio deve possedere ha appena compiuto venti anni. Esso regolamenta tuttora i requisiti acustici minimi che una unità abitativa deve possedere, se costruita dopo il 20 Febbraio 1998. I vincoli posti in essere riguardano quattro aspetti, ciascuno con il proprio descrittore fisico:<div>- isolamento al rumore tra differenti unità immobiliari</div><div>- isolamento dai rumori provenienti dall'esterno</div><div>- isolamento dal rumore da calpestio tra ambienti abitativi</div><div>- isolamento dai rumori di impianto a funzionamento continuo e discontinuo</div><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/timpano_320.png"  width="320" height="256" />L'orecchio umano è un organo di senso estremamente sensibile, potendo percepire dei livelli di pressione sonora di appena 20 milionesimi di Pascal a 1000 Hz, una pressione infinitesimamente piccola. La pressione sonora dei suoni udibili dall'orecchio umano è circa compresa nell'intervallo 20 microPascal - 20 Pascal. Il rapporto tra pressioni massima e minima udibile è quindi dell'ordine di un milione. Pressioni superiori a 200 Pascal provocano la rottura del timpano. La pressione statica esercitata da 2 cm di colonna d'acqua corrisponde a 200 Pascal. Una pressione dinamica di soli 2 cm di colonna d'acqua può portare alla rottura del timpano, mentre staticamente la stessa pressione è appena percettibile.</div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/isolamento_320.png"  width="320" height="328" />La potenza sonora di una sorgente acustica, ovvero l'energia emessa dalla sorgente in onde di pressione sonore nell'unità di tempo, assume valori molto diversi a seconda della sorgente sonora:</div><div>-- un bisbiglio corrisponde a circa un miliardesimo di watt</div><div>-- una conversazione corrisponde a circa un decimo di milliwatt (media di lungo periodo)</div><div>-- una voce sostenuta corrisponde a circa un milliwatt (media di lungo periodo)</div><div>-- un martello perforatore corrisponde a circa un watt.</div><div><br></div><div>Non servono potenze relativamente importanti per trasportare informazioni e discomfort tramite i suoni e le nostre orecchie. Volendo fare un raffronto tra la potenza media radiata tramite campi elettromagnetici di un singolo access point WLAN domestico e una potenza sonora di uguale entità propagata dalle onde sonore, la tipologia di sorgente sonora di potenza comparabile è proprio il martello perforatore.</div><div><br></div><div>Come sappiamo bene, nel nostro paese (come del resto in molti altre nazioni in questo periodo storico) non abbiamo alcuna normativa che protegga gli ambienti abitativi privati dalle emissioni di campi elettromagnetici delle varie sorgenti di campo elettromagnetico esterne o localizzate in unità abitative vicine. Il fatto che non abbiamo organi di senso che ci aiutino a rilevare i campi elettromagnetici, come avviene per i suoni con le nostre orecchie, non vuol dire però che i flussi di energia radiante di questo sottovalutato agente fisico non ci raggiungano lo stesso (anche nelle nostre abitazioni, ma non solo) e non provochino effetti sulla nostra salute.</div><div><br></div><div><a href="http://www.anit.it/norma/dpcm-5-12-1997-determinazione-dei-requisiti-acustici-passivi-degli-edifici/" target="_blank" class="imCssLink">[1]</a> DPCM 5.12.1997 - Requisiti Acustici Passivi degli Edifici</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 20:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Correnti nette, queste sconosciute]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2q1o1agv">Con l'attuale scarsa conoscenza e considerazione, a tutti i livelli nel nostro paese, per l'impatto ambientale delle sorgenti di natura elettrica e magnetica, da parte di medici, tecnici, amministratori pubblici, associazioni ambientaliste e cittadini, non si pone la dovuta attenzione ad anomalie di campo magnetico in bassa frequenza che in vari casi possono interessare gli ambienti di vita.<div><br></div><div>Spesso la gente è indotta erroneamente a pensare, dalla scarsa e improvvisata informazione disponibile al pubblico, che in assenza di vistosi manufatti quali cabine elettriche o elettrodotti in prossimità all'ambiente di vita, tali anomalie non possano essere presenti.</div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/correnti_nette_320.jpg"  width="320" height="240" />Il fenomeno delle correnti nette è ben conosciuto da tutti i colleghi operanti in ambito di bau biologie all'estero da molti anni e origina da peculiarità impiantistiche delle reti di distribuzione elettrica in bassa tensione o da circuiti utlizzatori pubblici o privati. La loro presenza può facilmente comportare esposizioni a campo magnetico in bassa frequenza su un arco settimanale <span class="fs11">con medie</span><span class="fs11"> </span><span class="fs11">dell'ordine di centinaia di nanoTesla e massimi di alcuni microTesla.</span></div><div><br></div><div>E' quello che ho potuto osservare in un paese del Piemonte in cui mi sono recato la scorsa settimana per verificare l'ambiente di vita di un soggetto che si ritiene elettrosensibile. In presenza di questo fenomeno di natura elettrica, le correnti nette possono interessare strutture estranee alla rete elettrica, che offrono un cammino a bassa resistenza elettrica. Nel caso esaminato, viene interessata una conduttura in ghisa interrata della locale rete del gas nella stradella in cui si affaccia l'ambiente di vita, come si è potuto confermare per via strumentale.</div><div><br></div><div><div>Oltre all'esposizione cronica anomala che può creare o aggravare la sindrome dell'elettrosensibilità nei soggetti coinvolti, occorre appena ricordare che diversi studi epidemiologici condotti principalmente su popolazioni residenti in prossimità di elettrodotti, hanno evidenziato un incremento del rischio di insorgenza di alcuni tipi di neoplasie - ed in particolare di leucemie infantili - correlabile ad esposizioni croniche ai campi magnetici a 50 Hz. &nbsp;In base a tali studi, l’incremento di rischio si verifica per esposizioni a campi magnetici superiori alla soglia di 0,3 - 0,4 microTesla. Per tale motivo l'agenzia francese IARC ha classificato l'esposizione a campo magnetico in bassa frequenza un agente 2B (possibilmente cancerogeno) sin dal 2001.</div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/misura_campo_magnetico.jpg"  width="817" height="613" /><br></div><div></div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 20:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La tecnologia 5G spiegata in 5 minuti]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q7o3hw2h"><div><br></div><div><div>Un nuovo video introduttivo in inglese intitolato "5G in Five Minutes" della compagnia Skyworks spiega con semplici parole gli elementi essenziali e i drivers applicativi della nuova tecnologia per la trasmissione dati via radio: tra questi autoveicoli a guida remota, realtà virtuale, realtà aumentata.</div><div><br></div><div>La capacità dati della rete passa da una media di 20 Megabit per secondo (Mbps) a 2000 Mbps, un aumento di un fattore 100.</div><div><br></div><div>QAM + Carrier Aggregation + MIMO sono tre ingredienti della nuova tecnologia e sono spiegati bene con una analogia stradale. QAM (Quadrature Amplitude Modulation) riguarda la modulazione digitale dei segnali in radiofrequenza, con costellazioni sempre più fitte; la carrier aggregation ha a che fare con l'utilizzo simultaneo di canali in bande radio distinte; MIMO (Multiple Input Multiple Output) si riferisce ad antenne trasmittenti e riceventi multiple <span class="fs11">coordinate in fase</span><span class="fs11">.</span></div><div><br></div><div>La futura (verrà implementata in larga scala solo tra qualche anno) tecnologia a onde millimetriche aggiunge un altro ingrediente importante al disegno complessivo, un'enorme spazio in termini di risorse radio per supportare la grande richiesta di banda dati prevista nel medio termine.</div><div><br></div><div>Altri ingredienti che si sposano bene con la nuova tecnologia 5G sono la presenza di una rete infrastutturale in fibra ottica, ad esempio nella variante FTTC (Fiber-To-The-Curb) in cui la fibra arriva nell'isolato urbano e in cui l'ultimo segmento di rete è coperto via radio e la topologia a piccole celle (Small Cells) che avvicina ai terminali radio i nodi trasmettitori della rete, permettendo di aumentare (rispetto alle macro celle) capacità dei dati e di diminuire il tempo di latenza (Small cells = Data capacity + low latency).</div><div><br></div><div><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/O7lCCLRiVZ0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></div><div><br></div><div>La tecnologia a piccole celle, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non richiede trasmettitori con potenze relativamente elevate. La legislazione italiana per le autorizzazioni all'installazione di sorgenti radio di piccola potenza è stata già predisposta da alcuni anni per l'installazione senza necessità di autorizzazioni per buona parte di trasmettitori a piccole celle. Un altro video introduttivo in inglese di Skyworks illustra un elemento &nbsp;chiave delle small cells.</div><div><br></div><div><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/1DXtYCkvpas" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></div><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 22:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Operativa la quinta frequenza italiana LTE allocata per il rafforzamento dei servizi dati wireless a banda larga]]></title>
			<author><![CDATA[ing. Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ldlbhv2k"><div><br></div><div>Nel Settembre 2015, il Governo italiano ha concesso l'utilizzo di due canali radio di larghezza pari a 20 MHz ciascuno nella banda "L" a 1.5 GHz. Si tratta di canali da utilizzare nella tratta downlink (da Stazione Radio Base a terminale mobile) in maniera aggregata agli altri canali del gestore per aumentare la velocità dei servizi dati 4G (LTE) offerti commercialmente dallo stesso. I due canali all'asta, nel 2015, sono stati aggiudicati da TIM e da Vodafone [1]. Queste allocazioni in banda 1.5 GHz si sono andate ad aggiungere alle esistenti per LTE, nelle bande 800 MHz, 1800 MHz, 2000 MHz, 2600 MHz.</div><div><br></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.cemlab.it/images/spectrum_analyser_420.jpg"  width="420" height="315" />La banda 1.5 GHz di LTE comincia ora a essere operativa: abbiamo osservato recentemente delle emissioni da una Stazione Radio Base TIM nel nuovo canale allocato. &nbsp;Da quella data in poi, tutti i nostri rilievi effettuati in ambienti di vita includono in modalità standard un controllo delle emissioni LTE in tale banda.</div><div><br></div><div>Queste emissioni ovviamente si vanno ad aggiungere a tutte le altre esistenti e possono far aumentare il carico totale del livello di immissione misurabile negli ambienti di vita e, in particolare, nei siti più esposti a radiazioni elettromagnetiche provenienti da Stazioni Radio Base.</div><div><br></div><div><br></div><div>[1] <a href="https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/comunicati-stampa/2033291-banda-l-un-lotto-a-telecom-e-uno-a-vodafone-incassati-462-milioni-di-euro" target="_blank" class="imCssLink">Comunicato Ministero Sviluppo Economico, 10 Settembre 2015</a></div><div>[2] <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/4G_in_Italia" target="_blank" class="imCssLink">Wikipedia, "4G in Italia"</a></div><div>[3] Rilevazione e misura del livello di segnale LTE effettuata in banda "L" l'11 Settembre 2017 (Sicilia nord-orientale).