Elettrosmog - Mitigazione dei campi in bassa frequenza - CEMLAB

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Mitigazione a bassa frequenza

La mitigazione dell'esposizione a campi elettromagnetici in bassa frequenza pone delle problematiche diverse rispetto alla mitigazione in radiofrequenza.
 
L'oggetto della mitigazione può essere o il campo elettrico o il campo magnetico: in bassa frequenza l'andamento dei due campi è separato e reciprocamente indipendente.
 
Per gli aspetti pratici, è  bene distinguere tra ambienti di lavoro e ambienti di vita.

   


Ambienti di lavoro

Negli ambienti di lavoro possono essere presenti varie sorgenti di campo magnetico in bassa frequenza, la cui caratterizzazione varia caso per caso a seconda del processo lavorativo, insieme ai metodi usati per mitigare l'esposizione dei lavoratori esposti (distanze di rispetto, zonizzazione, rotazione dei lavoratori, schermatura prossima alla sorgente).
Prima di intervenire, si procede generalmente alla valutazione dell'impatto di campo magnetico della sorgente nelle condizioni di esposizione più gravose, tramite una simulazione al calcolatore.
I valori obiettivo da usare per la mitigazione possono essere diversi, a seconda della frequenza del campo e della postazione di lavoro. Per esemplificare, nel caso di una postazione di comando di un forno a induzione con frequenza di lavoro a 20 kHz, il valore di azione per un lavoratore non professionalmente esposto è di 6.25 microTesla (ICNIRP 1998, Raccomandazione 1999/519/CE), per un postazione fissa di un lavoratore non professionalmente esposto prossima a una cabina elettrica (frequenza di 50 Hz) si applica invece l'obiettivo di qualità di 3 microTesla secondo il DPCM 8 Luglio 2003, valore obiettivo che a discrezione del datore di lavoro può essere consigliabile ridurre ulteriormente a 0.2 microTesla, a fini precauzionali.
Negli ambienti di lavoro si possono considerare involucri schermanti che tendono a racchiudere la sorgente (ad esempio lungo il percorso di cavi di distribuzione) , oppure che tendono a racchiudere l'ambiente da proteggere.

Ambienti di vita

In ambienti di vita, generalmente ci si pone il problema di controllare separatamente l'esposizione al campo elettrico e magnetico a frequenza di rete (50Hz).
Il campo elettrico è causato dall'esistenza di parti in tensione nelle vicinanze del punto di misura; elevati valori di campo elettrico possono essere presenti vicino a prese elettriche e vicino a elettrodomestici anche spenti. Si rimedia a tali emissioni usando impianti elettrici con cavi schermati, impianto di terra funzionante, circuiti utilizzatori (ad esempio elettrodomestici) con massa collegata al potenziale di terra. In alternativa, per le zone notte possono essere utilizzati in diverse circostanze come elemento mitigante degli interruttori intelligenti chaimati disgiuntori, che disalimentano i circuiti utilizzatori quando questi ultimi non sono in uso.
Il campo magnetico è causato dalla presenza di correnti elettriche. L'entità del campo magnetico risultante dipende da diversi fattori, quali la separazione spaziale dei diversi poli conduttori, la presenza di correnti verso terra, il cablaggio dell'impianto elettrico domestico. L'immissione di campo magnetico può anche essere causata da sorgenti esterne quali elettrodotti, linee di distribuzione esterne, cabine elettriche in stretta prossimità. Tali sorgenti, a differenza della maggior parte degli elettrodomestici casalinghi, hanno un campo di azione più esteso (nel caso di elettrodotti aerei, anche centinaia di metri).
Nel cavo di alimentazione di un elettrodomestico invece, i due poli di alimentazione sono in genere molto vicini tra di loro e gli effetti dei rispettivi campi magnetici generati tendono a cancellarsi reciprocamente. Si possono riscontrare campi magnetici relativamente grandi in prossimità dell'elettrodomestico (a pochi centimetri), ma difficilmente un livello importante di campo magnetico si estende oltre uno o due metri dall'elettrodomestico.
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