</div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/Measurement8751_640.jpg" alt="spettro LTE banda 1.5 GHz" title="spettro LTE banda 1.5 GHz" width="640" height="480" /><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 16:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sperimentazione della tecnologia 5G in 5 città italiane]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1p9ewj1q"><b>Milano, Prato, l'Aquila, Bari e Matera sono le città italiane in cui il Ministero per lo Sviluppo Economico ha deciso di condurre la sperimentazione della nuova tecnologia 5G [1].</b><div><br></div><div>Il 2 Agosto scorso il Ministero suddetto ha pubblicato un avviso [2] con la <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/avviso_2 agosto_2017_sperimentazione_5G_graduatorie.pdf" target="_blank" class="imCssLink">graduatoria</a> per le assegnazioni di ciascuna delle tre aree coinvolte dalla sperimentazione. Di seguito le società che hanno ricevuto il punteggio maggiore, per ciascuna area:</div><div>Area 1 (area metropolitana di Milano): Vodafone Italia S.p.A.</div><div>Area 2 (Prato e l'Aquila): <span class="fs11lh1-5">Wind Tre S.p.A. e Open Fiber S.p.A.</span></div><div>Area 3 (Bari e Matera): <span class="fs11lh1-5">Telecom Italia S.p.A., Fastweb S.p.A. e Huawei </span><span class="fs11lh1-5">Technologies Italia S.r.l.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">L'autorizzazione ministeriale riguarda la licenza d'uso pre-commerciale di una banda in frequenza di 100 MHz contigui nell'intervallo 3.6 - 3.8 GHz. Il bando prevede che i progetti di </span><span class="fs11lh1-5">sperimentazione di servizi basati su reti 5G</span><span class="fs11lh1-5"> debbano essere avviati entro il 31 Dicembre 2017 e che possano essere realizzati nell'arco di 4 anni.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">Non si può non osservare che tale sperimentazione sia nettamente prematura rispetto alla definizione degli standard della tecnologia 5G stessa e la fretta di partire senza un minimo di standard tecnici consolidati proviene dalla Commissione Europea (overo la funzione governativa dell'Unione Europea) e dal suo piano di azione 5G [4]. </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><div>In Italia la sperimentazione da parte degli assegnatari potrà essere realizzata all’interno dei confini amministrativi delle aree geografiche di seguito specificate [3]:</div></div><div><br></div><div><b>- Milano e area metropolitana</b></div><div><div><span class="fs10lh1-5"><i>Arese, Assago, Bareggio, Bollate, Bollate, Bresso, Buccinasco, Bussero, Busto Garolfo, Canegrate, Carugate, Cassina de' Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Cerro Maggiore, Cesano Boscone, Cesate, Cinisello Balsamo, Cormano, Cornaredo, Corsico, Dairago, Garbagnate Milanese, Gessate, Gorgonzola, Lainate, Legnano, Melegnano, Melzo, Milano, Nerviano, Novate Milanese, Opera, Paderno Dugnano, Parabiago, Pero, Pieve Emanuele, Pioltello, Pogliano Milanese, Rescaldina, Rho, Rozzano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Vittore Olona, Sedriano, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Solaro, Trezzano sul Naviglio, Vanzago, Vignate, Vimodrone, Vittuone</i></span></div></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>- Prato e l'Aquila</b></span></div><div><i class="fs10lh1-5">l'Aquila, Prato</i></div><div><span class="fs11lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><b>- Bari e Matera</b></span></div><div><i class="fs10lh1-5">Bari, Capurso, Matera, Modugno, Triggiano, Valenzano</i></div><div><br></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div>[1] "<a href="https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/194-comunicati-stampa/2036228-5-citta-per-il-5g" target="_blank" class="imCssLink">5 città per il 5G", Ministero Sviluppo Economico</a>"</div><div>[2] "<a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/notifiche-e-avvisi/2036226-5g-avviso-pubblico-per-progetti-sperimentali" target="_blank" class="imCssLink">5G: avviso pubblico per progetti sperimentali, MiSe</a>"</div><div>[3] "<a href="http://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_A_-_ambito_teritoriale.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Ambito territoriale, MiSe</a>"</div><div>[4] <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A52016DC0588" target="_blank" class="imCssLink">Commissione Europea, 14/9/2016, Il 5G per l'Europa, un piano d'azione</a></div><div>[5] "<a href="http://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/risposte_ai_quesiti_19aprile17.pdf" target="_blank" class="imCssLink">MiSe, risposte ai quesiti</a>" 19 Aprile 2017</div><div><br></div><div>Milano e altri 52 comuni</div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/Milano_crop.png"  width="707" height="500" /><br></div><div><br></div><div>Prato e l'Aquila</div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/Prato_crop.png"  width="355" height="251" /><img class="image-2" src="https://www.cemlab.it/images/l-Aquila_crop.png"  width="355" height="252" /><br></div><div><br></div><div>Bari e Matera</div><div><img class="image-3" src="https://www.cemlab.it/images/Bari_crop.png"  width="706" height="499" /><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.cemlab.it/images/Matera_crop.png"  width="550" height="389" /><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 09:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?sperimentazione-della-tecnologia-5g-in-5-citta-italiane</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un decalogo di consigli per ridurre l'esposizione a campi elettromagnetici presentato all'Università di Bari]]></title>
			<author><![CDATA[Davide Maria Palio]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r6qgt1xu"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/elettrosmog.jpg"  width="216" height="246" /><span class="fs11lh1-5">Un decalogo dal titolo “Elettrosmog. 10 consigli utili per ridurre l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico" è stato presentato recentemente dalla Società Italiana di Medicina Ambientale Onlus (Sima) e ha avuto un'ampia copertura mediatica. La presentazione è avvenuta il 20 Giugno 2017 presso il Politecnico di Bari alla presenza di Raniero Guerra, Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute e altre figure istituzionali [1].</span><br></div><div><div><br></div><div>E' positivo che anche nel nostro paese si cominci timidamente a parlare <span class="fs11lh1-5">in sedi istituzionali </span><span class="fs11lh1-5">dell'argomento e di approcci precauzionali, su cui la popolazione generale è stata finora tenuta all'oscuro. Tuttavia, le informazioni precauzionali rilasciate nella nota della conferenza stampa diffusa da ADN Kronos [2] e nel decalogo stesso appaiono insufficienti, in diversi aspetti grossolanamente inadeguate e non in linea con l'attuale conoscenza scientifica. Per motivi di sintesi e di brevità, accenno di seguito solo alcuni commenti, per offrire spunti di approfondimento personale a chiunque interessato.</span></div><div><br></div><div><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;I campi elettromagnetici (Cem) - spiegano gli esperti Sima - sono presenti ovunque nell’ambiente e sono generati da sorgenti naturali e artificiali.&gt;&gt;</i></div><div>C'e' una marcata differenza tra campi elettromagnetici naturali e artificiali! Questi ultimi sono presenti nell'ambiente solo da poche decine di anni, in particolare per le emissioni in radiofrequenza e le microonde, un lasso di tempo assolutamente breve rispetto ai tempi dell'evoluzione biologica di tutta la biosfera, includendo in essa tutti gli organismi viventi (batteri, piante, animali, umani). Buona parte dello spettro elettromagnetico attualmente associato a segnali tecnici di vario tipo, in natura non è occupato da nessuna sorgente naturale! <span class="fs11lh1-5">Lo si vede bene strumentalmente, a patto di usare strumenti di misura opportuni, per intenderci non quelli utilizzati per verifiche di legge, caratterizzati generalmente di bassa sensibilità, bensì quelli usati comunemente nell'area di "</span><span class="fs11lh1-5"><a href="https://www.cemlab.it/linee-guida.html" class="imCssLink">building biology</a></span><span class="fs11lh1-5">".</span></div><div><br></div><div><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;I parametri fisici importanti da prendere in considerazione sono la frequenza (Hertz), il livello di potenza (Watt o dBm), la distanza dalla sorgente e la durata dell’esposizione al Cem.&gt;&gt;</i></div><div>Non è così, esistono altri parametri fisici che si è da lungo tempo capito che non si possono trascurare quando si vuole valutare il reale impatto di un segnale tecnico in radiofrequenza su un organismo vivente. Parametri da non trascurare sono l'impulsività del segnale e le sue modulazioni, la polarizzazione delle onde, il campo magnetico statico presente nel punto d'interesse. Per inciso, se si trascura di considerare parametri fisici significativi, nessuna meraviglia che i risultati sperimentali ottenuti in laboratorio non siano poi ripetibili...come accade...</div><div><br></div><div><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Più è elevata la potenza dei Cem, maggiore è la sollecitazione sul corpo umano&gt;&gt;</i></div><div>Ogni organismo umano è molto complesso e basato su una serie di equilibri sofisticati, tale affermazione è troppo semplicistica. In particolare, vi è evidenza di fenomeni non lineari, per cui può non valere un semplice principio proporzionale di dose-risposta nella generalità degli effetti biologici.</div><div><br></div><div><i class="fs12lh1-5">&lt;&lt;Il tempo di esposizione ai Cem è un moltiplicatore degli effetti inquinanti, pertanto è indispensabile valutare in modo accurato il livello di esposizione nei luoghi in cui si permane consecutivamente per molte ore.&gt;&gt;</i></div><div>Questo principio generale è vero per quanto emerge nella letteratura scientifica, peccato che non sia riconosciuto nella normativa protezionistica redatta da ICNIRP, su cui si fondano la maggior parte di regimi protezionistici dei vari stati nel mondo, incluso quello italiano per diversi e importanti contesti espositivi.</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><i>&lt;&lt;In quest’ottica, la Sima ha redatto un decalogo in cui vengono elencate alcune misure e comportamenti pratici che i cittadini possono decidere di adottare ai fini della riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici non ionizzanti. Sima precisa che si tratta solo di consigli, che non si basano assolutamente sulla comprovata pericolosità dei Cem ai livelli che si riscontrano nella vita di tutti i giorni.&gt;&gt;</i></span></div><div>Notevole la puntualizzazione, ma se i consigli "<i>non si basano assolutamente sulla comprovata pericolosità dei Cem ai livelli che si riscontrano nella vita di tutti i giorni</i>", viene lecito chiedersi, su cosa si basano? Nessun riferimento scientifico è richiamato nella nota e citato dagli autori, a supporto oggettivo della rispondenza dei "consigli" elargiti con tali riferimenti. </div><div><br></div><div>Passando ai consigli, solo alcune note:</div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 1) In caso di eccessivo utilizzo del forno a microonde evitare la permanenza in sua prossimità. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Cosa sarebbe un "uso eccessivo" e "in prossimità"? Per inciso, il livello di perdita di microonde dipende significativamente da molti fattori specifici dell'esemplare di forno, ma questo non viene detto... Inoltre, non è un'esposizione cronica, a differenza di molte altre non citate.</div><div><i><br></i></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 2) Collocare i babyphone a distanza dal lettino e programmare l’unità bambino sulla funzione di attivazione vocale. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Secondo altre raccomandazioni precauzionali ben note, i babyphone che fanno uso di onde radio andrebbero del tutto evitati. Nulla viene detto sulle maggiori precauzioni che dovrebbero essere usate su donne in gravidanza, neonati, bambini, ragazzi per una serie di importantissime ragioni e anche su altri soggetti, deboli, anziani, malati.</div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 3) Impiegare le apparecchiature elettriche ed elettroniche alla massima distanza possibile. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Messaggio troppo generico e semplicistico, non si possono accomunare emissioni estremamente diverse di diversi dispositivi.</div><div><br></div><div><i class="cf1">&gt;&gt;&gt; 4) Evitare di dormire tenendo lo smartphone, magari anche in carica, e altri dispositivi elettronici (radiosveglie, segreteria telefonica, eccetera) poggiati sul comodino vicino a noi. &lt;&lt;&lt;</i></div><div>Siamo d'accordo, ma è sufficiente per attuare un comportamento realmente precauzionale? Le emissioni di smartphone e di radiosveglie sono nettamente diverse tra di loro, ma questo non viene minimamente spiegato...</div><div><br></div><div><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 5) Non tenere inutilmente accesi, in ambienti domestici di lunga permanenza, apparecchi elettrici ed elettronici. &lt;&lt;&lt;</span></div><div>Messaggio troppo generico e semplicistico, più attinente al tema del risparmio energetico.</div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 6) Introdurre i bambini all’utilizzo di apparecchiature elettriche ed elettroniche, incluso i telefoni cellulari, il più tardi possibile. In questo modo si possono ridurre i tempi di esposizione nelle nuove generazioni per le quali l’esposizione inizia in età precoce rispetto alle generazioni precedenti. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Avrebbero dovuto scrivere, invece di "incluso i telefoni cellulari", "soprattutto i telefoni cellulari, smartphone, tablet e similari". I telefoni cellulari e similari non sono assimilabili a generiche "apparecchiature elettriche ed elettroniche"!</div><div><br></div><div><span class="cf1"><i>&gt;&gt;&gt; 7) Utilizzare i telefoni cellulari in condizioni di alta ricezione del segnale e in zone ad alta copertura dalle reti di telefonia mobile. Preferire chiamate brevi e, in caso di lunghi colloqui, utilizzare auricolari e sistemi viva-voce. Preferire telefoni cellulari di recente generazione che sono caratterizzati da un assorbimento elettromagnetico più basso. &lt;&lt;&lt;</i></span></div><div>Messaggio obsoleto e incompleto, oramai il telefono cellulare è stato rimpiazzato dallo smartphone, che presenta precise peculiarità nelle emissioni dovute al traffico dati, in molti casi dominanti rispetto alle emissioni dei "semplici" telefoni cellulari!</div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 8) Limitare l’uso del telefonino, computer portatile e tablet con scheda Wi-Fi attivata all’interno di un’auto in movimento. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 9) Posizionare le antenne dei sistemi Wi-Fi, Bluetooth e reti senza fili in ambienti domestici meno frequentati. Nell’uso del laptop, si consiglia di interrompere la connessione Wi-Fi per evitare che la continua ricerca di una rete generi inutili esposizioni. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Le emissioni delle sorgenti wireless commerciali sono molto variegate e tale messaggio precauzionale non è sufficiente per adottare una reale precauzione nella generalità dei casi. </div><div><br></div><div><br></div><div><i><span class="cf1">&gt;&gt;&gt; 10) Progettare la struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro, cosi come delle abitazioni civili, in modo tale da minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici. &lt;&lt;&lt;</span></i></div><div>Nessun riferimento a istituzioni credibili che negli altri paesi da molti anni promuovono seriamente gli aspetti di "building biology", come <a href="https://www.baubiologie.de/international/italian/" target="_blank" class="imCssLink">IBN</a> o <a href="http://hbelc.org/about" class="imCssLink">HBELC</a>, per minimizzare l'esposizione a campi elettromagnetici negli ambienti di vita e di lavoro, con particolare riferimento alle esposizioni croniche. Aspetti e tecniche quasi del tutto sconosciute nel nostro paese, paese in cui l'attenzione generale è stata purtroppo da sempre monopolizzata sulla questione del rispetto di valori di attenzione di legge che, nei fatti e alla luce delle evidenze scientifiche attuali, non appaiono cautelativi.</div><div><br></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div><a href="http://www.uniba.it/ateneo/rettorato/ufficio-stampa/conferenze-stampa/presentazione-decalogo-elettrosmog" class="imCssLink">[1]</a> Presentazione decalogo elettrosmog, Università di Bari</div><div><a href="https://web.archive.org/web/20180909071924/http://www.adnkronos.com/salute/2017/06/20/decalogo-per-ridurre-elettrosmog-casa-ufficio_Zks2gWdfPI77nRnL6HplAJ.html" class="imCssLink">[2]</a> Il decalogo per ridurre l'elettrosmog a casa e in ufficio, Adn Kronos 20/06/2017</div><div><br></div><div><br></div><div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 16:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?un-decalogo-di-consigli-per-ridurre-l-esposizione-a-campi-elettromagnetici-presentato-all-universita-di-bari</link>
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			<title><![CDATA[Il catasto pubblico AGCOM include ora anche gli impianti radio FM]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Enti_territoriali"><![CDATA[Enti territoriali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_upmjbg4n"><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/agcom_logo_120.jpg"  width="120" height="120" />L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è una autorità indipendente di garanzia verso operatori di telecomunicazioni e utenti che svolge funzioni di regolamentazione e vigilanza ([1]). La legge n. 249 del 31 Luglio 1997, istitutiva dell'agenzia, ne stabilisce le competenze. Essa, tra i vari compiti e per quanto riguarda l'infrastruttura di rete, "<span class="fs11"><i>vigila sui tetti di &nbsp;radiofrequenze compatibili con la salute umana e verifica che tali &nbsp;tetti, anche per effetto congiunto di piu emissioni elettromagnetiche, &nbsp;non vengano superati. Il rispetto di tali indici rappresenta condizione &nbsp;obbligatoria per le licenze o le concessioni all'installazione di &nbsp;apparati con emissioni elettromagnetiche.</i></span><span class="fs11">" (estratto da articolo 1, comma 6, lettera a, punto 15, [2]). Tale competenza è anche richiamata nella lista attribuita alla loro Commissione ([3]), tra le varie assegnate (tra cui quella dell'eliminazione di interferenze elettromagnetiche tra gli impianti). </span><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/agcom_240.png"  width="240" height="136" />L'agenzia ha istituito nel 2006 un catasto degli impianti di radiodiffusione, denominato <b>Catasto Nazionale delle Frequenze</b> radio-televisive (CNF) ([4]), che fino all'anno scorso riguardava solo gli impianti televisivi digitali (DVB-T) e radio digitali (DAB). Con un provvedimento dell'agenzia dell'anno scorso, il catasto include ora anche gli <b>impianti FM analogici</b> (ovvero tutti gli impianti radio in banda FM sintonizzabili con le comuni radio nella banda da 87 MHz a 108 MHz). Il termine previsto per la fornitura dei dati degli impianti radio analogici FM era il 15 Dicembre 2016 (il periodo di inserimento previsto dal 15 Settembre al 15 Dicembre 2016). <img class="image-3 fright" src="https://www.cemlab.it/images/mappa_200.png"  width="200" height="200" /><span class="fs11">A distanza di sei mesi, consultando il catasto pubblico AGCOM ([5]), si può osservare che </span><b class="fs11">molti impianti non sono stati registrati</b><span class="fs11">. </span><span class="fs11">E' il caso ad esempio di un comune che conosciamo bene, per aver effettuato qualche anno fa un censimento delle sorgenti elettromagnetiche presenti sul territorio tramite verifiche strumentali, comune nel quale attualmente risulta registrato un solo impianto radio FM (!) a fronte di diverse decine di impianti documentati dalla nostra analisi.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">Censire gli impianti trasmissivi radio FM con mezzi strumentali è un'attività che può essere promossa dal Comune interessato o da soggetti privati. Da un punto di vista tecnico, è un'operazione abbastanza semplice da effettuare ([7]). Ci possono essere alcune complicazioni nella radiolocalizzazione e nella discriminazione di segnali multipli quando esiste una grande concentrazione di impianti radio FM. In tali casi può avvenire che le emissioni più forti rendano difficile identificare e discriminare gli impianti con emissioni più deboli, analogamente a quanto può avvenire nel riconoscere livelli sonori di singole voci umane </span><span class="fs11">dentro una discoteca con musica a tutto volume</span><span class="fs11">.</span></div><div><div><br></div><div><div>Riferimenti:</div><div><a href="https://www.agcom.it/che-cos-e-l-autorita" target="_blank" class="imCssLink">[1] AGCOM - che cos'è l'Autorità</a></div><div><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249%21vig=" target="_blank" class="imCssLink">[2] Legge n. 249 31 Luglio 1997</a></div><div><span class="fs11"><a href="https://www.agcom.it/competenze-della-commissione-per-le-infrastrutture-e-le-reti" target="_blank" class="imCssLink">[3] Competenze della Commissione per le Infrastrutture e le Reti</a></span><br></div><div><a href="https://www.agcom.it/catasto-nazionale-delle-frequenze1" target="_blank" class="imCssLink">[4] AGCOM, Catasto Nazionale delle Frequenze (CNF)</a></div><div><a href="http://www.catastofrequenze.agcom.it/catasto/pubblico" target="_blank" class="imCssLink">[5] Catasto delle frequenze AGCOM - accesso al pubblico</a></div><div>[6] AGCOM, delibera 235/2016/CONS</div><div><a href="https://www.cemlab.it/radiolocalizzazione.html" target="_blank" class="imCssLink">[7] Cemlab - Radiolocalizzazione</a></div><div><br></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 08:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?il-catasto-pubblico-agcom-include-ora-anche-gli-impianti-radio-fm</link>
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			<title><![CDATA[Emissioni di campo elettromagnetico all'interno degli autoveicoli]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Autoveicoli"><![CDATA[Autoveicoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5zpxtdcm"><div><br></div><div>Immaginate di trovarvi all'interno dei locali di una discoteca con musica ad alto volume.</div><div>Nessuno dei presenti si preoccuperebbe delle "deboli" emissioni sonore di un disturbante e rumoroso impianto di climatizzazione funzionante negli stessi locali.</div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.cemlab.it/images/narda_auto_360w.jpg" alt="Cemlab - misura di campo magnetico nell&#39;abitacolo auto" title="Cemlab - misura di campo magnetico nell&#39;abitacolo auto" width="360" height="270" />Analogamente, le emissioni elettromagnetiche dei terminali mobili all'interno degli autoveicoli in moto - con i telefoni in connessione vocale e/o dati o solo in standby - la fanno da padrona nel monopolizzare l'attenzione generale, rispetto ad altre emissioni di livelli ben più modesti, ma esistenti, nell'abitacolo delle vetture.</div><div>In effetti nessun dato serio è disponibile al largo pubblico sulle emissioni elettromagnetiche in alta e in bassa frequenza intrinseche delle varie tipologie di auto in commercio, men che meno per le nuove auto con motore elettrico, aldilà della mera aspettativa della conformità rispetto a limiti (molto elevati) riferibili all'insorgenza di effetti acuti a soglia (maschere dettate da ICNIRP per la popolazione) e delle relative dichiarazioni dei produttori.</div><div>La maggior parte dei nuovi modelli sfornati dalle case automobilistiche sono invece al loro interno sempre più connessi in modalità wireless ai terminali degli occupanti, seppure con potenze molto più deboli, e li espongono, in molti casi costantemente, a segnali wireless digitali impulsivi, incompatibili con una seria applicazione del principio di precauzione alla luce di tutto quanto già si sa sulle esposizioni a deboli livelli per tempi prolungati, ad esempio sugli effetti alla sfera neuro-cognitiva del soggetto esposto.</div><div><br></div><div>E' di pochi giorni fa l'annuncio della casa automobilistica Mercedes di un accessorio per alcuni modelli che chiude dentro un cassetto schermato il terminale mobile, lasciando la possibilità al terminale di connettersi alla rete tramite l'utilizzo di una antenna esterna all'abitacolo [1]. La campagna pubblicitaria denominata 'Fit and Healthy' non dovrebbe però far trarre conclusioni errate al consumatore, con il suo nome accattivante: le emissioni di debole potenza in radiofrequenza possono essere ugualmente presenti, all'interno dell'abitacolo, pur abbattendo notevolmente i livelli di campo elettromagnetico RMS (medi) causati dalla trasmissione di un terminale mobile attivo all'interno dell'abitacolo.</div><div><br></div><div><span class="fs11">Un soggetto elettrosensibile adeguatamente informato non terrà un terminale mobile acceso all'interno della propria vettura. </span><span class="fs11">In realtà, se andiamo a evitare modelli di auto che presentano emissioni wireless di debole potenza (ad esempio Bluetooth) non disattivabili ed evitiamo di portare nell'abitacolo un terminale mobile che non sia spento o in modalità aerea, sono presenti emissioni di campo magnetico in bassa frequenza a motore acceso, variabili a seconda del regime del motore, le cui entità dipendono dal modello di auto (vedere figura per un esempio, emissioni di campo magnetico in bassa frequenza misurate con un nostro strumento [2] in regime variabile di guida extraurbana e urbana).</span></div><div><br></div><div>A tali emissioni intrinseche dell'auto, ovviamente poi si sommano le immissioni provenienti dall'ambiente esterno in cui si viaggia.</div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.cemlab.it/images/cemlab_log721_nfa1000_auto_edited_600.png"  width="600" height="440" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.cemlab.it/images/cemlab_log721_nfa1000_zoom_edited_auto_600.png"  width="600" height="440" /><br></div><div><br></div><div> </div><div><span class="fs11"><a href="https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/componentie_tech/2017/05/24/mercedes-scherma-sue-auto-da-elettromagnetismo-da-smartphone_fadb7540-3e33-4559-b158-66b8e7dd5c72.html" target="_blank" class="imCssLink">[1]</a></span><span class="fs11"> Ansa, 24 Maggio 2017</span><br></div><div><span class="fs11">[2] Gigahertz Solutions NFA1000</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 May 2017 07:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?emissioni-di-campo-elettromagnetico-all-interno-degli-autoveicoli</link>
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			<title><![CDATA[Operativi i nuovi criteri minimi ambientali per gli edifici pubblici]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Enti_territoriali"><![CDATA[Enti territoriali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nqgh2kf0"><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/albero.jpg"  width="432" height="289" /><span class="fs11">Il recente decreto del Ministero dell'Ambiente dell'<b>11 Gennaio 2017</b> "</span><span class="fs11">Adozione dei criteri ambientali minimi per gli &nbsp;arredi &nbsp;per &nbsp;interni, per l'edilizia e per i prodotti tessili</span><span class="fs11">" definisce, tra gli altri, i <span class="imUl">criteri ambientali minimi per l'a</span></span><span class="fs11"><span class="imUl">ffidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici &nbsp;pubblici</span>, allegato n. 2 del decreto. In ottemperanza al nuovo codice degli appalti 2016, le stazioni appaltanti della pubblica amministrazione inseriscono nei documenti di gara per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici le prescrizioni contenute in questo documento. Nella sezione delle specifiche tecniche dell'edificio, vi è anche una sottosezione denominata <b>"Inquinamento elettromagnetico indoor" </b>(2.3.5.4), come segue:</span><br></div><div><br></div><div><div><i>Al fine di ridurre il più possibile l'esposizione indoor a campi magnetici a bassa frequenza (ELF) indotti da quadri elettrici, montanti, dorsali di conduttori ecc., la progettazione degli impianti deve prevedere che: </i></div><div><i>•	il quadro generale, i contatori e le colonne montanti siano collocati all'esterno e non in adiacenza a locali con permanenza prolungata di persone; </i></div><div><i>•	la posa degli impianti elettrici sia effettuata secondo lo schema a "stella" o ad "albero" o a "lisca di pesce", mantenendo i conduttori di un circuito il più possibile vicini l'uno all'altro. Effettuare la posa razionale dei cavi elettrici in modo che i conduttori di ritorno siano affiancati alle fasi di andata e alla rnÌnima distanza possibile. </i></div><div><i>Al fine di ridurre il più possibile l'esposizione indoor a campi magneticì ad alta frequenza (RF) dotare i locali di di trasferimento dati alternativi al wi-fi, p.es. la via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC). </i></div><div><br></div><div>Sono anche previste altre prescrizioni per la qualità ambientale interna, ad esempio per l'illuminazione naturale, l'emissione di VOC dai materiali, il comfort acustico, il controllo del gas Radon.</div><div><br></div><div>Nonostante il basso livello di definizione delle prescrizioni relative all'inquinamento elettromagnetico indoor, è un primo passo fatto dal legislatore. In particolare, è positivo vedere il richiamo generale alla minimizzazione dell'esposizione ("<span class="fs11">Al fine di ridurre il più possibile l'esposizione indoor a campi</span><span class="fs11">") e la prescrizione di scelta di sistemi alternativi a tecnologia Wi-Fi. Entrambi tali principi fanno parte delle consolidate buone pratiche di <i><a href="https://www.cemlab.it/introduzione.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.cemlab.it/introduzione.html', null, false)">Bau Biologie</a></i> per gli ambienti di vita (insieme a tanti altri non ancora inclusi nelle prescrizioni).</span></div><div><br></div></div><div><br></div><div><span class="fs11">[1] <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/01/28/17A00506/sg" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/01/28/17A00506/sg','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">G.U. Serie Generale del 28-01-2017</a> (<a href="https://www.cemlab.it/docs/blog/DM_11_1_2017_allegato2.pdf" target="_blank" class="imCssLink">allegato 2</a>)</span></div><div><span class="fs11">[2] </span><span class="fs11"><a href="http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/faq_cam_edilizia_2.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Chiarimenti Ministero Ambiente</a> (<a href="https://www.cemlab.it/docs/faq_cam_edilizia_2.pdf" target="_blank" class="imCssLink">copia locale</a>)</span></div><div>[3] <a href="http://www.edilportale.com/news/2017/01/normativa/edilizia-operativi-dal-13-febbraio-i-nuovi-criteri-ambientali-minimi_56136_15.html" target="_blank" class="imCssLink">Articolo Edilportale</a></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 11:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?operativi-i-nuovi-criteri-minimi-ambientali-per-gli-edifici-pubblici</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IPSE DIXIT: l'obiettivo di qualità per l'esposizione a campo magnetico è una Inutile Vessazione Burocratica]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pky9ahkr"><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/quadro_elettrico_300.png" alt="quadro elettrico" title="quadro elettrico" width="300" height="212" />Una risposta a un lettore nel recente numero di Febbraio 2017 di una importante rivista italiana specializzata in norme di sicurezza elettrica definisce una "inutile vessazione burocratica" l'attuale prescrizione prevista dalla legislazione italiana in tema di esposizione a campo magnetico a frequenza di rete in un ambiente di lavoro, in confronto alle apparenti prescrizioni permissive del vigente Capo IV (rischio CEM), Titolo VIII (agenti fisici) del Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08). Nella risposta s<span class="fs11">i sostiene che esiste una incongruenza tra il divieto di esporre il dipendente a una esposizione di campo magnetico superiore a 3 microTesla per una permanenza superiore alle 4 ore giornaliere (come previsto per il valore dell'obiettivo di qualità indicato dal decreto attuativo 8 Luglio 2003 per la popolazione generale) e il limite per la protezione da "effetti sanitari" di 6000 microTesla previsto dallo standard ICNIRP del 2010 assimilato nella direttiva 2013/25/UE e introdotto dalla legge 159/2016 che ha riscritto il Capo IV sopra citato.</span><div><br></div><div><img class="image-0 fright" src="https://www.cemlab.it/images/vessazione_burocratica1_320.jpg" alt="Vessazione Burocratica" title="Vessazione Burocratica" width="320" height="181" />Il fatto in sè non sarebbe particolarmente rilevante se la rivista in questione non fosse letta da una grande porzione <span class="fs11">su scala nazionale </span><span class="fs11">di progettisti e di impiantisti elettrici e da altri importanti attori del comparto elettrico, che in ultima analisi sono coloro che mettono in pratica o meno le prescrizioni vigenti sulla normativa protezionistica relativa, e dalle cui scelte operative può dipendere in buona sostanza l'entità dell'esposizione a campo magnetico di chi si trova in prossimità ad apparecchiature che generano campi magnetici rilevanti, ivi inclusi gli elettrodotti e i trasformatori BT/MT. Un esempio concreto di cui siamo a conoscenza - giusto per non rimanere nell'astratto - riguarda l'imprudente e dissennata collocazione progettuale di una cabina elettrica in posizione adiacente a una sala operatoria di un ospedale ... </span></div><div><br></div><div><img class="image-3 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/ipse_dixit_360.png"  width="360" height="255" />La rivista in questione riesce egregiamente ad aumentare il livello di entropia sull'argomento, già di per sè abbastanza articolato e complesso, trascurando di menzionare 1) che vi è una notevole differenza sostanziale tra effetti istantanei acuti da esposizione - sui quali verte la normativa contenuta nel capo IV da un lato ed esposizioni croniche o comunque superiori alle 4 ore giornaliere oggetto dell<span class="fs11">l'impianto legislativo della legge italiana a tutela della popolazione da possibili effetti a lungo termine</span><span class="fs11"> dall'altro e 2) che <span class="imUl">la stragrande maggioranza di lavoratori</span> non è e </span><span class="imUl fs11">non deve essere considerata</span><span class="fs11">, per la mansione assegnata, </span><span class="imUl fs11">esposta professionalmente</span><span class="fs11"> al rischio elettromagnetico, bensì equiparata a tutti gli effetti alla classe della <b>popolazione generale</b>.</span></div><div>Sul primo punto, basti ricordare che esiste in letteratura <b>una discreta evidenza di effetti avversi anche molto gravi sulla salute</b> degli esposti in modo cronico a campi magnetici in bassa frequenza, che non possono essere liquidati con leggerezza e che impongono <span class="imUl">SEMPRE</span> una fattiva e concreta minimizzazione dell'esposizione a CEM in ogni ambiente di lavoro tutte le volte che questo sia possibile. Si vedano [1],[2],[3] tra i tanti studi esistenti e [4],[5]. <span class="fs11">Sul secondo punto, basti citare la chiarissima e inequivocabile risposta 4.05 delle <b>Indicazioni Operative</b> del Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro Rev.3 del 13/2/2014 sul quesito "<b>Quali sono le esposizioni di carattere professionale?</b>", riportato di seguito:</span></div><div>"<span class="fs11"><i>Secondo la definizione dell’art.2, comma 1, lettera f), della legge 36/2001, la legge quadro sulla protezione dai campi elettromagnetici, l’esposizione dei lavoratori è “ogni tipo di esposizione dei lavoratori e delle lavoratrici che, per la loro specifica attività lavorativa, sono esposti a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”. </i></span><i class="fs11">Sono quindi da intendersi esposizioni di carattere professionale quelle strettamente correlate e necessarie alle finalità del processo produttivo.</i></div><div><i>Le esposizioni indebite a sorgenti non correlate con la specifica attività dei lavoratori che non ricadono sotto la gestione del datore di lavoro devono essere contenute, a carico dei gestori, entro i limiti vigenti per la tutela della popolazione. Il datore di lavoro deve ad ogni modo valutare il rischio ed eventualmente verificare il rispetto della normativa vigente da parte dell’esercente della sorgente anche avvalendosi dell’organo di controllo. </i><span class="fs11"><i>Le esposizioni indebite a sorgenti non correlate con la specifica attività dei lavoratori che ricadono sotto la gestione del datore di lavoro, devono essere eliminate o ricondotte entro le restrizioni previste dalla normativa vigente per la tutela della popolazione. La regola generale da seguire in proposito, possibilmente in sede di progettazione dei luoghi di lavoro, è quella di installare gli apparati emettitori di CEM in aree di lavoro adibite ad uso esclusivo degli stessi e comunque ad una distanza adeguata dalle altre aree di lavoro ove stazioni personale non professionalmente esposto.</i></span><span class="fs11">"</span></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div>[1] "<span class="fs11"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24935666" target="_blank" class="imCssLink">Occupational exposure to extremely low-frequency magnetic fields and brain tumor risks in the INTEROCC study.</a></span><span class="fs11">" </span><span class="fs11">Cancer Epidemiol Biomarkers Prev., 2014, Turner et al.</span></div><div>[2] "<span class="fs11"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2379958" target="_blank" class="imCssLink">Incidence of leukaemia and brain tumours in Finnish workers exposed to ELF magnetic fields.</a></span><span class="fs11">", </span><span class="fs11">Int Arch Occup Environ Health., 1990, Juutilainen et al.</span></div><div>[3] "<span class="fs11"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19224378" target="_blank" class="imCssLink">Maternal occupational exposure to extremely low frequency magnetic fields and the risk of brain cancer in the offspring.</a></span><span class="fs11">", </span><span class="fs11">Cancer Causes Control., 2009, Li et al.</span></div><div><span class="fs11">[4] <a href="http://www.powerwatch.org.uk/library/index.asp" target="_blank" class="imCssLink">Powerwatch Library</a> - Powerfrequency EMFs and Health - <a href="http://www.powerwatch.org.uk/library/getfile.asp?articleID=118&sourceID=1" target="_blank" class="imCssLink">Occupational Exposure</a></span></div><div>[5] <span class="fs11">"<a href="http://microwavenews.com/news-center/boffetta-post-truth" target="_blank" class="imCssLink">Making It Up As He Goes Along. Paolo Boffetta, Italian Epidemiologist, Distorts Power Line Health Risks</a>", Microwave News, 9 Gennaio 2017</span></div><div>[6] Decreto Legislativo 81/2008 Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla &nbsp;prevenzione e protezione dai rischi dovuti all'esposizione ad agenti &nbsp;fisici nei luoghi di lavoro: <a href="http://www.portaleagentifisici.it/DOCUMENTI/FAQ_AFisici_web.pdf?lg=IT" target="_blank" class="imCssLink">Indicazioni operative</a></div><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 18:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?ipse-dixit--l-obiettivo-di-qualita-per-l-esposizione-a-campo-magnetico-e-una-inutile-vessazione-burocratica</link>
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			<title><![CDATA[Nuova norma tecnica CEI su Ambienti residenziali e impianti adeguati a persone disabili o con specifiche necessità]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_883b5pl4">E' stata pubblicata lo scorso Dicembre 2016 la norma CEI 64-21 intitolata "<span class="fs11"><i>Ambienti residenziali -. </i></span><div><i>Impianti adeguati all'utilizzo da parte di persone con disabilità o <span class="fs11">specifiche necessità</span></i><span class="fs11">". In essa si citano <b>prescrizioni</b> da applicarsi agli impianti elettrici adeguati all'utilizzo da parte di <b>persone con disabilità o specifiche necessità</b>, nel caso in cui vengano espressamente richieste dal committente.</span></div><div><br></div><div>Tale specifica tecnica affronta importanti temi quale quelli della gestione degli accessi, dell'illuminazione, degli allarmi e dell'assistenza. Le persone con disabilità o con specifiche necessità vengono classificate in nove classi a seconda delle disabilità o necessità: persona di età avanzata, difficoltà motorie, difficoltà nella percezione visiva o uditiva, difficoltà di parlare, difficoltà cognitive.</div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/cei-64-21.png"  width="726" height="112" /><br></div><div><br></div><div><b>Le norme CEI sono importanti</b> perché beneficiano del riconoscimento di cui alla legge 168 del 1 Marzo 1968, la quale prescrive che tutti i dispositivi e gli impianti devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte e al contempo che tutti gli elementi (dispositivi, impianti, etc.) costruiti secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano sono da considerarsi costruiti a regola d'arte.</div><div><br></div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/wireless2_360.jpg"  width="360" height="288" />Nell'attuale versione della norma, valevole per le tipologie abitative condominiali e mono/plurifamiliari, <b>non si fa cenno</b> ad accorgimenti impiantistici che limitino l'<b>inquinamento elettromagnetico</b> e che non introducano ulteriori sorgenti di elettrosmog. Eppure, almeno alcune tipologie di persone a cui fa riferimento la nuova norma - quali i soggetti anziani, sono più vulnerabili a questo tipo di pressione ambientale. </div><div><br></div><div>Inoltre, in nessuna parte del testo della norma si fa riferimento a disabilità che riguardano proprio la sensibilità o l'ipersensibilità elettromagnetica. Ci riferiamo a persone che manifestano sintomi avversi e che dovrebbero evitare l'esposizione cronica anche di debole intensità a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici anche per non aggravare il loro stato di disabilità. E' risaputo che in generale la maggior parte di addetti ai diversi settori dell'ingegneria in generale, specialmente nel nostro paese, ha una cognizione limitata dei rischi correlati all'esposizione a elettrosmog, e con un po' di ricerca e di approccio multidisciplinare questo importante aspetto <b>dovrebbe al più presto essere esplorato</b> dalle istituzioni tecniche del nostro paese.</div><div><br></div><div>La norma definisce <i>adattabilità impiantistica</i> proprio "<span class="fs11">la possibilità di modificare nel tempo le funzionalità abitative avendo già disponibile una rete </span><span class="fs11">cablata (esempio: cablaggio strutturato, bus e alimentazione elettrica) e/o una <b>rete senza fili </b></span><span class="fs11"><b>(wireless)</b> che permette di accrescere, in un secondo momento, il numero di funzionalità ed </span><span class="fs11">automazioni domestiche.</span><span class="fs11">" Non è evidentemente ben chiaro quali siano gli impatti delle reti wireless in ambito residenziale.</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">La ricerca scientifica indipendente documenta una serie di effetti avversi sulla salute e sul livello di benessere dei residenti causati dall'<b>esposizione cronica a deboli campi elettromagnetici</b> derivanti da impianti o apparecchi digitali wireless che con le loro emissioni spesso erratiche e impulsive, seppure sporadiche, deteriorano il clima elettromagnetico della residenza. Non a caso, la stragrande maggioranza di istituti a livello internazionale che si occupano di <b>bioarchitettura</b>, da molti anni mettono al primo posto nelle verifiche e nei piani di bonifica l'aspetto della contaminazione elettromagnetica nell'ambiente di vita. Questo tema dovrebbe essere ancora più sentito nei confronti dei soggetti con disabilità o specifiche necessità, a nostro avviso. Recentemente, le due organizzazioni britanniche </span><span class="fs11"><a href="http://www.radiationresearch.org/" target="_blank" class="imCssLink">EM-Radiation Research Trust</a> &amp; <a href="http://phiremedical.org/" target="_blank" class="imCssLink">PHIRE [Physicians‟ Health Initiative for Radiation and Environment</a>] hanno pubblicato una nota sui rischi delle tecnologie wireless standard, che contiene una sintesi delle condizioni avverse sulla salute, alla luce dei riscontri scientifici disponibili, e sui rischi causati dall'impatto dell'uso della tecnologia wireless, in particolare in applicazioni che richiedono alta capacità di traffico dati. Si cita un brano tratto dalle conclusioni della nota:</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">"</span><span class="fs11"><i>It is already known that electromagnetic fields can be biologically active. Proper assessment of the potential health and environmental consequences of their widespread use is urgently required. An unchecked proliferation of wireless technologies could create catastrophic results and is highly unwise, particularly given that safer alternatives are available and are already being advocated by the UK Government.</i></span><span class="fs11">"</span></div><div><br></div><div><span class="fs11">Riferimenti:</span></div><div><span class="fs11">[1] <a href="http://www.ceinorme.it/it" target="_blank" class="imCssLink">Norma CEI 64-21</a></span></div><div><span class="fs11">[2] </span><span class="fs11">Comments on Extending Local Full Fibre Networks: Call for Evidence (<a href="http://www.radiationresearch.org/images/rrt_articles/RRT__PHIRE_comments_Jan_2017.pdf" target="_blank" class="imCssLink">pdf</a>).</span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div><br></div><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 11:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?nuova-norma-tecnica-cei-su-ambienti-residenziali-e-impianti-adeguati-a-persone-disabili-o-con-specifiche-necessita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Pubblicato decreto sulla definizione delle pertinenze esterne con dimensioni abitabili]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_32335421"><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/balconi_stretti.jpg"  width="326" height="500" />Nella Gazzetta Ufficiale del 24 Gennaio 2017 è stato pubblicato il decreto del Ministero dell'Ambiente che contiene le definizioni di "pertinenze esterne con dimensioni abitabili" adatte a permanenze superiori a quattro ore giornaliere. Questa ulteriore misura è stata prevista dal Governo Italiano sin dal 2012 per facilitare l'introduzione e il potenziamento delle reti wireless a banda larga, allargando le maglie del regime protezionistico in vigore, e ora attuata. <span class="cf1">Sia per il calcolo previsionale</span> - che deve essere realizzato dal richiedente l'autorizzazione dell'impianto e che viene eseguito per stimare le intensità dell'esposizione a radiazioni elettromagnetiche in radiofrequenza nelle condizioni nominali di funzionamento degli impianti - <span class="cf1">sia per le verifiche successive in regime di funzionamento</span> degli impianti, il decreto attuativo del 2003 aveva stabilito il vincolo del rispetto del valore di attenzione (6 V/m) per l'interno di edifici adibiti a permanenze giornaliere non inferiori a quattro ore <span class="imUl">e anche per le pertinenze esterne</span>. <b>In virtù di questo nuovo decreto, le pertinenze in cui si applica il valore di attenzione sono ora ridefinite</b>. &nbsp;&nbsp;<div><div><i class="fs10"><b><br></b></i></div><div><i class="fs10"><b><span class="cf2">Art. 3, Comma 2, DPCM 8 Luglio 2003 su Limiti di esposizione e Valori di attenzione</span></b></i><br></div></div><blockquote><div><div><div><i class="fs10"><span class="cf2">2. A titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine eventualmente connessi con le esposizioni ai campi generati alle suddette frequenze all'interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili esclusi i lastrici solari, si assumono i valori di attenzione indicati nella tabella 2 all'allegato B.</span></i></div></div></div></blockquote><br><div>Una novità importante riguarda i balconi, che vengono ora considerati pertinenze esterne <span class="imUl">solo se</span> presentano una <span class="imUl">superficie minima di due metri quadri e una profondità pari ad almeno 1.4 metri</span>. Questo criterio viene giustificato [arbitrariamente, a nostro avviso] sulla base di uno spazio sufficiente per lo stazionamento e la manovra di persone a ridottà mobilità. <b>Con questa modifica della definizione, molti balconi prima definiti pertinenze esterne (ad esempio in edifici storici) cessano di essere tali</b>. Il requisito di profondità minima si impone anche ad altre pertinenze esterne, quali terrazzi di proprietà esclusiva, porticati ad uso esclusivo, logge e <span class="imUl">verande</span>.</div><div>Negli allegati LG1 e LG2 del decreto appare un elenco di destinazioni d'uso riconducibili ad ambiente abitativo e un elenco di tipologie di pertinenze esterne secondo la nuova definizione.</div><div><blockquote><div><i class="fs10"><b><br></b></i></div><div><i class="fs10"><b><span class="cf2">Art. 14, comma 8 del decreto-legge 18 Ottobre 2012, n. 179</span></b></i><br></div><div><div><i class="fs10"><span class="cf2">8. Ferme restando, per quanto non espressamente disciplinato dal presente articolo, le vigenti disposizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 luglio 2003, recante fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28 agosto 2003, si prevede che:</span></i></div></div><div><div><i class="fs10"><span class="cf2">a) i valori di attenzione indicati nella tabella 2 all’allegato B del citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003 si assumono a titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti anche a lungo termine eventualmente connessi con le esposizioni ai campi generati alle suddette frequenze nei seguenti casi:</span></i></div></div><div><div><i class="fs10"><span class="cf2">1) all’interno di edifici utilizzati come ambienti abitativi con permanenze continuative non inferiori a quattro ore giornaliere;</span></i></div></div><div><div><i class="fs10"><span class="cf2">2) solo nel caso di utilizzazione degli edifici come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere, nelle pertinenze esterne, come definite nelle Linee Guida di cui alla successiva lettera d), quali balconi, terrazzi e cortili (esclusi i tetti anche in presenza di lucernai ed i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita, di proprietà comune dei condomini);</span></i></div></div></blockquote></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div><div>- <a href="http://www.cemlab.it/docs/dm_07122016.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 Dicembre 2016</a>.</div></div><div><div> &nbsp;</div><div><br></div><div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 20:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicato-decreto-sulla-definizione-delle-pertinenze-esterne-con-dimensioni-abitabili</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sperimentazione 5G in Italia, Sindaca di Torino ne dà annuncio]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_442z2rt8">La sindaca di Torino, alla vigilia di Natale 2016, annuncia che la città di Torino, da lei amministrata, sarà la prima in Italia a sperimentare la rete 5G.<div>La sindaca scrive:</div><div>"Il protocollo d'intesa con TIM, stipulato dall'Assessora all'Innovazione &nbsp;e Smart City Paola Pisano e approvato stamattina in Giunta prevede la &nbsp;sperimentazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazioni, basata &nbsp;su tecnologie e standard di quinta generazione in grado di offrire &nbsp;prestazioni superiori alla rete 4G. &nbsp;Una grande opportunità per imprese e cittadini."</div><div><div>"Il protocollo prevede che entro il 2018 possano usufruire di questa rete 3.000 utenti e che successivamente TIM realizzi la prima rete commerciale 5G." [2].</div></div><div><br></div><div>Una opportunità di sperimentazione anche per gli effetti biologici di tali nuove modulazioni, nel bene e nel male, anche se per gli effetti a lungo termine è plausibile che ci vorrà molto tempo per tirare le somme della sperimentazione. Non esistono ad oggi, per quanto ci risulta, studi scientifici eseguiti su esposizioni a segnali 5G negli animali o in vitro.</div><div><br></div><div>[1] Linkedin</div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/Appendino_5G.png" alt="Appendino 5G" title="Appendino 5G" width="561" height="673" /><br></div><div>[2] <span class="fs11"><a href="http://www.ilblogdellestelle.it/2016/12/a_torino_arriva_la_rete_5g.html" target="_blank" class="imCssLink">http://www.beppegrillo.it/2016/12/a_torino_arriva_la_rete_5g.html</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 09:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?sperimentazione-5g-in-italia,-sindaca-di-torino-ne-da-annuncio</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Ministero dell'Ambiente, Programma CEM]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Enti_territoriali"><![CDATA[Enti territoriali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nj7dzpw2"><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/impianti_telecomunicazioni_360.jpg"  width="360" height="270" /><span class="fs11">Il Ministero dell'Ambiente ha promosso alcuni mesi fa un programma di contributi, rivolto a ciascuna regione italiana, denominato "Programma di contributi per esigenze di tutela ambientale connesse alla minimizzazione dell'intensità e degli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici", noto anche come <b>"Programma CEM"</b>.</span><br></div><div><div>Le risorse stanziate alla Regione Sicilia ammontano a oltre 700.000 euro.</div><div><b>Ogni singola regione può promuovere progetti specifici</b>, nell'ambito dei temi riguardante tale programma, proponendo singoli progetti al Ministero dell'Ambiente per il loro finanziamento. Entro un termine di 45 giorni dal ricevimento dell'istanza, che deve avvenire <b>entro e non oltre il 31 Dicembre 2016</b>, verrà disposta la relativa ammissione al contributo, qualora il progetto sia ritenuto valido.</div><div>Gli ambiti in cui possono essere presentati dei progetti sono tre:</div></div><div><div><ol><li><span class="fs11">Catasto regionale delle sorgenti di campi elettromagnetici</span><br></li><li><span class="fs11">Esercizio delle attività di controllo e monitoraggio</span><br></li><li><span class="fs11">Elaborazione dei piani di risanamento in siti ove siano state accertati criticità</span><br></li></ol></div><div>Il programma CEM, per come descritto e dettagliato nel documento diffuso, appare concreto e operativo, lasciando ampia discrezionalità a ogni singola regione nell'utilizzo dei fondi stanziati, a seconda dello stato di avanzamento nella singola regione delle prescrizioni contenute nella legge quadro 36/2001.</div><div>Abbiamo provato a interpellare sia gli uffici competenti della Regione Sicilia che di Arpa per sapere come stanno utilizzando tali fondi e quali progetti desiderano perseguire, ma nessuna risposta è pervenuta ad oggi.</div><div>Riferimenti:</div></div><div>[1] <a href="http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/trasparenza_valutazione_merito/RIN/dec_72_28_06_2016_programma_cem_reg_cortedeiconti.pdf" target="_blank" class="imCssLink">Decreto Programma CEM [file PDF, 9 MB]</a></div><div>[2] <a href="http://www.minambiente.it/pagina/programma-di-contributi-cem" target="_blank" class="imCssLink">Programma di contributi CEM. Ministero dell'Ambiente</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 07:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?ministero-dell-ambiente,-programma-cem</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Nuovo strumento portatile PF5]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Strumentazione"><![CDATA[Strumentazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0m88f3xd">EMFields Solutions (UK) introduce un nuovo strumento di misura portatile a basso costo per ambienti di vita.<div>Lo strumento, identificato con il nome PF5, rileva campi elettrici e campi magnetici in bassa frequenza ELF, VLF (Extremely Low Frequency, Very Low Frequency).</div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/pf5.jpg"  width="166" height="287" />A differenza della maggior parte di strumenti di misura portatili di questa fascia di prezzo in commercio, misura in un campo di frequenze esteso, da 20 Hz a a 50 kHz (la maggior parte di strumenti si fermano a 2 kHz), permettendo di osservare le emissioni in banda VLF di sorgenti quali lampade a risparmio energetico, inverter di sistemi fotovoltaici, alcune lampade a LED.</div><div>Tali sorgenti di campi elettrici e magnetic non devono essere sottovalutate in quanto le correnti indotte all'interno del corpo sono proporzionali alla frequenza di emissione. Quindi, a parità di intensità di campo magnetico, una sorgente a 25 kHz indurrà una corrente 500 volte più grande di una sorgente con pari intensità a 50 Hz. Tra queste sorgenti, in particolare le cucine a induzione sono quelle che producono all'interno del corpo le più alte correnti nell'intervallo VLF, con implicazioni sul sistema nervoso degli esposti.</div><div>Nella pagina del produttore, sono dichiarate le principali specifiche tecniche del nuovo strumento e maggiori informazioni applicative.</div><div><br></div><div><a href="https://emfields-solutions.com/shop/pf5-pocket-power-frequencies-meter-elf-vlf/" target="_blank" class="imCssLink">Pagina del produttore</a></div><div><span class="fs11lh1-5">Per noleggio operativo di un nostro strumento PF5, <a href="https://www.cemlab.it/contatti.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.cemlab.it/contatti.html', null, false)">contattateci</a>.</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 07:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?nuovo-strumento-portatile-pf5</link>
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			<title><![CDATA[Pubblicato decreto ministeriale su assorbimento CEM da parte delle strutture degli edifici]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Legislazione"><![CDATA[Legislazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_28idf4a1"><div><div>Pubblicato sulla G.U. 252 del 27-10-2016 il decreto del ministero dell'Ambiente "Approvazione delle Linee Guida sui valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici."</div></div><div><br></div><div>Riferimenti:</div><div><span class="fs11 cf1 ff1">[1] <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/10/27/16A07701/sg" target="_blank" class="imCssLink">Gazzetta Ufficiale</a></span></div><div>[2] <a href="http://www.cemlab.it/docs/dm_05102016.pdf" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('http://www.cemlab.it/docs/dm_05102016.pdf','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">Testo del decreto</a></div><div><br></div><div><div>Acronimi usati nelle figure - conF: con finestra; SF: senza finestra; SRB: stazione radio base</div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cemlab.it/images/fig1_640.png"  width="640" height="475" /><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.cemlab.it/images/fig2_640.png"  width="640" height="451" /><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 12:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicato-decreto-ministeriale-su-assorbimento-cem-da-parte-delle-strutture-degli-edifici</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[In Italia aumentano per decreto i limiti di esposizione previsionali ai campi elettromagnetici di impianti di telecomunicazioni]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Legislazione"><![CDATA[Legislazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p591uyc4"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/assorbimento_edifici_270.jpg" alt="decreto ministeriale assorbimento campi elettromagnetici" title="decreto ministeriale assorbimento campi elettromagnetici" width="270" height="360" />Lo scorso Venerdì 7/10/2016 il Ministero dell'Ambiente del Governo italiano ha emesso un decreto che stabilisce dei valori di assorbimento predefiniti del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici. Che cosa significa questo decreto?</div><div>I gestori di impianti di telecomunicazioni in generale sono tenuti a presentare al comune una istanza di autorizzazione per l'impianto che vogliono installare o potenziare. A questa istanza deve essere allegata una relazione dello stesso gestore che valuta l'impatto elettromagnetico dell'impianto stesso sui recettori che si trovano attorno all'impianto stesso. I recettori sono notoriamente le case, le strutture ricreative, gli edifici pubblici, gli ospedali, le scuole, i parchi, le piazze, le strade e in generale tutti i siti in cui può essere prevista la presenza umana. Per le case di civile abitazione, dove si ipotizza una permanenza umana giornaliera superiore alle 4 ore, a livello di previsione - quindi progettuale - delle esposizioni, deve essere osservato il valore di attenzione, pari a 6 Volt su metro per il campo elettromagnetico in radiofrequenza. Fino ad ora questo limite doveva essere fatto osservare in corrispondenza dell'involucro di qualunque casa vicina, dunque la sua facciata esterna non poteva essere esposta a un valore di campo elettromagnetico superiore a 6 Volt su metro nelle condizioni di progetto previste per l'impianto.</div><div><div>Da ora in poi i gestori di impianti di telecomunicazioni, potranno usare dei <strong><b><span class="fs12 ff1">valori di riferimento predefiniti di assorbimento delle facciate delle case</span></b></strong>, ipotizzando che le stesse assorbano in qualche misura le onde elettromagnetiche. Questo in realtà non è vero in generale, in quanto dipende dal materiale di costruzione, dallo spessore delle mura, dalla presenza di aperture nella facciata, anche piccole quanto l'apertura di una cappa da cucina, da fenomeni di onde stazionarie che si vengono a creare, come appurato anche durante le prove preliminari effettuate in proposito dagli organi tecnici pubblici italiani. Ad esempio, le strutture in legno spesso usate in bioarchitettura sono pressocché trasparenti alle onde elettromagnetiche in radiofrequenza, come anche la plastica e il vetro.</div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/assorbimentoedifici2_280.png" alt="analisi di impatto elettromagnetico" title="analisi di impatto elettromagnetico" width="280" height="156" />Quindi, da ora in poi chi presenta una istanza di autorizzazione per un impianto di telecomunicazioni, potrà ipotizzare nella sua analisi di impatto elettromagnetico, condotta per ottenere l'autorizzazione, che la facciata di ogni casa vicina all'impianto attenui le onde elettromagnetiche di 3 dB per frequenze inferiori a 400 MHz (Radioamatori, radio FM, TV VHF) e di 6 dB per frequenze superiori a 400 MHz (TETRA, TV UHF, telefonia mobile, radar, Wi-Max, etc.), se la facciata non contiene finestre. Se la facciata contiene finestre, il parametro di assorbimento predefinito è di zero dB (come prima, ovvero come se la facciata non assorbisse le onde elettromagnetiche), MA all'operatore in tal caso è concessa la possibilità a sua discrezione di utilizzare un fattore di attenuazione da 0 a 3 dB, dando una motivata giustificazione tecnica di tale scelta.</div></div><div><br></div><div><div><img class="image-2 fright" src="https://www.cemlab.it/images/stazione_radio_base_270.jpg"  width="270" height="203" />L'introduzione di questi fattori di attenuazione si traduce in un <strong><b><span class="fs12 ff1">aumento dei valori di campo elettromagnetico permessi da ora in poi in corrispondenza della facciata di una qualunque abitazione, a</span></b><b><span class="fs12 ff1"> </span></b><b><span class="fs12 cf1 ff1">8.5 V/m</span></b><b><span class="fs12 ff1"> </span></b><b><span class="fs12 ff1">(nel caso 3 dB) e a</span></b><b><span class="fs12 ff1"> </span></b><b><span class="fs12 cf1 ff1">12 V/m</span></b><b><span class="fs12 ff1"> </span></b><b><span class="fs12 ff1">(nel caso 6 dB)</span></b></strong>, nei calcoli previsionali delle esposizioni di campo elettromagnetico effettuati nelle istanze.</div><div>Ironicamente, il comunicato stampa diffuso dal Ministero riporta: "Con questo decreto [...] facciamo un altro passo avanti verso la definizione di parametri definiti sull’esposizione ai campi elettromagnetici, a tutela della salute dei cittadini".</div><div>Notoriamente, come gli addetti ai lavori sanno bene, <strong><b><span class="fs12 ff1">sono i vincoli presenti nel calcolo previsionale quelli che pongono maggiori limitazioni al livello massimo di emissioni degli impianti da autorizzare</span></b></strong>, non certo le verifiche tramite misure in sito effettuate su impianti in esercizio, dato che questi ultimi presentano ordinariamente livelli di immissione che sono solo una frazione di quelli utilizzati per i calcoli previsionali. Sono dunque i calcoli previsionali a costituire il vincolo più stringente posto in essere, per la limitazione dell'esposizione e questo vincolo risulta ora allentato. Dunque, questo decreto cambia effettivamente lo scenario per gli operatori, permettendo loro di superare i vincoli all'espansione esistenti in siti con tetti previsionali di inquinamento elettromagnetico già raggiunti con le precedenti regole in vigore.</div><div>Si osserva anche che la discrezionalità concessa all'operatore, pur con giustificata motivazione nominale, di <strong><b><span class="fs12 ff1">considerare un fattore di attenuazione fino a 3 dB pur in presenza di finestre in facciata</span></b></strong>, è stata introdotta solo successivamente alla stesura della bozza della linea guida attuativa del decreto legge n. 179 del 18/10/2012 (convertito nella legge 221 del 17 Dicembre 2012), su espressa richiesta del Ministero dell'Ambiente.</div></div><div><br></div><div><div>Riferimenti:</div><div>[1] <span class="fs12 cf2 ff2"><a href="http://www.minambiente.it/comunicati/inquinamento-elettromagnetico-galletti-firma-decreto-su-linee-guida-valori-assorbimento" target="_blank" class="imCssLink">Comunicato stampa Ministero dell'Ambiente 7/10/2016</a></span></div><div>[2] <a href="http://www.cemlab.it/docs/dm_05102016.pdf" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('http://www.cemlab.it/docs/dm_05102016.pdf','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">Decreto pubblicato in G.U. 252 del 27-10-2016 "<span class="fs12 cf2 ff2">Approvazione delle Linee Guida sui valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici.</span>"</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 13:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?in-italia-aumentano-per-decreto-i-limiti-di-esposizione-previsionali-ai-campi-elettromagnetici-di-impianti-di-telecomunicazioni</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Seminario di aggiornamento su valutazione rischio elettromagnetico 27 Settembre]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v31o541v"><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/aidii.jpg"  width="367" height="249" /><img id="image-0" data-path="04253wiy3aibc98w3i4op2e2q9hh7q61" data-managed="true" class="" data-selected="false">Si è tenuto oggi 27 Settembre a Roma un seminario di aggiornamento promosso da AIDII sulle novità normative introdotte dal recepimento della direttiva europea 2013/35/UE e dalla riscrittura del Capo IV Titolo VIII del D.Lgs. 81/08. Il seminario è stato particolarmente interessante per la presenza di relatori che hanno partecipato direttamente alla scrittura del decreto di recepimento.</div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 17:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?seminario-di-aggiornamento-su-valutazione-rischio-elettromagnetico-27-settembre</link>
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			<title><![CDATA[Bau Biologie - Danke Dr. Moldan !]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2gnj1wy1"><div><a href="https://youtu.be/ebWS4F0lXyc" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'youtube', url: 'https://youtu.be/ebWS4F0lXyc', width: 800, height: 600, text: 'Dr. Moldan - Bau Biologie', 'showVideoControls': true }]}, 0, this);" class="imCssLink fleft inline-block"><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/moldan_360.png"  width="360" height="211" /></a><span class="fs11 cf1 ff1">Durante il recente 20° anniversario di attività professionale dedicata alla misura analitica e alle migliori soluzioni di mitigazione dell'inquinamento elettromagnetico secondo i noti principi di Baubiologie, Dr. Moldan ha ricevuto numerosi complimenti da clienti privati e dell'industria e dai numerosi colleghi tedeschi e di molti altri paesi, grande famiglia di professionisti di cui noi siamo onorati di far parte.</span><span class="fs11 cf1 ff1"> </span></div><div><br></div><div><div><a href="https://youtu.be/ebWS4F0lXyc" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'youtube', url: 'https://youtu.be/ebWS4F0lXyc', width: 800, height: 600, text: '', 'showVideoControls': true }]}, 0, this);" class="imCssLink">https://youtu.be/ebWS4F0lXyc</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 18:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?bau-biologie---danke-dr--moldan--</link>
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			<title><![CDATA[Pubblicata Linea Guida EUROPAEM 2016 Campi Elettromagnetici]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tm30x37h"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.cemlab.it/images/europaem.png"  width="175" height="270" /><div>Pubblicata la Linea Guida EUROPAEM 2016 per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dei problemi di salute e delle malattie collegate alle onde elettromagnetiche. Redatta da 15 scienziati, riassume lo stato attuale della conoscenza medica sugli effetti biologici posti in relazione con i campi elettromagnetici artificiali e sulla base di queste, fornisce delle raccomandazioni concrete sui valori guida per le varie esposizioni a CEM, distinte per tipologie di CEM e per i diversi tipi di segnale. I valori contenuti in tali raccomandazioni sono estremamente più modesti dei valori di riferimento indicati da ICNIRP e ripresi nei sistemi protezionistici di molti paesi occidentali. Per impostazione, i valori guida si distinguono anche dai valori di attenzione e limite della legislazione italiana che non distingue il peso delle singole esposizioni nel suo limite cumulativo, oltre a essere decisamente più contenuti dei valori di attenzione e limite italiani. &nbsp;</div></div><div><br></div><div><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27454111" target="_blank" class="imCssLink">Pubmed</a></div><div><a href="https://www.cemlab.it/docs/Europaem2016.pdf" class="imCssLink">Articolo originale</a></div><div><a href="https://www.cemlab.it/files/Europaem2016_italiano.pdf" class="imCssLink">Traduzione italiana</a></div><div><br></div><div>"<span class="fs11lh1-5">"EUROPAEM EMF Guideline 2016 for the prevention, diagnosis and treatment of EMF-related health problems and illnesses</span><span class="fs11lh1-5">"</span></div><div>Abstract (traduzione italiana)</div><div><div> </div><div>Le malattie croniche e le patologie associate a sintomi non specifici &nbsp;sono in aumento. In aggiunta allo stress cronico in ambienti sociali e &nbsp;di lavoro, le esposizioni ad agenti fisici e &nbsp;chimici a casa, sul lavoro e durante il tempo libero sono fattori di &nbsp;stress ambientale causali o favorenti, che meritano attenzione da parte &nbsp;del medico di medicina generale, così come da parte di tutti gli altri &nbsp;membri della comunità sanitaria. Attualmente si rende &nbsp;certamente necessario prendere in considerazione le “nuove esposizioni” &nbsp;come le onde elettromagnetiche. Sempre più frequentemente i medici &nbsp;devono affrontare problemi di salute con cause non identificate. Gli &nbsp;studi, le osservazioni empiriche e quanto riferito dai pazienti indicano &nbsp;chiaramente interazioni tra onde elettromagnetiche e problemi di &nbsp;salute. Le sensibilità individuali e i fattori ambientali sono spesso &nbsp;trascurati. Le nuove tecnologie radio e le loro applicazioni sono state &nbsp;introdotte senza nessuna certezza circa gli effetti alla salute, &nbsp;sollevando nuove sfide per la medicina e per la società. Ad esempio, la &nbsp;questione dei cosiddetti effetti non termici e dei potenziali effetti a &nbsp;lungo termine dell'esposizione a basse dosi è stata scarsamente &nbsp;approfondita prima dell'introduzione di queste tecnologie. Sorgenti &nbsp;comuni di onde elettromagnetiche: radiazioni a radiofrequenza (da 3 MHz a &nbsp;300 GHz) emesse da antenne dei servizi radio e TV, dai punti di accesso &nbsp;Wi-Fi, router e adattatori client (smartphone, tablets), dai telefoni &nbsp;cordless comprese le loro basi, dai telefoni cellulari, dai dispositivi &nbsp;Bluetooth. Campi elettrici e magnetici a frequenze ELF (da 3 Hz a 3 kHz) &nbsp;sono emessi da cavi elettrici, lampade ed elettrodomestici. Campi &nbsp;elettrici e magnetici a frequenze VLF (da 3 kHz a 3 MHz) sono emessi a &nbsp;causa delle distorsioni armoniche della tensione e della corrente, dai &nbsp;cablaggi elettrici, lampade (come le lampade fluorescenti) e dispositivi &nbsp;elettronici. Da un lato, esiste una forte evidenza che l'esposizione a &nbsp;lungo termine a certe radiazioni elettromagnetiche è un fattore di &nbsp;rischio per malattie quali determinate tipologie di cancro, la malattia &nbsp;di Alzheimer e l'infertilità maschile. D'altra parte, l'ipersensibilità &nbsp;elettromagnetica (EHS) emergente è sempre più riconosciuta dalle &nbsp;autorità sanitarie, da chi si occupa di disabilità e di casi tra &nbsp;lavoratori, da politici, così come da tribunali. Consigliamo di trattare &nbsp;l'EHS clinicamente come parte del gruppo di malattie croniche &nbsp;multisistemiche (chronic multisystem illness - CMI) conducenti a una &nbsp;disabilità funzionale (EHS), ma riconoscendo tuttavia che la causa di &nbsp;fondo rimane l'ambiente. In principio, i sintomi dell'EHS si manifestano &nbsp;solo occasionalmente, ma col tempo possono aumentare in frequenza e &nbsp;gravità. I sintomi più comuni dell'EHS includono mal di testa, &nbsp;difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, mancanza di energia, &nbsp;stanchezza e sintomi simil-influenzali. La chiave per la diagnosi &nbsp;consiste in una storia medica completa del soggetto, che dovrebbe &nbsp;includere tutti i sintomi e i loro accadimenti in termini spaziali e &nbsp;temporali nel contesto delle esposizioni a campi elettromagnetici. &nbsp;L'esposizione a onde elettromagnetiche è generalmente valutata &nbsp;attraverso misure di campi elettromagnetici a casa e nell'ambiente di &nbsp;lavoro. Certi tipi di esposizioni a campi elettromagnetici possono &nbsp;essere valutate investigando la presenza di sorgenti comuni. E' molto &nbsp;importante tenere in conto la suscettibilità individuale. Il metodo &nbsp;principale di trattamento dovrebbe concentrarsi principalmente sulla &nbsp;prevenzione o sulla riduzione dell'esposizione a onde elettromagnetiche, &nbsp;ovvero a ridurre o a eliminare tutte le sorgenti di onde &nbsp;elettromagnetiche a casa e nel posto di lavoro. La riduzione &nbsp;dell'esposizione alle onde elettromagnetiche dovrebbe anche essere &nbsp;estesa agli spazi pubblici come le scuole, gli ospedali, i trasporti &nbsp;pubblici e le biblioteche per consentire alle persone con l'EHS un loro &nbsp;utilizzo senza ostacoli (misura di accessibilità). Se si riduce &nbsp;sufficientemente un'esposizione avversa a onde elettromagnetiche, il &nbsp;corpo ha la possibilità di ricuperare e i sintomi da EHS regrediscono e &nbsp;addirittura scompaiono. Molti esempi hanno dimostrato che tali misure &nbsp;possono rivelarsi efficaci. Per aumentare l'efficacia del trattamento, &nbsp;dovrebbe anche essere affrontato il vasto numero di fattori ambientali &nbsp;che contribuiscono al carico di stress totale sul'organismo. Tutto &nbsp;quello che promuove una omeostasi equilibrata aumenterà la resistenza &nbsp;della persona contro la malattia e, quindi, contro gli effetti nocivi &nbsp;delle esposizioni a onde elettromagnetiche. C'e' una crescente evidenza &nbsp;che l'esposizione a onde elettromagnetiche comporta un forte impatto &nbsp;sulla capacità di regolazione ossidativa e nitrosativa nei soggetti &nbsp;coinvolti. Inoltre questa evidenza può spiegare perché il livello di &nbsp;sensibilità alle onde elettromagnetiche può variare e perché il numero &nbsp;di sintomi riferiti è così grande. Sulla base delle nostre conoscenze &nbsp;attuali, quello che funziona meglio è un approccio terapeutico che &nbsp;minimizza gli effetti negativi del perossinitrito - approccio che è &nbsp;stato sempre più utilizzato nel trattamento dei disordini &nbsp;multisistemici. Questa Linea Guida relativa alle onde elettromagnetiche &nbsp;offre una panoramica delle attuali conoscenze in materia dei rischi alla &nbsp;salute relativi alle onde elettromagnetiche e fornisce i concetti per &nbsp;la diagnosi, il trattamento e le misure di accessibilità per l'EHS, al &nbsp;fine di migliorare e di ricuperare gli esiti sanitari come pure per lo &nbsp;sviluppo di strategie per la prevenzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 18:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicata-linea-guida-europaem-2016-campi-elettromagnetici</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pubblicato decreto attuativo della direttiva 2013/35/UE sulla valutazione del rischio elettromagnetico in ambienti di lavoro]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_lavoro"><![CDATA[Ambienti di lavoro]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_226apkgk"><div><span class="fs11 cf1 ff1">E' stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legislativo del 1 Agosto 2016 di attuazione della direttiva 2013/35/UE per la tutela dei lavoratori esposti a campi elettromagnetici. Entra in vigore il 2 Settembre 2016. Sono previste sanzioni a carico del datore di lavoro per la violazione del nuovo articolo 209 (Valutazione dei rischi e identificazione dell'esposizione), commi 1,5 e 6 e anche del dirigente per la violazione del nuovo articolo 210 (Disposizioni miranti a ridurre i rischi).</span></div><div><br></div><div><span class="fs11 cf1 ff1">[1] <a href="http://www.cemlab.it/docs/DLgs159-2016.pdf" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('http://www.cemlab.it/docs/DLgs159-2016.pdf','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">Testo del decreto di attuazione</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 16:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicato-decreto-attuativo-della-direttiva-2013-35-ue-sulla-valutazione-del-rischio-elettromagnetico-in-ambienti-di-lavoro</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pubblicata la traduzione italiana dello Standard e delle Linee Guida SBM-2015]]></title>
			<author><![CDATA[admin]]></author>
			<category domain="https://www.cemlab.it/blog/index.php?category=Ambienti_di_vita"><![CDATA[Ambienti di vita]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rvv15704"><div>Pubblicata la traduzione italiana dello Standard e delle Linee Guida SBM-2015 dell'istituto tedesco IBN<br>(Standard der Baubiologischen Messtechnik - Standard di Biorchitettura) curata personalmente dall'Ing. Davide Maria Palio.<br><span class="cf1 ff1">http://www.baubiologie.de/international/note-sullistituto/</span></div><div>Lo Standard di Building Biology fornisce una panoramica dei rischi fisici, chimici, biologici, del clima indoor e di altra natura riscontrati in zone notte, ambienti di vita, luoghi di lavoro e <span class="ff1">terreni. Offre linee guida su come eseguire le specifiche misurazioni e valutare i possibili rischi per la salute. Tutti i risultati dei test, gli strumenti di verifica e le procedure sono documentati in una relazione scritta finale. Nel caso in cui vengano identificati potenziali problemi, viene sviluppata una strategia di risanamento efficace.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 19:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cemlab.it/blog/?pubblicata-la-traduzione-italiana-dello-standard-e-delle-linee-guida-sbm-2015</link>
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